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Gioco da tavolo di AGOT: commento alla nuova edizione


Fonte: kotaku


Bugie, spargimento di sangue, tradimento! Potere e influenza, segreti e sussurri, fragili alleanze frantumati in pena e morte! Inoltre, parecchio sesso, intenso e bizzarro. Queste sono cose che mi vengono in mente quando penso a Game of Thrones.

A Game of Thrones: The Board Gamedi Christian T. Petersen ha tutti questi contenuti. Beh, eccetto il sesso bizzarro. Ma va bene, resta comunque un gioco davvero buono.

Tempo fa, ho scritto un post riguardo al gioco dall’aspetto promette, ma non ci avevo ancora giocato. Lo scorso weekend ho rimediato, sedendomi con quattro amici per giocare.

Le regole sono troppo intricate per esporle interamente qui, quindi se volete saperne di più dei dettagli del gioco potete leggere le regole della prima edizione sul sito Fantasy Flight Games.

Io parlerò principalmente del perché il gioco è figo, e come esso usa il design per incanalare brillantemente l’atmosfera della serie. Per altre prospettive, raccomando di dare un’occhiata alla grande recensione di Shut Up & Sit Down, così come la pagina di Boardgamegeek.com.

A proposito di Spoiler:In questo post, non dirò molto di quello che c’è oltre circa il primo libro. Per come avanza il gioco, se avete letto il primo paio di libri, avete abbastanza informazioni per far quadrare tutto. Anche se, certo, è più divertente se ognuno al tavolo ha letto tutti i libri e potete parlare apertamente senza paura di spoilerarvi a vicenda. Ma il gioco in sé è prevalentemente libero da spoiler; non presenta nemmeno tutti gli eventi del primo libro. Solo nomi di alcuni personaggi.

Il succo

La difficoltà dello scrivere di questo gioco da tavolo è che è molto, molto complicato. Direi “Non lasciate che questo vi spaventi,” ma se l’idea di un gioco da tavolo sorprendentemente complesso, che richiede dalle quattro alle sei ore per essere giocato e molte di più ai master, vi distoglie… beh, forse non è il gioco per voi. Ma se ci state, A Game of Thrones: TBG non solo è divertente, ma è un contenitore dannatamente accurato di tutto quello che rende o libri George R.R. Martin's così godibili.

Il gioco coinvolge dei tre ai sei giocatori, ognuni dei quali rappresenta una delle casate principali dei libri. Nel nostro gioco, io ho giocato come Casa Stark del Nord, i miei amici hanno giocato come Greyjoy nell’occidente, i Lannister al sud, la Casa Tyrell al sud-ovest, e i Baratheon al sud-est. I Martell sarebbero nel lontano sud-est, ma ci mancava un sesto giocatore.

Il gioco è in parte un gioco di Guerra (le unità combattono sulla mappa) e in parte diplomazia (infatti, uno dei miei compagni giocatori mi diceva che è in realtà in qualche modo basato sul gioco da tavolo Diplomacy). Lo scopo è di conquistare il Trono di Spade e dominare tutto il reame. Questo può essere ottenuto sedendo sul trono alla fine dei dieci round del gioco o conquistando i sette castelli sulla mappa, cosa che mette immediatamente fine al gioco. La unità avanzano e difendono sulla tavola, facendo danni basandosi su un sistema a punti.

Nel nostro gioco, la Casa Baratheon si è scatenata per il sud (non avevamo nessuno che giocasse con Dorne per tenere a freno i suoi attacchi) e ha vinto prendendo sette castelli mentre il resto di noi era troppo occupato a prendere a calci i Lannister al centro della mappa.

Non sarebbe Game of Thrones senza il tradimento e l’inganno, e questo gioco li ha entrambi a palate. Infatti, bugie e tradimenti si costruiscono nella profondità del tessuto del gioco, che è incredibilmente efficace nell’alimentare la diffidenza tra i suoi giocatori. Prima che tu te ne renda conto, ti coalizzerai contro i tuoi amici, mentendo ai tuoi vicini, e facendo tutto ciò che è in tuo potere per manipolare gli altri giocatori per agire per i tuoi interessi.

