La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

NEWS

Intervista a Martin - Entertainement Weekly


Fonte shelf-life.ew.com - Traduzione di Lord Beric




Hai già detto in passato che il primo libro, A GAME OF THRONES, è almeno in parte una reazione ad un certo modo di raccontare le storie che non potevi fare come sceneggiatore della TV negli anni '80. Qual è stato il vero momento di ispirazione per A GAME OF THRONES?

Volevo semplicemente fosse grosso. Fino a quel momento, nella TV, sentivo, "è troppo grande, costa troppo, taglia i personaggi e le ambientazioni." Tornando alla prosa, potevo fare una cosa grande quanto volevo, grande quanto la mia immaginazione. È veramnete venuto fuori dal nulla. Sapevo genericamente che volevo scrivere un fantasy epico si da quando ero un ragazzino amante di Tolkien. Ma non avevo iee specifiche. Nell'estate del 1991 ero ad Hollywood ma non avevo contratti televisivi. Improvvisamente mi è venuto in mente il primo capitolo in cui trovano i metalupi, dal nulla. Sapevo che dovevo scriverlo.


Può essere una domanda sciocca, ma... quando pensi al mondo che hai creato, in cui le stagioni durano anni, dove lo posizioni? È un altro pianeta?

È quello che Tolkien ha scritto essere un mondo secondario. Non è un altro pianeta. È la Terra. Ma non è la nostra terra. Se volete un approccio fantascientifico, lo si può chiamare un mondo alternativo, ma questo suona troppo fantascientifico. Tolkien è stato un vero pioniere in questo con la Terra di Mezzo. Ha messo in alcune cose un vago riferimento che si tratti del nostro passato, ma questo non regge. Ci sono persone che mi scrivono costantemente con teorie fantascientifiche sulle stagioni... "È un sistema binario con una nana nera e questo spiegherebbe..." È fantasy, gente, è magia.


Trovi divertente scrivere?

Sì. Davvero. Nel senso che ogni cosa è divertente da scrivere. Sono uno di quegli scrittori che dicono, "Mi sono divertito a scrivere." Ci sono giorni in cui mi diverto davvero a scrivere ed altri in cui lo odio fottutamente. Cerco nella mia testa e le parole non vengono. Cerco di mettermi sulla pagina e mi sento rigido e legnoso, e questo è stupido. Scrivere è un lavoro duro.


Sul tuo blog hai scritto che hai gettato via molto.

Sì. Forse più di quello che avrei dovuto, specialmente con questi libri, specialmente via via che si scende in profondità. Non so se sia perché sto diventando più vecchio, o perché la serie diventa più complicata. Penso di essere influenzato dalle recensioni positive. C'è così tanta gente che dice che questo è il più grande fantasy dai tempi di Tolkien o ancora più grande. Mi hanno risvegliato il desiderio di non deluderli.


C'è qualcosa che rimpiangi, nella serie?

La cosa maggiore con cui sto lottando è la cronologia. Quando ho iniziato con i personaggi più giovani la mia intenzione era farli crescere durante la serie. Pensavo ad un capitolo. A quello dopo sarebbe stato un mese dopo. E quello ancora successivo altri due mesi dopo. E alla fine del libro passava un anno. Ma non aveva senso che un personaggio impiegasse due mesi a rispondere ad un avventimento. Quindi mi sono trovato a scrivere l'intero libro quando era passato poco tempo. Dopo il terzo libro pensavo di saltare cinque anni, di modo che i bambini fossero cresciuti. Questo è stato uno dei motivi del ritardo. Ho provato a scrivere con questo gap ma non ha funzionato, quindi ho dovuto rifare ogni cosa.


Sai già il finale?

Lo conosco a linee generali. Non conosco ogni curva e deviazione che mi ci porterà, e non conosco la fine di ogni personaggio secondario. Ma la fine ed i personaggi principali, sì. E David Benioff e Dan Weiss conoscono anche loro qualcosa, con i fan così preoccupati del fatto che mi possa venire un accidente.


