La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

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Reading del prologo di ADWD


Nuovo aggiornamento sul blog di Martin.


DI RITORNO DA INDIANAPOLIS

Sono tornato a casa dopo un weekend a Indianapolis, dove sono stato l'ospite d'onore a InConjunction. La brava gente del Circolo di Janus era molto ospitale, l'hotel era abbastanza carino, la compagnia vivace (finché qualche giocatore di baseball universitario si è lamentato del rumore e ci ha fatti tacere), e ho potuto ritrovare vecchi amici e farmene alcuni nuovi. Un piccolo contingente dalla Brotherhood Without Banners era presente, vivace come sempre. È stato grande vedere Trebla apparire molto più felice e in salute con la sua nuova colonna dorsale bionica, girare con Pedicab Kate (beh, è davvero una studentessa, ma come le ho spiegato, conosco centinaia di studenti, ma solo una pedicabbie). Il mio legame con GOH, l'adorabile Laura, è venuto al raduno con una gabbia di pipistrelli, il che è pure stato piuttosto cool, e ho incontrato una coppia di lettori dalla Bulgaria che mi hanno detto che nella mia edizione bulgara, "battering ram" è tradotto con la parola che indica pecora maschio. Mi immagino ancora la scena alla Barriera, dove i bruti tentano di abbattere il cancello con una... pecora sotto il braccio... i bulgari devono pensare che io sia molto fantasioso.

Ho fatto una lettura alla convention, e ho deciso di leggere il prologo appena completato di A DANCE WITH DRAGONS. Ho litigato con questo capitolo per anni (non continuamente, ovvio, quando un capitolo mi dà tanti grattacapi come questo ho la tendenza a metterlo da parte, proseguire e scrivere qualcos'altro, e tornarci più tardi con mente fresca), scrivendolo e riscrivendolo, muovendo spezzoni qua e là, provando differenti strutture. Ci sono un sacco di flashback nel capitolo - non solo uno, più probabilmente quattro, ognuno a un differente momento della vita del POV - e integrarli tra di loro e con l'azione presente si è dimostrato una rogna e mezza. Finalmente sono riuscito a mettere tutto in riga, così ho pensato di vedere come andava avanti.

Ho sempre trovato le letture alle convention di gran valore, specialmente quando sto facendo un capitolo che non ho mai letto prima. Non importa quante volte ricontrolli il tuo lavoro su uno schermo di computer, in qualche modo gli errori scivolano oltre... ma quando stai leggendo ad alta voce, ti balzano dritti in faccia, urlando e spruzzando bava. Refusi, parole mancanti, parole ripetute, sintassi torturate, dialoghi sgraziati... Cerco sempre di tenere una penna sottomano, così posso segnare la mia copia di lettura mentre proseguo.

E a volte vedi anche dei problemi maggiori, come ho fatto io in questo caso. L'audienza ha apparentemente apprezzato il capitolo abbastanza, il che mi ha fatto piacere. Ne ho parlato con alcuni della BWB in seguito, e sono stato felice di sentire che per lo più andava. Però ci sono ancora problemi. Un paio di transizioni impacciate, un passo falso e doppio ritmo nel mezzo, forse troppe ripetizioni. Sì, ho rimischiato certe sezioni del prologo già mezza dozzina di volte, ma alla lettura è parso chiaro che ho già di nuovo bisogno di riguardare la sequenza dei flashback. Potrei esserci vicino, ma non ci sono ancora. Così, questa è una delle cose che ho fatto da quando sono tornato a casa: rifinire, addobbare e ristrutturare il maledetto prologo ancora una volta. Per l'ultima volta, spero... ma in verità, chi lo sa?

Questa, tra l'altro, è la perplessità che ogni scrittore incontra in ogni libro. Quand'è che un capitolo è davvero finito? Quando è abbastanza buono? Siamo tutti funamboli. Da una parte ci sono quelli che buttano fuori le prime stesure, le pubblicano e passano al prossimo libro. Dall'altra parte ci sono povere anime come i personaggi di THE PLAGUE, che rivedono una frase infinite volte alla ricerca di qualche illusoria perfezione. Il lavoro migliore, credo, viene da quelli che fanno i funamboli, pendendo tra queste due strade, ma senza mai cadere da nessuna parte. Questo è quel che cerco di fare... e sì, questa è una delle ragioni maggiori per cui i libri prendono così tanto tempo.

In ogni modo, ho avuto un bel momento a Indiana, ma ora sono tornato a casa e ho un prologo da rivedere. Ciao.


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