Segreti, sussurri e tradimenti

Amo I giochi con multiplayer che non riguardano tanto le abilità quanto la conoscenza. E, ragazzi, questo è il genere di gioco che è Game of Thrones. Molto di A Game of Thrones: TBG gira intorno alla pianificazione, le alleanze segrete e il tradimento. Ad ogni turno, i giocatori posizionano gli indicatori di precedenza sulle loro unità - la figataa è che le precedenze vengono posizionate capovolte, e vengono girate tutte insieme. Avevo unità di terreno accanto ad un intero mucchio di unità del mio amico Greyjoy, e l'avevo convinto che la cosa migliore per lui era attaccare l'esercito Lannister a sud. Credevo che l'avrebbe fatto, ma ne ho avuto la certezza solo al momento fatidico in cui abbiamo tutti rovesciato le nostre unità di precedenza . Lo ha fatto, e a quel punto avrei potuto facilmente pugnalarlo alla schiena e attaccare il suo fianco scoperto.

Nel gioco ci sono molti di questi momenti fatidici ; ogni volta che fai una puntata per muovere le tue pedine lungo le tre scale di influenza, tieni la tua puntata nella mano chiusa, e tutti svelano la loro allo stesso momento. Ogni volta che ti impegni a respingere un attacco dei Bruti, si procede in modo simile. Il risultato di tutto ciò è un gioco che provoca sfiducia e occhiate di sbieco. Nessuno vuole sprecare indicatori di potere in una puntata esageratamente alta, ma a volte chi offre meno viene punito, quindi non è nemmeno il caso di tenersi troppo bassi. Cosa vuole il tuo vicino? Come ha intenzione di ottenerlo? Gioca, e ti troverai a diffidare persino del tuo amico più caro.

La minaccia nel nord

Nei libri di George R.R. Martin, c’è un disastro nel sottosuolo e un senso di urgenze in tutto quello che accade. Questo accade in parte perché le potenti famiglie di Westeros di combattono e nel corso di ciò spendono tempo, vite, raccolti e risorse di cui hanno disperatemente bisogno per sopravvivere al lungo inverno. Ma inoltre, c’è una minaccia che appare in lontananza nel nord, una che li distruggerà tutti senza una qualche unione. La maggioranza continua a combattere, completamente ignari di quanto sono verosimilmente fregati.

In A Game of Thrones: TBG, questo è rappresentato dalla “Minaccia dei Bruti”, dove una pedina di muove sempre più in alto da 1 a 12 mentre passano i round. Se la pedina dei Bruti raggiunge 12 o se è giocata una carta “Attacco dei Bruti”, ogni giocatore deve raccogliere le proprie pedine del potere per respingere un attacco. Il punto è, tu offri una quantità delle tue pedine senza avere idea di quanti ne offriranno gli altri, quindi è del tutto possibile che un gruppo di giocatori tirchi non riesce a respingere l’attacco. Se succede ciò, il giocatore più in basso è punito dalla carta, spesso severamente.

Il risultato è che mentre tu giochi, c’è un costante senso di minaccia al nord, e ogni volta che combatti o fai un power-play, stai sacrificando un po’ della tua abilità di proteggerti con successo da un attacco. Questo incanala la stessa sensazione nei libri a un livello notevole: nella mia versione scherzosa del gioco, un settimo giocatore occuperebbe la Barriera, e starebbe semplicemente seduto lì a guardate tutti gli altri sperperare le risorse e urlare con impotenza della minaccia a venire.

Nel gioco, la minaccia sono solo i Bruti: non ci sono gli “Estranei”, in parte perché sarebbe troppo, e in parte (immagino) perché il gioco non vuole assumere che I giocatori abbiano superato i primi uno o due libri.

Sorveglia il trono


La battaglia si svolge sulla mappa e i Bruti avanzano nel nord, ma tutto avviene secondo tre “piste di influenza” che percorrono la tavola. La pista del Trono di Spade determina l’ordine delle mosse, mentre la persona che siede sul trono (in cima alla pista) decide tutti pareggi fuori dai combattimenti, incluso il vero e proprio vincitore del gioco, quando il gioco finisce in parità. Ma proprio come nei libri, sedere sul trono non è sempre la cosa migliore, visto che devi fare la tua mossa per primo, cosa che di solito non è una premessa strategicamente vantaggiosa.

La pista Feudale determinano il potere militare, e probabilmente è la pista meno utile delle tre. Questo dice molto riguardo a quanto è fedele A Game of Thrones: TBG alla serie, soprattutto se pensiamo che la pista della Corte Reale, che richiede conoscenza e intelligenza, è la più potente.

