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Intervista a Martin - Calameo


Fonte www.calameo.com - Traduzione di Lord Beric




Quando hai iniziato a scrivere? Ricordi il tuo primo racconto?

Ho iniziato a scrivere molto giovane, praticamente un bambino. Scrivevo storie di mostri e le raccontavo agli altri bambini del quartiere, facendo anche qualche lettura drammatica.
Al liceo scrivevo strisce di fumetti amatoriali, piccole storie di supereroi che pubblicavo in una fanzine degli anni '60.
La mia prima vendita professionale fu una storia che scrissi all'università nel 1971, intitolata THE HERO, per la rivista Galaxy MagazineQuindi, sono nel campo da molto tempo.


Quali sono gli scrittori che ti hanno influenzato maggiormente?

beh, ci sono stati vari scrittori. Ma probabilmente il mio preferito è stato Robert E. Heinlein. La sua prima storia che ho letto, HAVE SPACESIUT WILL TRAVEL, è un libro fantastico. Ancora penso che sia il suo miglior libro per ragazzi, ed uno dei suoi migliori lavori in assoluto.
Da quel momento ho letto tutti i suoi libri, e ho scoperto molti altri autori. Ho scoperto Robert E. Howard, e la sua storia di Conan; H. P. Lovercraft, autore horror. Soprattutto, una volta iniziate le scuole superiori sono arrivati J. R. R. Tolkien e THE LORD OF THE RINGS, che mi ha colpito profondamente.


Di cosa ti piace scrivere?

Ho sempre amato raccontare storie. Posso tornare un attimo a quelle storie di mostri che raccontavo ai bambini del quartiere. Raccontare storie e vedere le reazioni delle persone. Scrivere delle storie... posso dire che vivo in quanto scrivo... sono esperienze immaginarie, ma fanno parte della mia vita quasi quanto quelle vere. E spero che lo stesso valga per i lettori, che quando leggono anche loro possano vivere queste esperienze.


Che consigli puoi dare ai giovani scrittori?

per scrittori di fantasy e fantascienza, in primo luogo, il mio consiglio è iniziare con racconti brevi.
Ho scritto racconti amatoriali che ho poi iniziato a vendere alle riviste. Così, ero uno scrittore professionista da otto anni quando ho iniziato il mio primo libro.
Poi si può passare ai libri. Ricevo lettere di giovani scrittori che leggono i miei libri e mi scrivono: "Ho 17 anni e sto scrivendo questa trilogia fantasy di 1.000 pagine per libro." È come mettersi a scalare iniziando dall'Everest o dalle Alpi. Non si inizia con progetti troppo grossi. Si inizia con qualcosa di piccolo e si impara come farlo bene, e poi si può passare a progetti più ampli.
Questo è uno dei miei consigli. Inoltre, i racconti hanno un mercato, per lo meno qui in America, non so in Portogallo; ma qui ha un mercato, ed un giovane scrittore può farsi un nome con le riviste di fantasy e fantascienza. È un bel modo di farsi conoscere e quando si scrive un libro si ha già una reputazione: "Ah, questo è il tizio che ha scritto i racconti che avevo letto. Lo compro."
Un altro consiglio che do è molto semplice: perseverate. Non è sicuramente una professione facile, quindi se veramente volete intraprenderla, bisogna mettere in conto molti rifiuti durante il cammino. Scrivete molte storie, inviatele agli editori e tenete un registro personale dei rifiuti. Ma non smettete mai e continuate a scrivere!
Alcuni dicono che Ray Bradbury ha coperto un quarto della sua casa con lettere di rifiuto, tutte le pareti. Ma anche quello fa parte del gioco.


Pensi che la tua formazione giornalistica abbia influenzato la tua scrittura?

Ho studiato giornalismo perché è impossibile sapere se si riuscirà a vivere di scrittura, come scrittureo di fiction. Amavo scrivere storie di fantasy e di fantascienza, ma ero consapevole che si trattasse di una questione di fortuna, pertanto avevo pensato fosse meglio avere un lavoro più sicuro.
Ma penso che mi sia servito. In primo luogo, da giovane ero molto timido. Vivevo della mia immaginazione: leggevo molti libri, avevo sempre il naso tra le pagine e inventavo le mie storie. Studiare giornalismo ed essere un reporter mi ha spinto al di fuori, a interagire con gli altri, intervistarli, far loro delle domande. Dovevo andare nelle loro case, alle dimostrazioni, alle riunioni, tutti tipi di eventi che dovevo coprire durante i miei corsi di giornalismo. Così sono riuscito ad uscire dal mio guscio e conoscere un mondo più ampio.
Mi è servito. Più esperienze uno fa come scrittore, meglio è. Un altro effetto del giornalismo è aver migliorato la mia prosa. Era diventata molto più forte e concreta. Alle scuole superiori scrivevo con una prosa molto ornata (stile Lovecraft), c'erano stati molti aggettivi, e nel giornalismo questo non è incoraggiato. Vogliono qualcosa di semplice e corretto, con i verbi forti, ed mi è servito molto.


Come ti sei sentito quando il tuo lavoro ha iniziato ad essere apprezzato?

