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Estratti di una lunga intervista a Martin


Fonte: Adria’s News
 
NOTA: l’intervista originale è molto lunga, cliccate sul link della fonte per leggerla tutta in inglese. Qui sono tradotti solo degli estratti, con le domande più particolari.
 

Ci sono diverse espressioni che tu di solito ripeti molto. Frasi come “Un Lannister paga sempre i propri debiti” o “Ali oscure, oscure parole” sono usate spesso nei tuoi romanzi. Perché vuoi enfatizzarle così tanto?

E’ una domanda interessante… Ci sono certe frasi come “Un Lannister paga sempre i propri debiti”, che non è il motto ufficiale dei Lannister, che sono ripetute molto. Molte di esse non sono parole delle Grandi Casate, ma sono solo detti popolari; e alcuni lettori sono seccati da questo, ma io lo faccio intenzionalmente. Mi piace anche che Jaime ogni giorno ricorda la frase che gli ha detto Tyrion su Cersei, che è: “Ha scopato con Lancel e Osmund Kettleblack e probabilmente col Ragazzo della Luna, da quello che ne so”. Ho imparato questa tecnica da Stephen King e mi piace molto.
 
Sai che il finale non piacerà a tutti, vero?

Sicuramente deluderò alcuni miei fan, perché stanno facendo teorie su chi finalmente avrà il trono: chi vivrà, chi morirà… e addirittura immaginano accoppiate romantiche. Ma ho già sperimentato questo fenomeno con Feast for Crows e di nuovo con Dance with Dragons, e mi ripeto le parole di Rick Nelson: “Non puoi accontentare tutti, quindi fai contento te stesso”. Quindi scriverò gli ultimi due libri bene quanto sono capace e penso che la stragrande maggioranza dei miei lettori ne sarà felice. Cercare di accontentare tutti è un orribile errore; non dico che devi infastidire i tuoi lettori, ma l’arte non è democrazia e non dovrebbe mai esserlo. E’ la mia storia e la gente che si secca dovrebbe uscire e scrivere storie proprie; storie che vuole leggere.
 
Hai l’abitudine di controllare  forum di internet per vedere le predizioni fatte dai tuoi fans?

Sono a conoscenza dei forum principali suA Song of Ice and Fire ed ero solito guardare i gruppi inglesi e americani. Oggigiorno, il sito più importante è Westeros, ma ho iniziato a sentirmi a disagio e ho pensato che sarebbe stato meglio non andarci. I fans di solito arrivano con delle teorie; molte sono solo speculazioni, ma alcune sono sulla giusta strada. Prima di internet, un lettore poteva indovinare il finale che volevi per il tuo romanzo, ma gli altri 10.000 non ne avrebbero saputo niente e sarebbero stati sorpresi. Ora queste 10.000 persone usano Internet e leggono le teorie giuste. Dicono: “Oddio, è stato il maggiordomo!”, per usare l’esempio di un giallo. Poi tu pensi: “Devo cambiare il finale! Il criminale sarà la signorina!”. Per la mia mente questo è un disastro perché, se stai facendo bene il tuo lavoro, i libri sono pieni di indizi che puntano alla colpevolezza del maggiordomo e di aiutano a capirlo, ma se cambi il finale per indicare la signorina, gli indizi non hanno più senso; sono sbagliati o sono delle bugie, e io non sono un bugiardo.
 
Hai mai cambiato qualche tua idea solo perché i fans ci hanno preso?

Alla fine ho pensato che non voglio cambiare nulla. Ciò che devo ricordare è che se una persona capisce il finale e 10.000 altre lo leggono, dubiteranno, e comunque altre 10.000 persone non vedranno il post su internet e saranno sorprese. Devo dire che, per ogni teoria corretta su internet, ci sono almeno 1.000 teorie sbagliate. La gente ha l’abitudine di vedere ombre sul muro quando non c’è niente, ma io ne sono consapevole. Infatti mia moglie Parris ha l’abitudine di entrare in quei forum informarmi se c’è qualcosa di particolarmente importante, ma questo è tutto.
 
Sicuramente la trama è molto imprevedibile nonostante tutte le profezie che dai per aiutarci…

[Ride] Le profezie sono, sai, un’arma a doppio taglio. Devi maneggiarle con grande attenzione. Intendo dire, possono aggiungere profondità e interesse al libro, ma non vuoi essere troppo letterale o troppo semplice… Nella Guerra delle due Rose, che hai menzionato, a un Lord è stato profetizzato che sarebbe morto entro le mura di un certo castello e lui era tutto superstizioso riguardo a queste mura, quindi non si è mai avvicinato al castello. Si è mantenuto a leghe di distanza da quel particolare castello per via della profezia. Comunque è stato ucciso nella prima battaglia di St. Paul de Vence e, quando hanno trovato il suo corpo, era fuori da una locanda che come logo aveva un’immagine di quel castello! [Ride] Quindi, sai cosa? Questo è il modo in cui le profezie si rivelano vere in modi inaspettati. Più cerchi di evitarle, più le fai avverare, e io mi diverto un po’ con questo.
 
Quindi vuoi frustrare le nostre aspettative, ho ragione?

Sì, è sempre stata la mia intenzione: giocare con le aspettative dei lettori. Prima di diventare uno scrittore, ero un lettore vorace e lo sono ancora adesso, e ho letto tantissimi libri con trame molto prevedibili. Come lettore, ciò che cerco è un libro che mi delizi e mi sorprenda. Non voglio sapere quello che succederà. Per me, questa è l’essenza della narrazione e per questa ragione voglio che i miei lettori girino le pagine con una crescente brama di sapere quello che succederà dopo. Ci sono molte aspettative, soprattutto nel genere fantasy, secondo cui ti hai questo eroe e lui è il prescelto, ed è sempre protetto dal suo destino. Non voglio questo per i miei libri.
 
Uno dei personaggi femminili più forti è Catelyn Stark, dal mio punto di vista.

Volevo creare un personaggio materno forte. Il ritratto delle donne nel fantasy epico è stato problematico per molto tempo. Questi libri sono in gran parte scritti da uomini, ma anche le donne li leggono in gran numero. E le donne nel fantasy tendono a essere molto atipiche… Tendono a essere o la donna guerriero o la principessa tosta che non accetta quello che suo padre decide, e anch’io ho questi archetipi nei miei libri. Comunque, con Catelyn c’è qualcosa di Eleonora d’Aquitania, la figura della donna che ha accettato il proprio ruolo e le proprie funzioni nella ristretta società e, nonostante questo, realizza una considerevole influenza e autorità pur avendo accettato i rischi e le limitazioni di questa società. E’ anche una madre… Poi, una tendenza che puoi vedere in molti altri fantasy è quella di uccidere la madre o di toglierla dal palcoscenico. Di solito è morta prima che la storia inizi… Nessuno vuole saperne qualcosa della madre di Re Artù, di quello che pensava e di quello che faceva. Quindi loro la tolgono dal palcoscenico, mentre io volevo anche questo. E questa è Catelyn.
 
Nel secondo libro Renly dà a Stannis una pesca. Cosa volevi dirci con questo?

La pesca rappresenta… E’ il piacere.. E’… gustare i succhi della vita. Stannis è un uomo molto rigido, interessato al suo dovere, e con quella pesca Renly gli dice: “Senti il profumo delle rose”, perché Stannis è sempre preoccupato per il suo dovere e onore, per quello che dovrebbe fare, e non si ferma mai ad assaporare il frutto. Renly vuole che gusti il frutto, ma è una causa persa. Volevo che quella scena fosse inclusa nella serie TV, perché quella pesca per me era importante. Ma non era possibile.


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