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Martin su videogiochi, pirateria e serie TV


Sul sito www.theverge.com è recentemente apparso un articolo che riporta le opinioni di Martin su alcuni temi di stringente attualità, dalla serie TV, ai videogiochi, alla pirateria.


George R. R. Martin è l'uomo dietro A SONG OF ICE AND FIRE, la serie di romazi epici su cui si basa GAME OF THRONES della HBO. Romanziere e sceneggiatore, la carriera di Martin ha spaziato tra vari generi e media, dalle storie brevi al reboot degli anni '80 di THE TWILIGHT ZONE. Oltre al debutto in corso della terza stagione di GAME OF THRONES, l'autore ha recentemente firmato un contratto globale di due anni con a HBO che apre le porte a nuovi progetti televisivi.
Martin ha ricevuto le nostre domande prima della messa in onda di GAME OF THRONES di ieri, e oltre a rivelare che apparirà in un cameo in un episodio futuro, ha raccontato i suoi pensieri sulla pirateria, sui videogame e su quali nuovi progetti televisivi potrebbe voler sviluppare in futuro.

L'etto dei social network sulle pubblicazioni
[George R. R. Martin]: sai che secondo me ogni cosa aiuta. Non ci sono dubbi che ci stiamo muovendo verso una nuova era dei media, ed i giorni in cui uno scrittore poteva scrivere i suoi libri e pubblicarli senza mai interagire con il pubblico sono finiti. Abbiamo tutti questi nuovi social media e tutti questi modi per raggiungere gli autroi, e penso che questo trend sia destinato aa durare. Dove porterà, non ne ho davvero idea. Sai, io in parte sono ancora quel tipo di persona che preferirebbe legare i messaggi alle zampe dei corvi per comunicare. Ma uso un computer. Ce l'ho dal 1982, quindi mi adatto meglio che posso a questo nuovo mondo.

Sui videogiochi ispirati a A GAME OF THRONES
[George R. R. Martin]: li ho visti. Ho incontrato alcuni dei ragazzi che ci lavorano, i designer, sono venuti e mi hanno mostrato qualcosa. Ma ho giocato a qualcosa negli anni '80, e non è che non mi piacciano. È che mi piacciono troppo. E penso di aver probabilmente perso un romanzo o due perché mi sono perso in qualche passaggio di un gioco e ho passato tempo a giocare ancora e ancora, restando in piedi tutta la notte. Solo un altro gioco, solo un altro. Quindi, i videogiochi possono dare molta dipendenza.
In particoalare con i miei videogiochi. Westeros è nella mia testa, questi personaggi sono nella mia testa, e ho già una relazione un po' schizzata perché ho i libri e la serie TV, che sono versioni leggermente differenti della stessa cosa. Se ci aggiungessi i videogiochi diventerei veramente pazzo.

Sui nuovi progetti con la HBO
[George R. R. Martin]: beh, sai, l'inchiostro sui contratti è ancora umido, quindi in effetti non siamo ancora nello specifico. Ho una certa quantità di lavori che precedono A SONG OF ICE AND FIRE, tra cui sceneggiature cinematografiche e televisive che ho scritto molto tempo fa e che non sono mai state realizzate. Romanzi e storie brevi che penso potrebbero essere adattate bene. Quindi questa è una cosa che conto di discutere con loro, e passeremo al dettaglio la mia produzione, per così dire.
E ho un certo numero di idee. Ho un file delle idee con più idee di quanto potrei mai scrivere anche se vivessi altri cento anni. Alcune sono idee per romanzi, ovviamente, o per storie brevi. Ma alcune di queste funzionerebbero molto bene in uno show televisivo, quindi parleremo di qualcuna di queste. C'è fantascienza, c'è fantasy, c'è fantasy storico, che è un altro campo che amo; pura fiction storica. Quindi gli mostrerò molte cose differenti e vedremo quello che gli piacerà.