C'è un punto della serie in cui sembra di leggere un insieme di storie separate. Verso la fine di A DANCE WITH DRAGONS, sembra che i fili inizino a riannodarsi. È corretto?

Certamente questo è l'intento, lo è sempre stato. Tolkien è stato il mio grande modello per questa cosa. Sebbene io sia diverso da Tolkien in aspetti anche importanti, non sono secondo a nessuno nel rispettarlo. Se si guarda THE LORD OF THE RINGS, si inizia con un focus con i personaggi riuniti. Per la fine del primo libro la Compagnia si spezza e hanno avventure differenti. Io ho fatto la stessa cosa. Tutti all'inizio sono a Grande Inverno, a parte Dany, e poi si dividono in gruppi, e poi questi gruppi si spezzano ulteriormente. L'intento era disperdere, poi virare e riunire. Trovare il punto in cui inizia la curva è stata una delle cose con cui ho combattuto di più.


Se tu avessi scritto THE LORD OF THE RINGS, Gandalf sarebbe rimasto morto dopo le Miniere di Moria.

Sì. Ho acquisito molta fama per uccidere i miei personaggi, ma Tolkien lo ha fatto prima ed in un certo modo questo mi è stato di ispirazione. E poi Tolkien lo ha fatto anche alla fine del secondo libro quando sembra uccidere Frodo, anche se poi la cosa non si dimostra vera.


C'è un passaggio nel quinto libro in cui un personaggio dice, "Gli dei sono buoni." Jaime pensa, "Continua a crederlo." Parli di religione in molte delle tue storie, ma qual è il tuo punto di vista?

Suppongo di essere un cattolico in prescrizine. Mi puoi considerare ateo o agnostico. Trovo la religione e la spiritualità affascinaanti. Mi piace credere che non ci sia una fine e che ci sia qualcosa di più, ma non riesco a convincere la mia parte razionale che una cosa del genere abbia senso. Questa è una cosa che Tolkien ha tralasciato - non c'è clero, non ci sono templi; nessuno adora qualcosa in THE LORD OF THE RINGS.


Ci sono pochi atti di gentilezza nei tuoi romanzi. Se qualcuno è sulle sue, o debole, ci si può ragionevolmente aspettare che chiunque se ne approfitti o lo tratti terribilmente. Ovviamente Aslan non arriverà a salvare la giornata, ma c'è del cinismo sulla natura umana, nei tuoi libri?

Penso che i libri siano realistici. Mi sono sempre piaciuti i personaggi grigi. E per quanto riguarda gli dei, non sono mai stato soddisfatto da alcuna delle risposte che sono state date. Se c'è veramente un dio benevolente che ci ama, perché il mondo è pieno di stupri e violenze? Perché c'è il dolore? Mi è stato insegnato che il dolore ci serve per conoscere quando il corpo è al limite. Ben, perché non abbiamo una luce? Una spia luminosa? Se la Chevrolet lo fa, perché non Dio? Perché è l'agonia il modo corretto di gestire queste cose?


Quando i fan si lamentano per un personaggio ucciso, cosa dici loro?

In alcuni casi simpatizzo. È difficile uccidere i personaggi, sono i miei figli. Ovviamente alcuni sono marciati per morire come Ned. È pieno di libri per i fan che voglio conforto nella lettura, che vogliono godersi una storia emozionante senza niente per rattristarli o disturarli. È divertente andare a vedere un film di Indiana Jones e guardarlo uccidere 40 nazisti, ma c'è posto anche per SCHINDLER'S LIST. L'eroismo di Schindler mi è più congeniale di quello di Indy; uno è divertente, ma l'altro è profondo e parla della natura umana. Non so se ci sto riuscendo, ma questo è quello che cerco di fare. Penso che il fantasy dopo Tolkien sia diventato Indiana Jones. Imitano i temi di Tolkien senza catturarne lo spirito. I suoi libri sono tutto tranne che libri felici.


Pensi di dovere qualcosa ai tuoi fan? Tutto sommato, senti una responsabilità per questo?

