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Intervista a Martin - Czas Kultury


Fonte e.czaskultury.pl - Traduzione di Lord Beric




La rivista TIME ti ha messo nella sua lista delle 100 persone più influenti al mondo nel 2011. Come ti ha fatto sentire questo onore?

Entusiasta! A New York c'è stata la serata di gala organizzata, a cui ho partecipato con mia moglie. Una cosa impressionante, tutti i nominati vengono trattati come delle star. Non mi sento diverso rispetto al passato, rimango lo stesso uomo, ma questo è un premio importante per me. Penso lo sia anche per il fantasy, è importante che in un simile elenco prestigioso sia dato spazio allaa varietà della letteratura. Mostra una crescente accettazione di questo genere specialmente nella cultura dominante degli Stati Uniti.


Secondo una visione (probabilmente abbastanza comune), c'è una netta separazione tra la letteratura fantasy ed il cosiddetto mainstream. Che ne pensi?

Beh, in realtà c'è un divario tra queste due forme di letteratura, ma credo minore di una volta. Nel corso della mia vita un sacco di gente ha iniziato a vedere del buono nel fantasy, e grazie a queste persone la distanza tra loro diminuisce. Molti scrittori mainstream utilizzano i nei loro temi la creatività tipica del fantasy e della fantascienza, molti autori di fantasy sono ben accetti e recensiti in prestigiose pubblicazioni tradizionali, i loro libri sono trasposti per il cinema e le produzioni televisive, e così via. Sono quindi del parere che il divario si riduce, ma ancora non sia del tutto scomparso. Probabilmente non accadrà nella mia vita. Ma questa è una buona direzione, perché le differenze sembrano artificiali. Fantasy, fantascienza, gialli, mainstream letterario... ci sono storie di ricchi e poveri, buoni e cattivi, ma la divisione, secondo il quale tutti i romanzi fantasy, fantascienza o criminali sono in qualche modo inferiore o privi di valore, è in realtà artificiale, obsoleta e probabilmente non molto ricca di significato.


Pensi che premi pensati esclusivamente per gli scrittori di fantasy e fantascienza possano essere una delle ragioni per l'esistenza di questa divisione?

È interessante, non ci ho mai ho pensato. Forse è così, anche se oggi molti premi sono così. Ogni sottogenere ha il suo premio letterario, ogni paese ha il suo. Il mondo è pieno di soldi. [risate] Ma alcuni ancora significano più di altri, come il Premio Nobel per la letteratura - è ancora il più importante, non ci sono riconoscimenti più grandi per uno scrittore. Sono anche importanti: il Premio Pulitzer negli Stati Uniti e il Booker Prize in Inghilterra. Trai i nominati per il Premio Pulitzer negli ultimi anni, ci sono scrittori di fantasy e fantascienza. C'era Michael Chabon, l'autore del romanzo LE FANTASTICHE AVVENTURE DI KAVALIER & CLAYE, ai margini della fantascienza e del fantasy, e di IL SINDACATO DEI POLIZIOTTI YIDDISH, un romanzo di fantascienza, dopo tutto ambientato in un mondo alternativo. Sono molto soddisfatto del fatto che ci sia sempre più spazio per la fantasia e le opere fantasy.


Parliamo de LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DE FUOCO. Mi sembra che i lettori definiscano il ciclo principalmente come realistico, relativamente poco fantasy. Ma c'è anche un altro piano, grazie ai temi epici come simboli, profezie, lo sviluppo generale della trama, un riferimento alla mitologia celtica eccetera. Quanto è importante, secondo te, questo aspetto nei tuoi romanzi?