Sulla pirateria
[George R. R. Martin]: siamo lo show più piratato del mondo. In un certo strano modo è un complimento. Un tipo di complimento di cui potresti fare a meno, probabilmente, ma in ogni caso un complimento. So che c'è molta pirateria in Australia, dove per una qualche ragione ritardano lo show di sei mesi. Quindi la gente è semplicemente ansiosa di vederlo. Penso che ne vedremo delle belle, siamo nel mezzo dell'evoluzione di una nuova corcine per la televisione ed i filme. Ed la vecchia, in cui gli spettacoli erano fatti in america ed erano venduti ad emittenti stranieri che li avrebbero mandati in onda la settimana successiva, o il mese dopo, o sei mesi dopo, o quando ne avessero avuto voglia, sta venendo meno. Perché siamo in un mercato globale.
E sta succedendo anche nel mondo dell'editoria. Voglio dire, il mio editore americano del mio editore inglese hanno coordinato il lancio del mio ultimo libro, che è uscito lo stesso giorno. Perché altrimenti, con Amazon e gli altri venditori on-line, se fosse sucito in uno Stato prima che nell'altro, chiunque fosse in ritardo avrebbe perso migliaia di copie di ordinato. Ecco... e ci sono anche nuovi metodi di consegna, come Netflix. Hanno appena rilasciato un'intera serie che non è mai stata trasmessa. Ce l'hai, e ce l'hai tutta in un colpo, e te la puoi guardare.
Penso che nessuno sappia quale sarà la forma finale di tutte queste cose. Non appena pensi di aver capito quale sarà il nuov formato, qualcun altro innova e cambia tutte le regole. Quindi sono tempi interessanti. Ma per fortuna non mi devo preccupatre di queste cose. Sto scrivendo di una terra medievale dive comunicano legando messaggi alle zampe dei corvi, e non possono andare più veloce di quanto riesca a fare un cavallo. O forse un drago, ma di quelli ce ne sono pochi. Quindi lascio questa cosa ai signori in giacca e cravatta e ai tizi con grandi computer che di queste cose ne capiscono e riescono a imaginare modelli di business. Io mi limito a raccontare le mie storie.

Questi signori in giacca e cravatta hanno qualche tipo di responsabilità nel rilasciare contenuti più velocemente per incontrare la domanda del pubblico?
[George R. R. Martin]: non so se userei la parola responsabilità, ma penso si tratti di un buon affare. Penso che risolverebbe parte del problema della pirateria. Sai, se in Australia avessero lo show lo stesso giorno che in America, allora forse gli australiani non ne scaricherebbero centinaia di migliaia di copie. Ma non saprei. Perché le emittenti australiane scelgono di ritardare? Hanno le loro ragioni; bisognerebbe andare un Australia e chiederle. Ma penso che questo sia un modello di come vogliono presentare le cose ai loro utenti e quando.
Ma una delle cose più belle di questo show in particolare è che ha un'audience globale pazzesca. Insomma, siamo - globalmente - lo show più grande che la HBO abbia mai fatto. Abbiamo venduto sui mercati stranieri più di THE SOPRANOS, che penso fosse il loro precedente record. Nel mercato domestico credo che siamo il terzo show con più successo della HBO, dopo THE SOPRANOS e TRUE BLOOD, ma a livello internazionale siamo sopra.
E penso che sia così perché alcuni degli altri spettacoli sono molto specificamente americani. Insomma, THE SOPRANOS sono un grandissimo, grandissimo show. Scrittura meravigliosa, recitazione meravigliosa. Ma riguarda un mafioso del New Jersey. Io sono del New Jersey. Non ero un mafioso, ma so che hanno ricreato bene il New Jersey, ma non saprei se in Slovenia o in India o a Singapore sono interessati alla gente del New Jersey e ai loro problemi.
ma sono interessati ai temi universali. La gente può sempre fare riferimento al Medio Evo. Intendo dire che virtualmente tutte le civiltà umane sono passate attraverso una sua versione, quando non c'erano le pistole e si combatteva con spade e armature e così via, e potenzialmente ogni civiltà ha le sue leggende di magia e guerrieri con poteri magici ed eroi e malvagi del passato, Quindi si colpisce un tema universale. Credo sia per questo che la serie sta andando così bene a livello mondiale.


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