Penso che dovere sia la parola sbagliata. Io provo a dare loro una buonaa storia. E mi piacciono i miei fan - la stragrande maggioranza di loro è fantastica. Probabilmente ho più interazioni con i fan io di qualsiasi altro autore io conosca. In generale tendo ad essere gentile con i miei fan. Ma non glielo devo. E se volessi smetterla, sarebbe mio diritto. Certamente credo sia mio diritto isolarmi la domenica e guardare la NFL e andare alle convention e lavorare su altri progetti - ciò su cui obiettano i troll più ostinati. Secondo Ty, è una cosa generazionale. Le persone più arrabbiate sono giovani di quella che chiamiamo The Entitlement Generation. Vogliono gratificazioni istantanee - una cosa a cui sono abituati dalla rete. Io sono della generazione dei Baby Boomer, e noi dovevamo aspettare per le gratificazioni, gente. Se io sentivo parlare di un libro, poteva essere che non sarebbe mai arrivato alla drogheria locale. Se volevo vedere un film, dovevo sperare che passasse in televisione prima o poi. È una teoria di Ty, non mia, ma forse è vera.


Intendevi fare in modo che la storia del quinto libro andasse avanti, giusto?

È sempre difficile capire quando interrompere ogni libro. Si cammina su una linea sottile. Come in THE LORD OF THE RINGS, si sta scrivendo un'unica storia. Al tempo stesso, voglio che ogni libro rappresenti una tappa del viaggio. Cerco di terminare ogni persoanggio con un cliffhanger o una sorta di risoluzione. E cerco di rendere minimi i cliffhanger, non ne voglio otto. A DANCE WITH DRAGONS ha più cliffhanger di quanti idelmente ne avrei voluti.


Con il prossimo libro hai raggiunto il punto in cui non avrai più bisogno di dividere i personaggi in libri separati?

Questa sicuramente è la mia speranza. Magari tra tre anni avrò un manoscritto di 1.800 pagine senza una fine in vista, chi può dirlo.


Quale episodio di GAME OF THRONES scriverani nella prossima stagione?

THE BATTLE OF THE BLACKWATER, Dio mi aiuti. David e Dan mi odieranno.


È quella dove si deve stare più attenti al budget.

È molto difficile perché non abbiamo il budget per fare la battaglia come nel libro. Non possiamo.


Beh, dovrebbero essere in grado di mostrare le navi e quel che accade loro, no?

Lo spero. Vedremo. Io lo sto scrivendo. Sto tagliando alcune cose. Vedremo una volta che lo consegnerò se potranno farlo. Se diamo un'occhiata a ROME della HBO...


Bello, ROME.

Anche a me è piaciuto, ma che dire delle battaglie?


Vediamo Cesare lasciare la tenda e andare in battaglia, poi torna e cade addormentato.

Cesare lascia la tenda. Pompeo lascia la tenda. Poi vediamo lo stendardo di Pompeo nel fango. E Cesare torna alla tenda. Nell'episodio dopo, Pompeo descrive la battaglia a Pullo e Voreno disegnando con un bastone nella polvere per spiegare cosa accaduto. Per la Battaglia di Azio, hanno aperto con Marco Antonio aggrappato ad un pezzo di legno - e ROME ha un budget maggiore del nostro. Sto provando a spiegarlo ai fan. In certi casi si aspettano la Battaglia dei Campi del Pelennor.


I fan non distinguono molto tra i media, di questi tempi.

No. E la televisione ha contribuito alla cosa con programmi sempre migliori. Negli anni '60 e '70, si poteva capire in tre fotogrammi se si aveva a che fare con uno show televisivo o con un film dal modo in cui era girato e dalle luci. Oggi non si può.


Ci sono molti dibattiti sul fatto che GAME OF THRONES sia femminista o antifemminista. Sei sorpreso da queste reazioni?

