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Intervista a Martin - Mezmerin Bazaar


Fonte mezmera.posluh.hr - Traduzione di Lord Beric




Quando ti sei votato al fantasy e alla fantascienza? Quali scrittori e quali libri ti hanno influenzato di più a livello personale?

Ho iniziato a leggere fantasy quando ero ancora giovane, alle scuole medie e poi alla scuola superiore. Penso che il primo scrittore fantasy che mi ha realmente influenzato sia stato Robert E. Howard. Leggevo le sue storie di Conan quando ero ancora alle scuole medie, dopo averle scoperte in un'antologia edita da L. Sprague de Camp. Mi piacque così tanto la prima storia che cercai le altre dovunque potessi. Sai, molte erano ormai fuori stampa. E poi alcuni anni dopo scoprii J. R. R. Tolkien e THE LORD OF THE RINGS, che ha avuto un'influenza ancora pià profonda, penso. Leggere per la prima volta la trilogia di THE LORD OF THE RINGS ha avuto veramente un enorme impatto su di me, penso che fosse il miglior libro che avessi mai letto, era uno di quei libri che non vorresti mai che finissero. Mentre arrivavo alla fine di THE LORD OF THE RINGS ero quasi triste che quell'esperienza sarebbe finita. E quindi quando anni dopo divenni uno scrittore, il fantasy fu una delle cose di cui mi occupai.


Hai sempre saputo che avresti voluto fare lo scrittore, un giorno?

Abbastanza. Ho sempre fatto storie, anche da piccolo. Ero solito inventare storie, storie di mostri, quando ero solo un bambino, e le vendevo agli altri bambini del vicinato per un nichelino per comprarmi i dolci. Ma da ragazzo avevo altre ambizioni, come essere un astronauta o cose del genere. Amavo la fantascienza quindi pensavo di volero ma ad un certo punot ho realizzato che non sarei mai andato nello spazio, ma potevo scrivere di andare nello spazio e scrivere di mondi fantastici e così via.


Cosa ne pensi della situazione del fantasy e della fantascienza ai nostri giorni? Perché è così spesso ghettizzata dalla critica mainstream?

Penso che si debbano separare i due generi, perché, almeno negli USA, hanno storie separate. Il fantasy è un boom commerciale, vende benissimo. D'altra parte, c'è in giro molto pessimo fantasy. Non tutto, penso che ci siano bravissime persone a scrivere fantasy; Robin Hobb sta facendo un laavoro eccellente, c'è ancora Jack Vance che, penso, sia uno dei grandi maestri in entrambi i campi, ed alcuni altri; ma c'è anche molto pessimo fantasy, che però vende bene. Per la fantascienza è l'inverso. Non vende bene come un tempo. Ci sono molte difficoltà, ma d'altra parte ci sono anche lavori eccellenti. Ci sono tanti bravi nuovi scrittori. Ma queste cose sono tutte cicliche ed ogni genere ha i suoi alti e bassi, periodi in cui fiorisce e periodi in cui annaspa. Penso che tutto questo cambierà con il tempo.
Per quanto riguarda la domanda sulla critica mainstream, non so se il mio discorso sia applicabile in Croazia, ma penso che tutto risalga al 19° secolo, alla fine del 19° secolo e l'inizio del 20° secolo ed il grande spazio letterario tra Henry James e Robert Luis Stevenson, che avevano idee molto differenti sulla definizione di fiction. Hanno avuto uno scontro nelle pagine di giornali e riviste dell'epoca. Ed io penso che ci sia una divisione nella letteratura anglosassone dal punto in cui alcune persone seguirono James e divennero si cosiddetti "scrittori letterati", che seguivano i suoi dettami su quali fossero i soggetti appropriati per la letteratura, realismo e così via. Altri seguirono Stevenson ed una tradizione molto più romantica, il romanzo, la storia d'avventura, le storie divertenti, i fantasy. Certamente, fantascienza e fantasy sono prevalentemente nel campo di Stevenson e nel solco della sua idea, ma la maggior parte dei critici mainstram sono nel campo di James e ragionano ancora con le regole che lui ha formilato, ovvero che qualcosa di letterario non può essere serio se non è ben ancorato alla realtà e all'esperienza ordinaria.


Alcune domande sulla serie A SONG OF ICE AND FIRE. Hai prestato molta attenzione a descrivere il tuo mondo nei minimi dettagli, anche inventando sigilli e stendardi. C'è qualche ragione per questo? Ami l'araldica?

