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Intervista a Martin - BSCreview


Fonte www.bscreview.com - Traduzione di Neshira



Da dove è venuta l'idea che ti avrebbe condotto a scrivere una sequenza epica, da molti libri, raccontata con più narrazioni diverse?

Che io sia dannato se lo so. In realtà ero al lavoro su un nuovo libro di fantascienza, nel 1991, quando un giorno mi è venuto dal nulla il capitolo di A GAME OF THRONES - il capitolo dove Bran esce a cavallo con suo padre per andare ad assistere ad una decapitazione, e trovano i cuccioli di metalupo tra le nevi dell'estate; così forte e così vivido che sapevo di dover mettere da parte il romanzo per scriverlo. Allora non avevo idea che fosse parte di un'opera epica da più volumi, solo che dovevo metterla giù su carta. La struttura attuale dei libri di A SONG OF ICE AND FIRE, con i loro PDV multipli e le sottotrame intrecciate è ispirata dai libri del mondo comune di WILD CARDS, che ho pubblicato e scritto dal 1985. Molti libri di WILD CARDS sono romanzi a mosaico, dove ognuno dei miei scrittori racconta la storia del suo personaggio, e io intreccio insieme le storie per farne un tutt'uno, una specie di film di Robert Altman in prosa. Come struttura, i libri di A SONG OF ICE AND FIRE sono romanzi a mosaico come quelli di WILD CARDS con me che scrivo tutte le parti.


In un'intervista recente hai fatto un commento che ho percepito come molto preciso su come la crescita del genere - cioè, la straripante abbondanza di libri ora pubblicati - abbia avuto un impatto negativo sul genere stesso, nel senso che, anche se la varietà è sicuramente una buona cosa, la base degli appassionati si dedica in modo molto più esclusivo a ciascun sottogenere invece di essere appassionata di "Fantasy" e "Fantascienza". Ed hai commentato anche "fantasy e fantascienza si sono separati, una tendenza che considero particolamente sfavorevole". Senti che questo è stato provocato dalle politiche di marketing e di editoria, o è solo una loro reazione per soddisfare un cambiamento nella base degli appassionati? E se così, qual è la causa che associ al cambiamento?

Per come la vedo io, le differenze tra fantascienza e fantasy sono molto meno importanti di quello che hanno in comune. Non è un caso che i due sottogeneri abbiano occupato gli stessi scaffali di libreria per decenni, o che scrittori come Jack Vance, Poul Anderson, ed L. Sprague de Camp durante le loro lunghe carriere si siano mossi facilmente e felicemente su e giù dall'uno all'altra. Sia la fantascienza che il fantasy sono varianti della letteratura d'immaginazione che si leva dalla tradizione romantica. Ci sono appassionati che leggono solo fantascienza e odiano il fantasy, e viceversa. Una parte sufficiente di essi, cosicché alcuni editori sembrano intenzionati a costruire un muro tra i due sottogeneri per foraggiare i loro pregiudizi, a volte arrivando a dire ai nuovi scrittori di fantascienza che devono cambiare il loro nome se vogliono scrivere fantasy. Questa è stupidità.


La serie A SONG OF ICE AND FIRE ha beneficiato di un successo estremo, una cosa che non è fuori ell'ordinario per una serie di fantasy epico; comunque, quel che è piuttosto unico è che tu sia riuscito a diventare, per certi versi, un'eccezione, per il fondamentale benestare dei critici dei circoli fantasy. Secondo te cos'ha di specifico questo lavoro per guadagnarsi un lasciapassare del genere, che può mancare o meno ad altri lavori del sottogenere?

Per rispondere a questa domanda io sono la persona meno adatta. Bisognerebbe farla a critici e recensori. Tutto quel che può fare uno scrittore è cercare di tirar fuori il miglior libro possibile, e sperare che vada bene. Non serve a nulla star fermi a preoccuparsi del "benesatare della critica", o della sua assenza.


Recentemente un articolo di Time ti ha consacrato come il Tolkien americano. Hai sentito questa frase prima della pubblicazione? E quale è stata la tua reazione?

Sapevo che forse Time avrebbe pubblicato una recensione, ma non avevo idea di quello che avrebbe detto finché non ho proprio letto l'articolo. Quando l'ho fatto, ero eccitato. Tolkien è il padre della fantasy moderna, e uno dei grandi scrittori del ventesimo secolo. Ha anche avuto un profondo impatto su di me personalmente, la prima volta che ho incontrato THE LORD OF THE RINGS, ai tempi delle superiori. Lui ed io siamo scrittori molto diversi, ovviamente, ma la definizione di Tolkien americano mi ha fatto sentire tremendamente felice e lusingato.


