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Intervista spagnola a Martin


E' lo stesso Martin a darcene notizia sul suo Blog.
La Magic Triada di Alicante ha intervistato lo scrittore americano, che precisa "non ho parlato spagnolo".

Seguendo le indicazioni di questo Link troverete la versione originale in spagnolo dell'intervista.
Qui sotto invece, la traduzione italiana.

 

MT: Signor Martin?

GRRM: Sì, felice di conoscerti

 

MT: Chiamata dalla Spagna.

GRRM: Bene, felice di sentirvi.

 

MT: Noi di Magic Triada, prima di tutto vorremmo ringraziarla di questa opportunità, per noi è un grande onore poter fare questa chiaccherata.

GRRM: Benvenuti.

 

MT: Se non le dispiace passeremmo direttamente alle domande.

GRRM: D'accordo, prego.

 

MT: In primo luogo, quali ricordi ha del suo lavoro come sceneggiatore per serie TV quali “La Bella e la Bestia”?

GRRM: Ho lavorato a due serie quando ero ad Hollywood; “La Bella e la Bestia” e “Twilight Zone”, entrambe esperienze molto positive, mi sono divertito. E' stato un lavoro particolare e soddisfacente. Ne “La Bella e La Bestia” ho lavorato con produttori quali R. Pesce e P. Romana. E' stato meraviglioso scrivere per loro; avevamo una magnifica squadra di scrittori. Poi ho lavorato anche con Alan e Rodney Brennet Brenam in “Twilight Zone”

 

MT: C'era spazio per la creatività o aveva qualche tipo di restrizione o imposizione da parte dei produttori?

GRRM: Ti riferisci ad entrambe le serie?

 

MT: Sì, entrambe.

GRRM: Bhe, “Twilight Zone” è stato il mio primo show. La mia prima esperienza con gli script, o comunque l'adattamento a degli script di storie scritte da altri. Volevo imparare. Ero nuovo nel mondo di Hollywood e nella televisione e pertanto mi sono concentrato più sulla forma che sulla storia: infatti quattro dei cinque scripts di “Twilight Zone” sono adattamenti di storie scritte da altri autori, mentre la quinta è una storia originale. Quando ho lavorato a “La Bella e La Bestia” invece, è stato tutto diverso, perché le storie erano tutte originali ed io facevo parte del team di produzione. Eravamo una bella squadra, sai. Ma non ci sono state grandi differenze a livello creativo. Il produttore, Ran Cusslow, era molto felice di quello che avevamo creato.

 

MT: Segue qualche serie TV ora?

GRRM: Qualsiasi tipo di serie?

 

MT: Sì, qualsiasi.

GRRM: Bhe, guardo abbastanza la TV. Ora come ora, mi sto divertendo molto con “Lost”, e poi ero un grande fan di “Galactica”, anche se alla fine non è che mi sia piaciuto molto, però l'ho seguito fino all'ultima puntata. E, naturalmente, l'HBO ha un gran numero di lavori molto ben fatti. In questi ultimi anni sono un grande appassionato di “Deadwood” non so se anche da voi in Spagna diano questa serie, ma è un gran bello spettacolo.

 

MT: Questa domanda non è molto originale, ma i seguaci del nostro blog ci hanno pregato di fargliela: quando ha deciso di diventare uno scrittore?

GRRM: Oh, ho sempre scritto, fin da bambino, mi piaceva scrivere storie di mostri e le leggevo agli altri bambini. E questo accadeva anche quando andavo a scuola. Quando ero alle superiori ero un grande fan dei fumetti. Ho scritto alcuni fumetti che pubblicavo in varie riviste e fanzines amatoriali. Erano gli anni 60 quando andavo a scuola io. La mia prima storia risale al 1971, quando mi sono laureato, ed allora ero convinto di voler diventare uno scrittore. Non sapevo ancora se avessi potuto vivere di questo, oppure se avessi scritto solo durante il week end e per mantenermi avrei dovuto fare un altro lavoro. Ci sono voluti circa 10 anni prima che riuscissi a diventare uno scrittore a tempo pieno.