Sì, mi piace l'araldica. È molto divertente. Ho sempre voluto creare un'epica con un grande cast di personaggi. Prima di A SONG OF ICE AND FIRE ho lavorato ad Hollywood per molto tempo, ed uno lì è davvero limitato. Quando scrivi uno show televisivo o un filme hai solo una o due ore. Hai un budget che limita il numero di set e di attori che puoi avere a disposizione e le comparse di cui puoi disporre in alcune scene, perché tutto ha un costo; e il mio lavoro ad Hollywood era quasi sempre troppo grosso e troppo costoso. Dovevo sempre tagliare, rimpicciolire, e dopo dieci anni ero stufo e volevo fare qualcosa di costoso, di enorme, e così creai Westeros. Penso che parte del fascino del fantasy, sicuramente dai tempi di Tolkiene forse persino da Robert E. Howard e la sua Età Hyboriana, sia l'ambientazione. Devi creare un mondo intero, un intero universo secondario e hai bisogno di molti dettabgli. Creare i dettagli è parte del divertimento, per me, e spero parte del divertimento dei lettori.


Se fossi stato un cavaliere errante nell'epoca medievale, cosa avresti scelto come stendardo?

Visto che sono uno scrittore, probabilmente sceglierei una penna d'oca. O qualcosa del genere...


Nei tuoi libri non ci sono personaggi in bianco e nero; sono tutti guidati dalle proprie motivazioni. Eppure alcuni sono legati dai concetti dell'onore mentre ad altri pare non importare. Quali di questi sono più divertenti da scrivere, per te?

Il personaggio più divertente da scrivere è Tyrion Lannister, il mio povero nano tormentato, perché è arguto e molto complesso ed i suoi capitoli paiono davvero scriversi da soli. I personaggi più difficili da scrivere sono probabilmente i bambini. Particolarmente quelli più giovani. Penso che Bran sia probabilmente il più complicato. Ma credo fortemente nei personaggi grigi. Penso che i personaggi grigi siano molto più interessanti di quelli in bianco e nero. Se qualcuno è sempre eroico può diventare piuttosto noioso da scrivere, e penso che possa diventare piuttosto noioso anche da leggere. Inoltre, non è reale. Non vedo persone del genere nella vita reale.


A FEAST FOR CROWS si sta rivelando il libro più difficile da scrivere nella serie?

Il più difficile, sì. Ho fatto alcuni errori su di esso, ecco perché è così in ritardo. Prima volevo saltare un po' di passaggi e presentarli come flashback e passare direttamente ad A DANCE WITH DRAGONS. Ho passato circa un anno a farlo quando mi sono reso conto che non stava funzionando. Quindi poi ho dovuto tornare indietro e non avere più il gap di cinque anni che avevo. Ma anche così è stato un libro molto difficile da scrivere. È ancora un libro molto difficile da scrivere. Lo sto ancora scrivendo, mi ci sto ancora scontrando. Speriamo ne valga la pena.


Quindi non ci sono gap tra A STORM OF SWORDS e A FEAST FOR CROWS, dopo tutto... che cosa di piacerebbe fare una volta finita la serie?

Probabilmente qualcosa di diverso. Davvero, non so. Devo ancora finire A FEAST FOR CROWS, e almeno altri due libri da scrivere dopo. Quindi, tenendo conto del fatto che ogni libro mi occupa diversi anni, i miei prossimi cinque o sei anni sono in qualche modo bloccati, per me. Dopo, non so. Vedrò cosa mi sentirà di fare in quel momento.


Ci sono molti riferimenti alle isole britanniche nei tratti di Westeros. È una cosa intenzionale, e ci sono altre similitudini tra il mondo reale ed il tuo?

Beh, certamente volevo che la serie avesse il sapore del romanzo storico oltre che quello del fantasy tradizionale. Volevo quel senso di cruda realtà. Quindi ho fatto molte richerce e per uno come me, americando che parla solo inglese, la fonte più facile di storia medievale da ricercare era la storia inglese. Naturalmente, non abbiamo avuto alcun medioevo in America, e mentre posti come Francia e Germania e Spagna hannoa vuto storie affascinanti, molti libri dettagliati sul loro periodo medievale non sono disponibili in inglese e quindi non mi sono accessibili. Questo probabilmente ha dato un certo sapore britannico. Inoltre io scrivo in inglese per un pubblico che parla inglese; i libri sono stati tradotti in molti altri linguaggi, cosa fantastica, ma il linguaggio, la cultura e la tradizione che io capisco sono quelli inglesi.