Non proprio. Penso che siano persone in gamba quelle dibattono su queste cose. Ovviamente io non penso che sia un'opera misogina o razzista come alcuni critici affermano, penso che leggano la cosa in modo troppo semplicistico. Sicuramente io sono un maschio bianco di 62 anni e nessuno riesce a sfuggire del tutti ai valori che gli sono stati inoculati durante l'infanzia, anche se li rifiuta - come me che ho lasciato il Cattolicesimo. Non mi considero una pietra di paragone in termini di femminismo. Ma mi gratifica molto - critici idioti del New York Times permettendo - il fatto che così tante fan amino i miei personaggi femminili, ed io certo sempre di crearne di vari. Con tutti i miei personaggi, cerco di mostrare che siamo tutti umani.


C'è molto sesso esplicito nella serie, e alcuni fan dei libri sono stati colpiti.

Una delle ragoini per cui volevo fare la serie con la HBO è che volevo mantenere il sesso. Avevamo alcuni seri problemi perché Dany nei libri ha solo 13 anni, e la cosa è coerente con la storia medievale. Non c'era il concetto di adolescenza. Eri bambino o eri adulto. E la maturità sessuale significava che eri adulto. E io ho riflesso questa cosa nei libri. Ma quando vai in TV ti imbatti in persone che parlano di pornografia infanticle e ci sono leggi che dicono che non si può mostrare una tredicenne che fa sesso nemmeno se è interpretata da una diciottenne, è illegale nel Regno Unito. Quindi siamo finito con una ventiduenne che interpreta una diciottenne invece di una diciottenne che interpreta un rtedicenne. Se avessimo deciso di lasciar perdere il sesso avremmo mantenuto le età originali. E una volta cambiata l'età di un personaggio devi modificarli tutti, e cambiare la data della guerra. Il fatto che abbiamo cambiato tutte queste cose indica quanto riteniamo importante il sesso.


La reazione all'uccisione di Ned Stark è stata maggiore di quanto vi sareste aspettati?

Sì. È stato affascinante vedere l'intensità della reazione. Dovete ricordare che ho scritto quella scena nel 1994 e che l'ho pubblicata nel 1996. Quindi la gente reagiva con uno stato di shock nel 2011 a qualcosa che c'è da tantissimo tempo nei libri. Per un certo verso è stato bello, nessuno vuole uccidere un personaggio importante e nessuno ci avrebbe scomesso. Dovresti piagnere quando un personaggio muore. Mi dicevo che avrei visto i risultati dopo la morte di Ned, e dopo una settimana ci sono state notizie positive. Alcune persone avevano detto che avrebbero abbandonato lo show.


La questine importante è cosa accadrà a livello di audience tra le stagioni. Ma, sospetto, non farà che crescere.

Beh, Natalie Dormer è un grande inizio. È stata fantastica in THE TUDOR e la migliore Anna Bolena che abbia mai visto.


Ci sono alcuni cambi nella serie TV che ti sono particolarmente piaciuti?

Ho apprezzato alcune delle nuove scene che hanno aggiunto. Come romanziere, ho alcuni strumenti come i monologhi interni ed il narratore inaffidabile. Posso avere flashback e sogni, che sono un po' forzati in una serie TV. Quindi hanno dovuto inserire alcune nuove scene. Mi sono piaciute gli intermezzi tra Varys e Ditocorto, che non avvengono nei libri perché nessuno dei due è un POV. Mi è piaciuta la scena di Drogo che squarcia la gola di Mago, interamente nuova. Ma ci sono conseguenze, se andremo avanti con la storia. Ho parlato a Dan e David dell'effetto farfalla, hai presente la storia di Ray Bradbury?


A SOUNF OF THUNDER. Uno dei miei preferiti.

Il battito di ali di una farfalla nel Pleistocene cambia ogni cosa nell'anno 2000. Mago nei libri non è morto. E, in effetti, sarà un personaggio ricorrente in THE WINDS OF WINTER. È un cavaliere di sangue piuttosto sanguinario di uno dei khal autonominatisi dopo la morte di Drogo. Questa è la sfida che lo show dovrà affrontare andando avanti. Ci saranno divergenze, stanno cercando di essere fedeli e Dan e David stanno facendo un lavoro fantastico. Ma la trama dei libri è così intricata che fai sbattere le ali ad una farfalla nella prima stagione e ne paghi le conseguenze nella quarta. C'è anche un altro personaggio, Marillion, che ha la lingua strappata nella prima stagione, e questo non avviene nei libri. Joffrey fa una cosa del genere, ma è un bardo senza nome. Marillion ha ancora cose da fare. Lo chiameremo l'effetto lingua al posto de l'effetto farfalla.