 

MT: Questo è molto interessante. Le sue influenze principali sono Tolkien, Jack Vance, Tad Williams... tuttavia alla base di “ASOIAF” ci sono elementi più realistici che si basano più sulla storia del medioevo che sulla mitologia. Da dove arriva questa influenza?

GRRM: Bhe, quando ho iniziato a scrivere ASOIAF miravo ad una combinazione tra la concezione fantasy tradizionale di Tolkien ed il realismo della migliore tradizione storica. Da sempre leggo entrambe le cose. Ho letto i grandi scrittori come lo storico Thomas V., Frank Kirby, l'opera dello scrittore Dranosuon Maurice Frances, i cui libri sono stati tradotti come “Los Reyes Maltidos”. La verità è che ho letto molti romanzi storici e, naturalmente, ho letto anche molta Storia; mi piaceva l'idea di far confluire tutto questo in ASOIAF in un compendio che abbracciasse entrambe le tradizioni.

 

MT: Scrivere un libro che comprende una tale varietà di personaggi, ognuno con la propria personalità, la propria storia e ruoli sempre diversi presuppone uno sforzo di organizzazione enorme. Soprattutto tenendo conto della lunghezza della storia. Utilizza un metodo organizzativo per mantenere tutta la storia nel suo magnifico equilibrio?

GRRM: Ebbene, è quasi tutto nella mia testa. Voglio dire, ho scritto appunti, genealogie, ho fatto la mappa, ma quasi tutto il resto lo creo lungo lungo la strada. Ci è voluto un anno per progettare tutto prima di mettermi a scrivere; poi ho cominciato a scrivere, raccontando la storia e mettendo in ordine le varie idee. E' quasi impossibile organizzare a dovere un progetto di tale portata. Si perde un sacco di tempo andando avanti ed indietro, cercando di ricordare di che colore sono gli occhi di un certo personaggio o come stava quando l'ho lasciato; però la maggior parte della storia è nella mia testa o in un file enorme dentro il mio computer.

 

MT: Qual'è l'origine della storia? Ovvero, cosa l'ha spinta a realizzare una storia così ricca e vasta?

GRRM: Non ho mai pensato che potesse diventare così grande, quando ho cominciato. Avevo in mente una trilogia. L'ho detto molte volte, in realtà non so da dove viene la storia. Stavo scrivendo un altro libro nel 1991, nell'estate del 1991, e nel frattempo mi stavo dedicando anche ad un progetto di science-fiction che avevo in mente da un po'. Lavoravo tutto il giorno, poi all'improvviso ho avuto l'idea per il primo capitolo di “The Game of Thrones”. Non il prologo, ma il primo capitolo, il capitolo di Bran, quando trovarono i cuccioli di meta-lupo nella neve. I personaggi mi sono venuti in modo così vivido e chiaro da sapere come plasmarli; e così misi da parte l'altro libro e cominciai a scrivere quel capitolo. Mi ci vollero un paio di giorni, ma sapevo come sarebbe stato il secondo capitolo, così ho continuato a scrivere “The Game of Thrones”. Non ripresi in mano l'altro libro. Ora, dopo molti anni la storia è cresciuta parecchio, ma ripensando a quel giorno, davvero non saprei dire da dove mi sia nata l'idea per questa saga, sebbene sia rimasta nella mia testa per molto tempo.

 

MT: Immaginiamo che cimentarsi in una sfida di tale portata sia molto faticoso e richieda molta energia. Quando ha cominciato, si aspettava che quest'avventura sarebbe diventata qualcosa di così grande?