Non ci sono mappe complessive del mondo nei libri o su internet. Esiste una mappa del genere?

Una mappa del genere non esiste.


Sarà disponibile in futuro?

Ogni nuovo libro avrà un paio di mappe inedite. Ogni libro fino ad ora ha aggiunto una mappa o due, quindi magari per la fine della serie sarete in grado di prendere tutte le mappe più piccole e metterle assieme in una mappa del mondo. In parte l'ho fatto deliberatamente perché, ancora, mi piace dare la sensazione del vero medioevo. Il fatto è che nel medioevo, se uno guarda al 12° secolo o giù di lì, non avevano un'idea chiara di come fosse il resto del mondo. I loro concetti di geografia erano molto devoli. Sapevano come era la loro terra e quella confinante, forse quella dopo ancora ma poi le cose iniziavano a diventare confuse. La gente non viaggiava molto, generalmente. Si parla ancora di gente come Marco Polo che si recò in Cina ma il fatto che il suo nome sia ancora conosciuto dopo secoli mostra quanto fosse una rarità. L'attuale geografia del mondo non era nota ed io penso che si possa assaporare parte di questo non avendo le mappe, specialmente delle zone più lontane.


Un altro tuo romanzo, WINDHAVEN, è stato scritto in collaborazione con Lisa Tuttle. Quanto cambia il processo di scrittura dall'essere soli al collaborare con altri?

Ogni collaborazione è un po' differente, dipende in maniera profonda dalle persone coinvolte. È come un matrimonio o una storia d'amore. Non ci sono regole, le crei strada facendo. Ho scritto WINDHAVEN verso la fine degli anni '70, principalmente. Lo avevamo scritto inizialmente come una serie di racconti che poi abbiamo espanso fino a far diventare il tutto un romanzo. Quando abbiamo iniziato il progetto vivevo a Chicago, in Illinois, e lei viveva in Texas quindi c'erano alcune migliaia di miglia tra noi. Io scrivevo una parte e poi gliela mandavo e poi lei riscriveva quello che io avevo scritto, continuava la storia e me la rimandava. Le cose andavano avanti e indietro in questo modo. Occasionalmente, una volta all'anno o giù di lì, ci incontravamo ad una convention oppure uno visitava l'altra e ci siedevamo a discutere di come far andare avanti la storia. Per la maggior parte era un avanti e indietro di manoscritti via posta, in quei giorni primitivi prima delle e-mail.


Cosa ne pensi dei film di THE LORD OF THE RINGS? Se un film o una serie basata su A SONG OF ICE AND FIRE fosse ordinata e avessi a disposizione un budget illimitato, chi sceglieresti come attori?

Sì, aodoro i film di THE LORD OF THE RINGS. Non vedo l'ora di gustarmi il terzo e penso siano fantastici. Ho qualcosa da ridire su una o due decisioni, ma per la maggior parte sono meravigliosi. Per quanto riguarda un film su A SONG OF ICE AND FIRE, non saprei. Non penso siano in grado di farlo, i libri sono semplicemente troppo grossi. Insomma, THE LORD OF THE RINGS richiede tre film enormi, ma se si guarda al libro... tutti e tre i libri non fanno A STORM OF SWORDS, che è solo uno dei miei libri. Quindi se ci sono voluti tre film per la trilogia di Tolkien ci vorrano probabilmente ventisette film per realizzare la mia storia, e non penso che qualche studio voglia ordinare ventisette film.


Ma hai comunque qualche attore particolare in mente?

A dire il vero non per tutti i ruoli, ma ho alcuni nomi in mente. Penso che Nicole Kidman sarebbe una buona Cersei. Mi è sempre piaciuto Ron Perlman, l'attore con cui ho lavorato in BEAUTY AND THE BEAST. Sarebbe un grande Sandor Clegane. Ron è molto bravo in parti che richiedono un trucco pesante ed è anche un omone. Ha una voce potente con cui sa fare ogni sorta di cose. Penso sarebbe magnifico nella parte del Mastino. Per Jaime Lannister alcuni anni fa avrei detto Cary Elwes ma ma ora potrebbe essere troppo vecchio. Non saprei...


Per finire, qualche parola per tutti i tuoi fan in Croazia...

Beh, continuate a leggere i libri, spero che vi piacciano. Io certamente mi sono divertito nella mia visita in Croazia quest'anno e mi piacerebbe tornarci e vedere qualcosa di più del vostro Paese. È molto bello.


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