È stato meraviglioso, fantastico. Già nei primi tempi della mia carriera, sono stato tradotto all'estero. Molte cose sono state tradotte in tedesco, negli anni '70, e poi ho anche iniziato a vendere qualcosa in Italia.
Era sempre divertente vendere in Italia in quel tempo, perché ho potuto incassare un milione per un racconto. Naturalmente era un milione di lire, non era tanto, ma era sempre bene dire che ero stato pagato un milione per un racconto. Ma ora con l'euro non riesco più ad ottenere cifre così alte.
In proporzione LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO sono state davvero un progresso incredibile. Le mie cose più vecchie erano stampate in 7 o 8 paesi e ora sto in circa 40 paesi. Fantastico. Ricevo lettere e mail di persone in tutti i luoghi, da paesi che devo andare a guardare le mappe per vedere dove sono! È stato veramente bellissimo.


Quanto tempo hai passato a fare ricerche e organizzare la trama principale della storia?

Poiché è un mondo immaginario, non servono tante ricerche come se fosse un romanzo storico. Ho letto molto di storia medievale, perché volevo rendere tutti quei dettagli - anche se in un mondo fantastico - di come si viveva in una società medievale.
Ho letto quantità enormi di libri storici, di romanzi storici, di libri sulla Guerra dei Cento Anni, delle Crociate, e di come si costruivano i castelli e di come si facevano i tornei nel corso dei secoli. Ho una biblioteca enorme con tutti questi volumi perché penso che uno scrittore deve pensare a queste cose prima di scrivere. Mentre scrivevo non volevo dover cercare una risposta, dovevo già sapere tutto.


La storia è rimasta come l'avevi pianificata all'inizio o hai cambiato qualcosa?

Alcune piccole deviazioni ci sono sempre... Tolkien disse una volta su THE LORD OF THE RINGS che la storia si sviluppa con la narrazione, e questo è indubbiamente vero per me. Ho iniziato a pensare che A SONG OF ICE AND FIRE sarebbe stata una trilogia, e ora sono sette libri... Ma è più o meno la stessa storia, solo più ricca e dettagliata. Ma io so dove sono diretto, ho sempre lo stesso scopo, e spero di arrivarci in ancora pochi libri.
Posso paragonarlo ad un viaggio. Si sa dove si vuole arrivare, ma l'avventura c'è lo stesso, riguardo quello che si incontra lungo il cammino. È lo stesso che scrivere: si va avanti pagina per pagina, capitolo per capitolo ed improvvisamente appaiono cose non previste e si devono fare giravolte che non ci si aspettava al momento della partenza.


Chi è il tuo personaggio preferito?

Mi piacciono tutti, ma il mio personaggio preferito è senza dubbio Tyrion Lannister. Mi ha sempre divertito scrivere di lui, e anche se non è stato facile in questo libro, adoro scrivere i suoi capitoli.


Come ti sei sentito quando ti hanno chiamato per un adattamento televisivo di A SONG OF ICE AND FIRE?

Il primo contatto era stato con persone che volevano farne un film, e le impressioni furono abbastanza negative perché pensavo che non potesse funzionare. Nessun film di due ore ha tempo sufficiente, e si rischiava di tagliare il 90% dei personaggi.
Ma sono stato molto interessato da quest'ultima proposta. Ho lavorato nel mondo della televisione negli anni '90, e ho partecipato all'organizzazione di alcuni programmi TV. Ne conosco le possibilità e le limitazioni. Inoltre, la HBO ha afatto alcune delle mie serie preferite degli ultimi anni, come THE SOPRANOS, DEADWOOD, ROME e sapevo che se qualcuno poteva farcela erano loro. E invece di due ore ce ne saranno dieci per il primo libro, e questa è assolutamente l'unica maniera in cui si poteva fare qualcosa di buono.


Qui in Potogallo tutti i libri sono stati divisi in due. Hai una parte nella scelta dei titoli per ciascuna metà dei libri?

No. Sono stati decisi dagli editori e dai traduttori. La serie è stampata in circa 40 paesi diversi e se fossi coinvolto in tutte le decisioni come questa non avrei più tempo per scrivere. Confido che gli editori sappiano come muoversi nei loro mercati.


In relazione alla scrittura dei racconti, preferisci scrivere libri grossi come quelli di A SONG OF ICE AND FIRE?

Mi piace scrivere entrambi. Non scrivo molti racconti, in questo periodo. Ho scritto i racconti di DUNK & EGG, che sono abbastanza lunghi. Mi piacerebbe farne altri, e mi piacerebbe scrivere dei racconti di tanto in tanto. Ma con questi libri ed i tempi di consegna... non ho mai molto tempo.


Hai scritto un libro sui vampiri. Che ne pensi dei recenti sviluppi del genere?

Beh, a molte persone piacciono, ma i miei vampiri non brillano. Sono un po' più tradizionali. Non so nemmeno se li posso chiamare tradizionali, sono vampiri visti da una prospettiva fantascientifica.
Ma queste cose vanno e vengono, dipendono dai gusti. Vampiri e zombie sono abbastanza popolari in questo momento, per esempio.


Nel tuo racconto WITH MORNING COMES MISTFALL parli di come i miti e la fantasia arricchiscono la nostra vita, anche se non sono reali. È così che vedi la vita?

Indubbiamente. La nostra immaginazione è una grande parte di ciò che rende la vita meravigliosa, e in molti casi il sogno non è nemmeno lontanamente vicino alla realtà.
Questa storia è stata ispirata da qualcosa che ho letto sul Mostro di Loch Ness. Alcuni scienziati stavano cercando di esplorare il Loch Ness di dimostrare che non vi era nessun mostro. Io non voglio dimostrare che non esiste il mostro di Loch Ness! Mi piace la possibilità che ci possa essere. Se si toglie il Mostro il Loch Ness diventerà solo un altro lago della Scozia.


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