Pensate a chi davvero ha più potere in A Game of Thrones. Sicuramente non Robert, e non Ned. No, se dovessi dire chi è la persona più potente nei libri, ci sarebbero forti motivazioni per Varys il Ragno Tessitore, l’eunuco cospiratore che conosce e vede tutto. Se la vostra pedina arriva alla fine della pista della Corte Reale, voi fondamentalmente diventate Varys (a parte la castrazione, per fortuna). Avete l’opzione si scambiare una delle vostre Pedine di Ordine dopo che tutto è stato rivelato. Se lo scegliete, potrete anche guardare la prossima Carta dei Bruti per sapere che tipo di attacco sarà, e quali ricompense e ripercussioni implicherà.

Finché il gioco procede, la pista della Corte Reale è di gran lunga quella che conviene di più scalare. Il mantra “sapere è potere” si riflette nella maggior parte delle sfaccettature del gioco, che appare interamente in linea con il Game of Thrones che tutti noi conosciamo e amiamo.

Mappa diseguale

Una gran quantità di cura è andata nella creazione di una mappa geograficamente sbilanciata, che permette comunque un gioco bilanciato. Mi sono servite alcune giocate per sapere quanto è davvero bilanciata, ma alla prima partita sono stato colpito da quanto sia totalmente diversa la posizione di ogni casata.
Io ero la Casa Stark, quindi ho organizzato i miei poteri nel nord, lontano dai combattimenti del sud, ma costantemente preoccupato di estendere le mie truppe. Le provviste degli Stark iniziano più basse che quelle di chiunque altro, quindi non puoi mantenere truppe della stessa grandezza di quelle delle famiglie i cui castelli sono più vicini alle linee di rifornimento di Westeros. E ad ovest, i Greyjoy sono sempre una minaccia che deve essere o resa alleata o neutralizzata.

Erigersi sopra la mappa, guardare le forza in basso che si scontrano nel sud, guardare le forze che di raccolgono nella Baia degli Uomini di Ferro a Pyke, essere vagamente consapevoli delle incursioni della Casa Baratheon a Dorne, ma essere più preoccupati dei Lannister e dei Greyjoy… hyu, questo è quello che deve aver provato Robb Stark.

Fan Service

Proprio su ogni livello, A Game of Thrones: TBG “ci azzecca”. Il lato artistico, il design, l’aspetto esteriore del gioco sono deliziosi e allettanti. Ho impiegato la prime mezz’ora circa, dopo averlo tolto dalla scatola, ad avere un fangasm, a guardare le meravigliose carte del personaggio, la mappa e le pareti che ogni giocatore usa per nascondere le proprie carte, che raffigurano immagini evocative del castello di ogni famiglia. Tutte le carte dei personaggi raffigurano immagini fantastiche e offrono una bella versione alternativa dei personaggi che tutti noi abbiamo conosciuto così bene.

Molto è stato fatto riguardo a come la Narrazione e il Gioco sono due cose diverse, e come le storie raccontate dal gioco sono diverse dalle storie raccontate dalle scene e dai dialoghi. Ciò che è figo di A Game of Thrones: TBG è il modo in cui il design è così espressamente influenzato dagli eventi del libro, senza richiedere di metterli in scena e di osservarli. Infatti, ogni partita racconta la propria versione della storia, con un risultato completamente diverso dal libro. Il design del gioco non è tanto una storia quanto un’infrastruttura basata sulla storia in cui racconti la vicenda tu stesso. E’ allo stesso tempo molto consapevole dei libri di Martin e in grado di reggersi da sola. Questo è degno di nota.

I fans di A Song of Ice and Fire volevano un videogioco che racchiuda la serie, ma non lo abbiamo ancora ottenuto. A Game of Thrones: Genesis RTS della Cyanide è più una specie di prequel, e non sappiamo ancora abbastanza sul loro RPG in arrivo per dire con certezza quanto sarà fedele alla serie.

Nel frattempo, penso di aver trovato la versione definitiva di Game of Thrones. Se avete letto A Song of Ice and Fire, o se siete anche semplicemente fan della serie TV, il gioco vi porta in quel mondo più efficacemente di quanto poteva sperare un videogioco action-RPG.

E’ tutto guerra e tradimento, segreti e sussurri. Niente incesto; niente sesso. Solo una tavola, alcuni pezzi, e parecchio divertimento pieno di inganni.


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