La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

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Nuovo intervento di Elio e Linda sul blog della Tor


Continua sul sito della Tor Books la serie di articoli dedicati al mondo di George R. R. Martin scritta da Elio & Linda, i curatori di www.westeros.org.


LA STRANA E STABILE REGISTRAZIONE DELLA STORIA IN A SONG OF ICE AND FIRE

Una delle critiche che chi non è fan del fantasy muove al genere è la sua mancanza di realismo in svariati aspetti nei quali ritiene che non sia concepibile una mancanza di realismo. Possono pensare a THE LORD OF THE RINGS, ad esempio, e criticare l'enormità di terre che sono disabitate, o, per lo meno, non sottoposte ad una forma di governo, Oppure possono guardare THE WHEEL OF TIME e meravigliarsi di come un un continente pre-moderno delle dimensioni dell'Europa abbia molte e diversificate culture sulle spalle... ma solo una lingua.
Una simile lamentela può essere fatta per A SONG OF ICE AND FIRE, dove gli abitanti di un continente delle dimensioni del Sud America condividono di fatto il linguaggio (lasciamo perdere i giganti ed alcuni Bruti, che parlano solo l'Antica Lingua dei Primi Uomini). Ci sono altre cose che generano incredulità, che sono segnali di un certo tipo di "fantasy" piuttosto che puri esempi di realismo - le strutture troppo imponenti, i corvi usati come messaggeri, e così via.
Uno che sembra essere particolarmente importante per questi detrattori, comunque, è la trattazione dell'elemento storico nei romanzi.
Non si può dire che in A SONG OF ICE AND FIRE l'elemento storico manchi... anzi, ce n'è troppo, per il loro modo di vedere. Dopo tutto, la Lunga Notte è avvenuta 8.000 anni fa, le guerre tra Valyria e Vecchia Ghis 6.000, e ci sono altri eventi evidenziati come avvenuti migliaia di anni prima. Nel secondo episodio della serie TV, Ned Stark dice al suo figlio bastardo Jon Snow che gli Stark hanno guardato la Barriera per migliaia di anni. Ci sono due concetti ostici in questa frase.
In primo luogo, un'organizzazione in grado di portare avanti uno scopo per migliaia di anni (la Chiesa Cattolica Romana non è nulla in confronto ai Guardiani della Notte). In secondo luogo, una famiglia esistita per migliaia di anni (la famiglia imperiale del Giappone è di circa 5.500 anni più giovane di quanto gli Stark pretendono di essere). Questo genere di cose semplicemente non accade nel nostro mondo. È letteralmente incomprensibile, realisticamente parlando. Queste scale di tempo ci sono comprensibili nel mondo reale grazie allo sviluppo della moderna archeologia negli ultimi due secoli. Per la gente dei Sette Regni e di Essos non ci dovrebbero essere simili conoscenze, molte meno notizie, di simili scale temporali...
Ma c'è. La storia di Westeros pare essere più o meno conosciuta (con delle lacune, naturalmente, alcune piuttosto buffe), fino a 12.000 indietro o giù di lì, dal tempo in cui i Primi Uomini apparvero con le armi di bronzo ed i cavalli. Combatterono con i Figli dell foresta, fino a che non venne siglato il Patto che garantì una pace della durata di circa 4.000 anni. Poi arrivarono gli Andali, crica 6.000 anni fa, portando il ferro e la loro nuova religione, completando il massacro dei Figli della Foresta e spingendosi fino alle Isole di Ferro più o meno 4.000 anni fa.
C'è un riferimento a sei regni meridionali del tempo caduti nelle mani degli Andali (il Nord, come sappiamo, non venne sopraffatto), che è un interessante dettaglio, proiettando i Sette Regni del tempo della Conquissta molto indietro nel tempo sebbene vi siano prove di svariati re minori al tempo, a Duskendale, a Vecchia Città, e altrove. Forse questi re minori non contavano... ma al tempo stesso è difficile immaginare che Dorne fosse un vero e proprio regno, vista la sua storia di divisioni.
In ogni caso, dopo gli Andali, la storia iniziò a diventare in qualche modo più sedimentata, registrata in modo più rigoroso. Come Samwell Tarly dice a Jon Snow:
