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Intervista a Martin - Publishers Weekly (2° parte)


Fonte www.publishersweekly.com - Traduzione di Neshira



Prima di tutto, è stato difficile per te prendere il tuo mondo di A SONG OF ICE AND FIRE e cederlo ad un altro scrittore (Mike Miller) per il fumetto?

Beh sai, si diventa un po' nervosi. Ho lavorato ad Hollywood per 10 anni e vedi, specialmente con i film e la televisione, succedono un sacco di cose terribili quando qualcuno adatta un libro o una storia breve, e quella diventa irriconoscibile. E quasi mai viene migliorata, è sempre peggiore. Così diventi un po' nervoso ogni volta che cedi i diritti del tuo bambino perché qualcun altro ci giochi, ma credo che il meglio che puoi fare è cercare di coinvolgerci gente a posto, e io sono stato abbastanza fortunato da farlo.


Parlando di Hollywood, come procede lo show di A SONG OF ICE AND FIRE?

Gli scrittori che ci lavorano hanno quasi completato la prima bozza di sceneggiatura, così aspettiamo di sentire che ne pensa la HBO. Siamo nella primissima fase del processo, quindi non si può dare nulla per certo. Ci saranno riscritture e cambiamenti, potrebbe non vedere la luce verde per essere girata davvero. Tutto questo fa parte dello schema di sviluppo di un prodotto per televisione, che è lento, ma in ogni caso siamo all'inizio della strada. Di nuovo, si diventa un po' ansiosi sulla possibilità che la cosa venga completamente pasticciata. La televisione ha una lista di risultati contrastante. Alcuni adattamenti sono stati meravigliosi, come la miniserie di DUNE su Sci-Fi Channel. Con DUNE hanno fatto un lavoro davvero bello. Ma ancora, la stessa gente ha fatto EARTHSEA di Ursula Le Guin, ed è stato terribile. Ursula ha dovuto scrivere delle lettere per disconoscere il lavoro, semplicemente l'hanno totalmente rovinato. Hanno cambiato delle cose, spostato altre e l'hanno reso davvero stupido. Così non si sa mai cosa ne uscirà. Ma se venisse fuori qualcosa con il livello di qualità dell'adattamento di DUNE sarebbe meraviglioso. Una volta di più, come nei fumetti, io ho gente bravissima coinvolta. Gli sceneggiatori sono David Benioff e D.B. Weiss, ed ho avuto molti incontri con loro. Conoscono davvero i libri, li amano, sono decisi a fare un adattamento fedele, e sono entrambi sceneggiatori grandiosi a pieno diritto. Tutti e due sono anche romanzieri e scrittori di storie brevi, così ho controllato qualcosa del loro lavoro in prosa, che è eccellente. Quindi credo di essere in buone mani.


Quando finirai tutti i romanzi che hai previsto, ci sarà una fine per Westeros, o ti vedi continuare a scrivere storie su questo mondo?

Penso che dopo aver creato il mondo con questo livello di dettaglio - ed è un mondo così grande - vi siano altre storie da raccontare. Però non sarebbero una continuazione di A SONG OF ICE AND FIRE; sarebbero racconti di altri periodi della storia, su altri personaggi. Forse nemmeno ambientate nei Sette Regni, forse in alcuni dei regni al di là del mare, mille anni nel passato o quello che è. D'altra parte ci sono anche altre storie che voglio scrivere, in altre serie a cui ho lavorato. Fantascienza, horror, un sequel di FEVRE DREAM, un altro libro di Haviland Tuf, ulteriori libri di WILD CARDS e così via. Le serie di WILD CARDS, che è probabilmente la mia serie più vicina al fumetto, in questo momento riprende vita in una nuova, grande trilogia della Tor Books che comincia a gennaio. Ho anche un accordo con la Marvel e la Dabel Brothers per un fumetto di WILD CARDS, che cominci ad uscire anch'esso l'anno prossimo.


Cosa ha riportato la serie di WILD CARDS al fumetto?

WILD CARDS in un certo senso è nata dai fumetti e dal mio amore per essi. Quando ero ragazzino, dopo quella lettera da fan che mi hanno pubblicato ne THE FANTASTIC FOUR, le prime storie che ho pubblicato alle superiori erano storie di supereroi in riviste dilettanti, fanzine che furono pubbicate negli anni '60, supereroi che inventai io stesso. Certo, non sapevo disegnare, quindi io scrivevo queste storie ma erano in prosa. Quindi non sono mai stato tagliato per essere un fumettista, ma amavo la totalità dei miti di supereroi. Negli anni '80 abbiamo lanciato questa linea WILD CARDS, all'inizio con la Bantam Books, ed è stato un certo successo. Ne abbiamo fatti molti, quindici. Ma intorno alla metà degli anni '90 le vendite sono precipitate e la serie ha chiuso. Io ero l'editore, e ne ho scritti alcuni; vi erano coinvolti circa venti scrittori diversi. Li abbiamo scritti come romanzi a mosaico, creando la nostra versione degli universi Marvel o DC, ma molto più realistica. E credo che abbiamo sempre amato quest'universo, e amato i personaggi che abbiamo creato. Così abbiamo un'opportunità di riprendere WILD CARDS dopo che ha dormito per sette anni. All'inizio, con una piccola compagnia chiamata iBooks, abbiamo lanciato una serie e abbiamo trovato nuovi lettori, ma sfortunatamente la iBook è fallita, quindi abbiamo trovato questo nuovo accordo con la Tor Books, e ora stiamo vedendo un revival generale di WILD CARDS in tutti i campi, ed i fumetti ne sono parte. Ci saranno nuovi libri, nuovi fumetti, ed un sacco di nuovi personaggi. È lo stesso universo, ma con nuovi personaggi.


So che hai presenziato alla Comic Convention di New York, all'inizio di quest'anno. Parlaci delle tue esperienze alle comic convention come a San Diego.

San Diego è una città meravigliosa. La Comic-con, comunque, è grandiosa.


Più della Comic Convention di New York?

Beh, è cinque volte tanto. L'anno scorso c'erano 130.000 persone. E certe volte, di sabato, sembrava sembrava che fossero tutti in una stanza. Era come il Quartiere Francese di New Orleans di Martedi Grasso, a farsi strada nei corridoi. Sto davvero rivelando la mia tarda età qui, ma sono stato alla primissima comic convention mai tenuta. Era il 1963, a New York City, in un piccolo hotel, di sabato pomeriggio. Ero alloggiato in una stanza di questo vecchio alberghetto di second'ordine al Greenwich Village. Vivevo a Bayonne nel New Jersey e per partecipare sono andato in autobus. Ero alle superiori. C'erano circa 30 persone, quindi è una lunga strada da 30 a 130.000.


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