GRRM: No, non ci ho pensato. Quando ho cominciato, nel 1991, non sapevo ancora cosa fosse. Come ho detto, sono partito da un capitolo, ma alla fine dell'estate sapevo che sarebbe stato un libro, forse una trilogia. Infine, quando l'ho mostrato al mio editore, nel 1994 era chiaro che si sarebbe trattato di una trilogia, almeno inizialmente. Ma scrivendo mi resi conto di avere in mano una mole che andava oltre la trilogia; avevo in mano più di tre libri. Ora come ora, sto pensando a 7 libri. Sto lavorando al quinto e l'obiettivo è terminare la storia in sette libri. E' cresciuta molto più di quanto avessi previsto.

 

MT: Qual'è il personaggio più difficile da scrivere?

GRRM: Bran. E' molto giovane, il più giovane di tutti i personaggi, lo sai? Dovevo raccontare dal punto di vista di un bambino, e quindi dovevo pensare in modo diverso; vi sono cose che un bambino capisce, altre no; vede il mondo con occhi diversi dai nostri.

 

MT: Ha una qualche predilezione nei confronti di alcuni personaggi?

GRRM: Bhe, amo tutti i personaggi, voglio dire, sono come figli; però quello a cui tengo di più è Tyrion, Tyrion è il mio personaggio preferito. Tyrion Lannister.

 

MT: Soffre come noi quando un personaggio nel libro muore?

GRRM: Oh, probabilmente più di voi!E' molto difficile dover far morire questi personaggi dopo aver speso così tanto tempo scrivendo di loro, ma si sa, la storia ha una sua trama ed io intendo seguirla fino alla fine.

 

MT: Cosa pensa dell'imminente adattamento televisivo di ASOIAF fatto dall'HBO?

GRRM: Sono molto eccitato. Ho visto le riprese in Irlanda, Scozia ed in Marocco. E' stato molto interessante, non vedo l'ora; non ho ancora visto il risultato finale, ma credo che lo vedrò presto. Ci sono attori favolosi, tra cui Sean Bean, Peter Dinklage e Lena Headley. Sono molto impaziente di vederlo.

 

MT: Ci sono già due GdR ispirati ad ASOIAF. Si è mai interessato ai GdR?

GRRM: Sì, ho giocato ad un sacco di giochi di ruolo. La mia serie di “Wild Cards”, che ha raggiunto il 21° volume, è nata verso la metà degli anni '80, ispirata da un GdR a cui giocavo con i miei amici. Sì, ho giocato ad un sacco di giochi di ruolo nel corso degli anni. Ho guidato e giocato nei GdR.

 

MT: Pensa di venire in Spagna per promuovere il suo libro?

GRRM: Bhe, sono stato in Spagna varie volte. L'ultima volta, l'anno scorso.

 

MT: Sì , lo sappiamo.

 

GRRM: Ci sono stato per la Semana Negra. Mi piace la Semana Negra, l'ho vista due volte ed ogni volta spero di ritornarci ancora. Naturalmente ho bei ricordi di Madrid, Barcellona ed altre città come Siviglia e Malaga. Mi sono divertito molto. Castelli bellissimi e molta molta storia. Poche visite, solo sei. E tutte di un giorno solo.

 

MT: Ultima domanda: quali sfide l'aspettano ora?

GRRM: Devo affrontare sfide note; terminare il sesto libro e continuare la serie di “Wild Cards”, sto anche scrivendo per la serie TV, la prima stagione, non potrei davvero fare di più; però sono molto eccitato da tutti questi progetti.

 

MT: E' un sacco di lavoro!

GRRM: Sì, lo è.

 

MT: Bene, Mr. Martin, grazie per il suo tempo. E' stato un piacere parlare con lei.

GRRM: Di niente.

 

MT: Speriamo che torni presto in Spagna, così da poterci incontrare di persona.

GRRM: Mi piacerebbe.

 

MT: Grazie di tutto, Mr. Martin.

GRRM: Ok, grazie, arrivederci.


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