"Le più vecchie cronache che abbiamo sono state scritte dopo che gli Andali approdarono a Westeros. I Primi Uomini lasciarono solo rune nella roccia, quindi ogni cosa che noi pensiamo di sapere sull'Età degli Eroi e l'Età dell'Alba e la Lunga Notte viene da resoconti scritti dai septon migliaia di anni dopo." (A FEAST FOR CROWS)
Ma aggiunge anche che questo significa che tutti quei dettagli sono basati su voci, su leggende e storie tramandate dai Primi Uomini per millenni, a quanto pare. Quanto possono essere degni di fiducia? Gli appunti di Samwell in A FEAST FOR CROWS sono tra i più significativi nel libro in cui si mettono in discussioni alcuni eventi chiave del passato più remoto. Il prologo del romanzo si apre con alcuni studenti della Cittadella che discutono sull'età del mondo, notando che ci sono risposte differenti da parte di Arcimaestri differenti (40.000 anni per uni, più di 500.000 per un altro). Anche la storia post invasione andala viene messa in discussione: la prima acclamazione dei re nelle Isole di Ferro ha avuto luogo 2.000 o 4.000 anni fa? Non ci sono risposte chiare.
Ci si dovrebbe poter fidare del vatto che al tempo in cui venne fondata la Cittadella è stata fondata a Vecchia Città e ha diffuso la sua influenza nei Sette Regni - un evento sul quale non abbiamo, stranamente, informazioni, nemmeno una semplice data su quando sia avvenuto - che la registrazione della storia sia diventata più chiara e verosibile. Ci devono essere dinastie di re note per un migliaio, duemila anni; nessuno di quei re dell'Età degli Eroi che regnarono per centinaia di anni. Ma ci sono comunque delle dispute, cosa che non costitiusce una vera sorpresa.
Forse uno degli aspetti più reaslistici della gestione della storia nei romanzi è che questa società di ispirazione medievale dipende in grande misura dalla storia popolare, tramandata oralmente piuttosto che dai manoscritti. I menestrelli ne sono un importante esempio, e le canzoni ed i racconti che narrano nei romanzi sono una rocca fonte della storia dei secoli precedenti. Rocca, ma anche poco affidabile. I cantastorie hanno davvero trasformato le insinuazioni di Aegon IV sui suoi fratelli il Cavaliere del Drago e Naerys e ne hanno fatto una delle più grandi ballate dei Sette Regni? Sono da biasimare se causano dubbi e confusione sulle ragioni storiche della Danza dei Draghi? Tutto è possibile.
Perché A FEAST FOR CROWS inizia ad introdurre dei dubbi riguardo la storia così come comunemente accettata? Una semplice decisione di Martin per aderire forse ancora di più al realismo dell'incertezza storica, specie quando si fa più indietro nel tempo? Oppure tutto questo giocherà un ruolo negli eventi ancora da venire nel romanzo, forse illuminando alcuni fatti ancora poco chiari o addirittura sconosciuti?
Non ho risposte a queste domande. Ma ecco un posibile indizio sul perché le scale temporali sono quelle che sono, perché l'antico è veramente molto antico, perché ogni cosa grande è veramente grande. In THE FACES OF FANTASY, una collezione fotografica, George R. R. Martin scrisse il seguente passaggio (potete leggere il testo integrale sul suo sito ufficiale):
"Leggiamo fantasy per trovare nuovamente i colori, penso. Per sentire il sapore forte delle spezie ed ascoltare le canzoni delle sirene. C'è qualcosa di antico e di vero nel fantasy che parla a qualcosa sepolto dentro di noi, al bambino che sogna che un giorno sarebbe andato a caccia nelle foreste della notte, avrebbe banchettato nelle colline cave, ed avrebbe trovato l'amore eterno da qualche parte a sud di Oz ed a nord di Shangri-La."
Ogni aggettivo che può venire in mente è qualcosa di più, nel mondo fantasy che GRRM ha creato. E questo include "antico": ogni cosa antica è ancora più antica. È un segnale, è un modo per evocare meraviglia, un senso di grandi epoche. Se non rispecchia un perfetto senso realistico, non penso che a Martin importi, fino a che i suoi lettori saranno emozionati da questi dettagli.
Naturalmente, molti lo sono.


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