Fammi buttar là una domanda stupida. La domanda a cui avrai risposto mille volte nel 2006: Come procede A DANCE WITH DRAGONS?

Una pagina per volta.


Tu lodi spesso il lavoro di Vance, e credo che si possa vedere un riflesso di quest'influenza in TUF VOYAGING. Cos'è per te che differenzia Vance dagli altri, rendendolo ugualmenete efficace sia nel fantasy che nella fantascienza (e per quel che vale, nel giallo)?

Il suo stile. La sua immaginazione. Il suo modo di costruire mondi. Il suo orecchio per i nomi, per il linguaggio. Nessuno scrive come Vance. È unico.


Hai fatto una questione di principio il non sparlare di altri autori, ma provi ad evidenziare alcuni nuovi arrivati. Recentemente hai commentato positivamente due che anche io ho letto, e che mi sono piaciuti: sarebbero Daniel Abraham, che ha esordito con A SHADOW IN SUMMER, pubblicato da poco, e Scott Lynch, il cui esordio, THE LIES OF LOCKE LAMARA, è uscito questo mese. In un genere che ha fin troppe uscite, secondo te cosa ha distinto questi due lavori dal resto?

La qualità. Mi spediscono un sacco di bozze e io cerco di dare almeno un'occhiata alla maggior parte di loro. In certi casi mi basta leggere un capitolo o due per riconoscere la solita vecchia roba in una nuova scatola, ma sia Abraham che Lynch mi hanno catturato già dalla prima pagina e non mi hanno più lasciato. C'era una freschezza nel loro lavoro che non si trova in molti dei libri che mi mandano... e anche personaggi a cui potevo affezionarmi.


Nel 1981, in risposta alla battutina nel Labor Day Group di Dish, hai detto che "La divisione tra narrativa popolare e letteraria è recente, e deprecabile". Venticinque anni dopo sembra che la stessa discussione sia popolare nel genere. Credi che sia paeggio ora o allora? E la tua posizione è cambiata?

No, la mia posizione non è cambiata. Credo che negli ultimi decenni ci sia stato qualche segno che il baratro si sta richiudendo. Giornali e riviste importanti recensiscono più volentieri titoli di fantasy e fantascienza che vent'anni fa. Michael Chabon ha vinto il Pulitzer per THE AMAZING ADVENTURES OF KAVALIER & CLAY, Stephen King ha vinto il National Book alla carriera, e Tolkien è risultato in cima a varie classifiche dei romanzi più importanti del ventesimo secolo. Questo non significa affatto che la divisione non esista più, ma ci stiamo muovendo nella direzione giusta.


Hai commentato che i dolori che hanno accompagnato la pubblicazione di A FEAST FOR CROWS provengono da diverse ragioni. Cos'è che ti ha soddisfatto di più nel libro, in termini di personaggio o sviluppo di trama che sia riuscito meglio di quanto avessi previsto all'inizio?

Sono decisamente troppo vicino al libro per poterlo valutare obiettivamente. Richiedimelo tra vent'anni, e forse avrò una risposta.


C'è già una collocazione per le prossime storie di Dunk&Egg?

Ahimè, non l'ho ancora finito. Una volta fatto, non mi aspetto troppi problemi per piazzarlo. Ho ricevuto varie proposte che mi tentano.


THE ICE DRAGON sta per essere ristampato, e mi chiedevo se ci sono progetti in futuro per altra narrativa breve (non-Dunk&Egg), nuova o in ristampa.

La nuova edizione Tor di THE ICE DRAGON è una versione per giovani illustrata dalla meravigliosa artista britannica Yvonne Gilbert. Parris, la mia signora, ha continuato a dirmi per decenni che THE ICE DRAGON sarebbe stato un grande libro per bambini, e alla fine le ho dato retta. La nostra speranza è che il libro aiuti a presentare il mio lavoro a tutta una nuova generazione di lettori, che in segiuto cresceranno e proveranno le altre mie storie. È probabile comunque che sia una tantum. THE ICE DRAGON ha richiesto solo un minimo di riedizione per renderlo adatto ai giovani lettori, ma questo non vale per nessuna delle mie altre storie, così è probabile che sia la mia unica storia giovanile. Per i lettori adulti comunque, ho l'edizione britannica della mia immensa raccolta, che copre tutta la mia carriera: GRRM: A RRETROSPECTIVE (prima edizione Subterranean Press, 2003), in uscita per Gollancz con il titolo DREAMSONGS. Si tratta di mezzo milione di parole della mia narrativa breve, sceneggiature e autobiografia.


Ora la domanda importante! Puoi promettere ad un fan affezionato che Bronn sopravviverà?

Spiacente. Nei miei libri nessuno è al sicuro.


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