Credo che se si scrive fantasy, si deve trovare qualcosa di magico, presagi e segni soprannaturali. Ma il tutto deve essere maneggiato con molta attenzione e, a mio parere, "meno" significa "di più". Se mettiamo troppa magia e profezie in un romanzo, si arriva al punto di inondare il libro, sopraffare i personaggi e gli eventi; inoltre la magia porta a risolvere le trame troppo facilmente. Qualcuno va a trovare l'artefatto o l'incantesimo necessario, e tutti i problemi spariscono. Dal mio punto di vista il cuore della letteratura sono ancora gli eroi e le decisioni che prendono i momenti più importanti della storia e la sua stessa essenza. La magia può essere uno degli strumenti, deve esserlo, ma non dovrebbe essere un modo per semplificare la situazione. Penso anzi che dovrebbe peggiorarla ancora di più.
Quindi, per molti versi fatto mio l'approccio al fantasy Tolkien. Nel mondo della Terra di Mezzo la magia è molto poco presente sulla scena. Gandalf non ha risolto con la magia nessuno dei problemi gravi incontrata dalla Compagnia dell'Anello. Non evoca aquile che trasportino i suoi membri sulle montagne, non uccide interi eserciti di orchi scagliando fulmini dalle dita, non può trovare nel suo antico libro di incantesimi qualcosa che semplicemente fermi l'Anello. Tutto deve essere fatto grazie agli sforzi degli eroi. E questa è la bellezza della storia. Profezie e temi simili facevano parte della letteratura fin dalle sue origini. Questo non è solo una fantasia: l'opera di Shakespeare è piena di profezie, di visioni o maledizioni. Potremmo tornare indietro fino all'ILIADE e le profezie riguardanti vari Achille, la sua vita breve e gloriosa, o lunga e felice eccetera.


Così il la tua opera si inserisce in questa tradizione molto antica?

Lo spero e questa certamente è stata la mia intenzione. A SONG OF ICE AND FIRE è caratterizzato da un certo grado di realismo per essere un fantasy, ma appartiene al mondo dell'epica. Odio un certo genere di storie, come un lettore e scrittore, e secondo me, scriviamo le storie che amiamo leggere.


Mi sembra che la serie possa in qualche modo completare il libro. Per esempio, il rapporto tra Cersei e Robert è stato presentato dalla HBO un po' diverso rispetto alla serie originale, e forse in questo modo è stato aggiunto un altro strato di storia. Cosa vuol dire, e in che misura la serie e libri sono complementari, e come tenere bene conto le due distinte varianti della stessa storia?

Suppongo che la serie possa integrare i libri. Sono opere diverse, ciascuna deve essere valutata come un tutto indipendente. Gli spettatori dovrebbero essere in grado di godersi la serie anche se non si conoscono i libri, i lettori dovrebbero poter assaporare buona lettura anche se non si conosce lo show. Se però qualcuno ha approcciato una versione della storia ed è interessato all'altra, allora si cerca di offrire una variante approfondita ma familiare. Come scrittore, io uso uno strumento che non può essere utilizzato in un programma televisivo. Ho sicuramente più spazio a disposizione, posso in modo molto più dettagliato fornire eventi di fondo, posso utilizzare strumenti come il monologo interiore ed il narratore inaffidabile, inaccessibili agli autori della televisione. Ma hanno anche i loro qualche strumento: possono puntare al livello visivo dell'utente, così come la musica, che possono usare per migliorare una scena, per renderla più sublime e drammatica, per rafforzare un conflitto. Ogni forma ha il proprio linguaggio e la propria forza. Questo è un bene, specie quando è utilizzato per uno scopo comune. Penso che sia il caso di A SONG OF ICE AND FIRE.


Questo accade anche in altre aree del franchising, per esempio nel gioco di ruolo, nel gioco di carte, nel gioco da tavolo.

Sì, lo penso anch'io. Indubbiamente questi giochi mi attirano più lettori, cosa di cui sono contento non solo per ragioni commerciali, lo considero come un valore. Molte persone mi dicono che non hanno mai sentito parlare dei libri, ma che la scheda di gioco, la plancia, le carte in realtà sono piaciuti e le hanno attirate verso i miei romanzi. Questo è fantastico... sono contento di tutto ciò che mi permette di guadagnare nuovi lettori.


Ti è capitato di sentire persone che non apprezzano il fantasy ma ai quali interessano i tuoi libri e poi iniziano a leggerli?

Beh, io non so se hanno cominciato a leggere fantascienza in generale, ma il mio libro sicuramente sì. Ho questo genere di lettori fin dall'inizio, dal 1996. La gente viene da me e mi dice: "Non mi piace il fantasy, ma per qualche ragione ho letto il tuo romanzo. Mi è piaciuto molto, così ho letto oltre. Tuttavia," a volte aggiungono, "ancora non mi piace il fantasy."


Domanda più di dettaglio: come scegli i nomi per i personaggi di A SONG OF ICE AND FIRE? Sembrano molto ben adatti alla forma e sono facilmente ricordati dai lettori.