C'è qualcosa che ti manca dei libri?

Avrei voluto che il torneo fosse molto più grande. Originariamente avevano una prima stesura con una parata di cavalieri ed una dozzina di cariche, che hanno dovuto tagliare per ragioni di budget. E avrei voluto che la folla fosse molto più grande. È il SuperBowl dei libri, e attira gente da ogni parte dei Sette Regni.


Sansa non dice più a Cersei dei piani di suo padre di andarsene... eri d'accordo con questo cambiamento?

Non me ne hanno parlato.


Gli spettatori della serie non l'avrebbero mai perdonata.

Molti lettori non l'hanno perdonata. L'altra cosa che mi è mancata è stata Catelyn dire a Jon Snow, "Doveva toccare a te."


Per me, vederla nello show, nel modo in cui si mossa verso di lui... la vista ha aggiunto molta asprezza anche senza quella frase.

Sì, la sua faccia, che non si può vedere nei libri. È sempre il solito discorso.


C'è qualche performance nella serie TV che ti ha fatto cambiare prospettiva su un personaggio?

Le performance sono state grandiose, ma sono stati bravi a mostrare i personaggi come li vedevo io. L'eccezione è stata Natalia Tena come Osha. Perché è molto diversa rispetto ai libri, ma penso sia più interessante. Quando riavrò Osha in THE WINDS OF WINTER, avrò Natalia in mente e forse farò fare al personaggio cose più interessanti.


Un grande punto interrogativo riguarda cosa accadrà se la serie TV sorpassa i libri. Per un po' la questione era prematura. Ora che la prima stagione è finita con un grande successo, vale la pena chiederlo.

Qui ci sono due questioni. La prima è: quanto ci metterò a scrivere il prossimo libro. WINDS OF WINTER filerà liscio oppure sarà come A FEAST FOR CROWS e A DANCE WITH DRAGONS? Certamente spero non sia la seconda ipotesi. La seconda: cosa farà la HBO se arriveremo alla terza stagione? A STORM OF SWORDS è un libro gigantesco. Spero che faranno 12 episodi per A CLASH OF KINGS. E non so se ci starà tutto dentro. Ma non c'è modo di fare A STORM FO SWORDS in 10 o anche 12 episodi. La mia speranza è che lo divideranno in due stagioni. Non c'è nessuna legge che dica che ad un libro deve corrisopndere una stagione. Il solo pericolo di riprendermi c'è se faranno tutto A STORM OF SWORDS assieme e poi ricombinino A FEAST FOR CROWS e A DANCE WITH DRAGONS. A quel punto il pericolo ci sarebbe. Penso che avrò già terminato THE WINDS OF WINTER per allora, ma potrebbero riprendermi prima di A DREAM OF SPRING.


C'è qualcosa che vorresti aggiungere?

Mi piacerebbe vedere più fantasy in TV. C'è una certa resistenza alla cosa, poteri che si oppongono al suo successo. Per la maggior parte è avventura per ragazzi. Mi è piaciuto XENA WARRIOR PRINCESS, ma il fantasy è molto di più di quello. Mi piacerebbe vedere qualcuno realizzare NINE PRINCES OF AMBER di Roger Zelazny. Che fantastica serie HBO sarebbe.


Non leggo molto fantasy, ma THE CHRONICLES OF AMBER sono qualcosa che comprerei. È stato in sviluppo per tantissimo tempo; Syfy ne ha avuto i diritti per un po'. Quindi... quanto sei certo che A SONG OF ICE AND FIRE avrà sette libri?

Lo sono...


Commenta sul Forum