Beh, i nomi sono una questione importante. Nei romanzi fantasy è molto improbabile che i nomi degli eroi siano difficili da pronunciare. Ho voluto fare lo stesso, era più semplice. Ho iniziato dai nomi tradizionali inglesi, specialmente quelli che usati nel Medioevo. In alcuni casi scricchiolava un po', e ho risolto cambiando qualche lettera, come Edward che divenne Eddard, a volte sono rimasti invariati, per esempio, Robert. Sembrava che, con questo lavoro, funzionasse bene.
Nei libri ci sono molte storie, molte famiglie, le generazioni si susseguono e ho provato a chiamare ciascuno di loro nel modo migliore. E così i discendenti dei Primi Uomini - tra cui gli Stark - hanno ricevuto nomi semplici e descrittivi: Mud, Flint, Stone, e simili. A quelli che sono venuti dopo, ho assegnato i nomi un po' più complessi (Arryn, Lannister e così via), in generale gli Andali. I Targaryen, che provengono da Valyria, da civiltà completamente diverse, hanno nomi più ornamentali, piena di lettere come "ae" o con la "y" al posto della "i". Io non sono in alcun modo un linguista professionista come Tolkien, ma ho cercato di allegare a ogni gruppo una propria etichetta.
Ho anche rotto alcune regole del fantasy, forse a causa dei libri storici che ho letto. Gli scrittori in erba imparano, tra le altre cose, di non sovrapporre du eeroi che iniziano con la stessa lettera, perché la cosa può confondere il lettore. Ho seguito questo principio per molti anni, ma quando sono arrivato ad A SONG OF ICE AND FIRE, mi sono detto: "avrò più di 26 personaggi, quindi ho un problema. Alcuni nomi dovranno iniziare con la stessa lettera. Ma in realtà perché non dovrei utilizzare gli stessi nomi?" Basta guardare la storia d'Inghilterra, per vedere che è pieno Edward, Henry e Rychard, che appaiono molte, molte, molte volte. Considerate Henry figlio di Henry, che era figlio di Henry. E poi Henry muore e il bambino che verrà dopo, forse sarà anche lui un Henry. Si distinguevano, per esempio, da dove erano nati: Henry di Woodstock, Edward di Caernarfon, e così via. Ho pensato che potevo fare la stessa cosa: se lo fanno in una storia vera, non dovrebbe essere così anormale. Così si possono vedere alcuni modelli nei nomi di ciascuna delle famiglie in Westeros. Gli Stark, che hanno Brandon da tempo immemorabile, da Brandon il Costruttore, in ogni generazione ci sono uno o due Brandon. I Lannister hanno una sillaba tipica, "Ty" all'inizio: Tytos, Tywin, Tyrion, e altri. Così, ispirato alla storia, ho aggiunto il mio piccolo cambiamento.


Hai anche detto che le tue letture storiche sono state importanti per la stesura della serie.

Oh, sì, senza dubbio.


Forse una delle cose che hanno contribuito ad attrarre i lettori verso A SONG OF ICE AND FIRE è proprio il basso livello di fantasy.

Dico questo: mi piacciono molto i romanzi storici. Ma c'è questo problema: se conosciamo la storia, sappiamo come va a finire. Ed io preferisco non sapere cosa succede. Volevo che le mie storie portassero in luoghi inaspettati, che non si sapesse se i miei personaggi sopravvivono, o quali strade avrebbero intrapeso. Ecco perché mi piace scrivere fantasy, che ha il sapore del romanzo storico, e al tempo stesso è in qualche modo più speciale e rende la lettura più imprevedibile.


La mia ultima domanda è sulla morte dei protagonisti. Molti sono rimasti choccati vedendo il finale del nono episodio.

Sì, è davvero commovente.


Se però ci si sofferma più attentamente, è il solo personaggio che muore e viene permanentemente escluso dalla trama. Le vite degli altri personaggi sono costamentemente minacciate, ma sopravvivono tutti. Possiamo dire che è riuscito a convincere i lettori che chiunque può morire, ma non necessariamente in quel modo?

Nei primi quattro libri, muore un solo POV... per ora. Beh, se non contiamo quelli di prologhi ed epiloghi.


Sì, che i personaggi dei prologhi muoiano è una delle cose più prevedibili nei tuoi libri.

Sì, nessuno vorrebbe trovarsi in un prologo...


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