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Come parlare (e imprecare!) in Dothraki


Fonte: TVGuide

Athchomar chomakaan, khal vezhven! (Benvenuto, grande khal!)

Dopo che [la puntata] del Gioco del Trono della scorsa settimana è rimasta saldamente ferma a Westeros, l'episodio di domenica torna alle terre dei Dothraki, quei guerrieri nomadi oltre il Mare Stretto che danno valore ad un bel pezzo di carne di cavallo, sia per mangiarlo che per cavalcare.

Ma non siamo qui per discutere le ricette Dothraki a base bestiame, per quanto possano essere deliziose. Invece, approfondiremo il loro linguaggio, una lingua dal suono liquido ispirata al limitato vocabolario Dothraki che si vede nei romanzi di George R. R. Martin, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, su cui è basato il Trono. I produttori esecutivi D. B. Weiss e David Benioff, con l'aiuto di Sai della Language Creation Society, hanno scelto David J. Peterson per creare e ampliare il linguaggio Dothraki, che finora ammonta a 2.763 parole, per la serie HBO.

''La manciata di nomi e parole Dothraki, e il paio di frasi che Martin ha nei suoi libri sembravano piuttosto consistenti'' dice Sai a TVGuide.com. ''Suggerivano almeno lo scheletro della struttura. Avevano un suono consistente, il che credo sia un complimento per lui come scrittore, perchè non si può dire di tutti gli scrittori quando cercano di creare anche linguaggi minimali''.

Imparare a parlare Dothraki non è un'impresa facile. Jason Momoa, che interpreta Khal Drogo, si è sottoposto ad un'ordalia di un mese intero per poterci fare un discorso piuttosto epico nel prossimo episodio del 29 Maggio.

''E' stata la cosa più dura che io abbia mai fatto'' ammette. ''Mi sono letteralmente chiuso in albergo con un po' di birra e pizza. L'ho dovuto spezzettare quasi come una canzone, in realtà. E' come memorizzare una f*****a canzone. Cercare di metterci una melodia e poi imparare le parole e come pronunciarle. Per me ha funzionato così''

Niente paura. Non dobbiamo ancora partire con lunghi discorsi in Dothraki. In realtà, possiamo iniziare con frasi semplici ed essenziali che chiunque impari una lingua vuole conoscere. No, non ''dov'è il bagno?'' o ''io ho una penna blu''. Stiamo parlando di parole per maledire. Queste torneranno utili a qualunque aspirante lajak (guerriero) Dothraki, che sa bene che è tutta una questione di atteggiamento e condiscendenza quando si tratta con gli estranei.

Tre maledizioni/insulti per principianti:

Ifak – straniero. (Peterson: ''in realtà suona più sporco in inglese, ma non lo è. Letteralmente si traduce con 'camminatore, qualcuno che cammina'. L'idea è che i Dothraki sono cavalieri. La gente estranea, è gente che cammina. Chiunque venga da una delle città, essi lo chiamano ifak. Ci ridono un po' sopra.')

Choyo – una specie di termine scherzoso per il posteriore di qualcuno.

Graddakh – si riferisce ad un rifiuto o immondizia (Peterson: ''se uno è davvero arrabbiato e irritato per qualcosa, e vuole solo un'esclamazione generica snza voler proprio insultare qualcun altro, direbbe graddakh”)

Gli studenti avanzati, che hanno ottenuto la loro perfetta abbronzatura da nomade, e sono a loro agio nell'indossare pelli animali, possono passare a frasi intere che li distingueranno come veri e propri membri di un khalasar (orda Dothraki)

Tre frasi per sfoggiare la vostra conoscenza Dothraki:

Me nem nesa – si sa. (Peterson: ''una delle cose che i Dothraki dicono continuamente nei libri è 'si sa'. Questo probabilmente vi farebbe bollare come un Dothraki autentico.'')

Yer affesi anna – letteralmente ''mi dai il prurito'' (Peterson: ''I Dothraki non indossano molti vestiti. I vestiti che indossano se li fanno da soli, in pelle grezza. Alcuni degli indumenti più elaborati delle Città Libere sono fatti di cose come lana e simile. Loro pensano che quel tipo di vestiti dia il prurito. Quindi se volete dire a qualcuno che non vi piace, o che vi mette a disagio, gli dite: Yer affesi anna'')

Fichas jahakes moon – letteralmente ''prendigli la treccia'' (utile in combattimento, quando volete incoraggiare un vostro compagno guerriero; ''prendiamolo!''. Un guerriero Dothraki porta una lunga treccia per indicare il proprio successo in combattimento).

A questo punto, sarà già chiaro che conoscere qualcosa della cultura Dothraki aiuta ad imparare le frasi. Per il lungo discorso di Drogo, Peterson è stato chiamato a creare diverse parole nuove che non figuravano nel materiale originale, e così si è rivolto a quello che sapeva della cultura Dothraki per ispirazione.

''Penso che sia stato a questo punto che me ne sono uscito con una parola per un dio, una divinità,'' ci spiega. ''I Dothraki hanno tutta una collezione di queste statue di dei di altre civiltà che hanno rovesciato, ed hanno preso le loro statue e le hanno messe in bella mostra a Vaes Dothrak, e le hanno rotte. Quindi vojjor, la parola per divinità, in realtà deriva dalla parola per statua. E' stato divertente.''

Comunque, non tutte le frasi della cultura Dotraki sono ispirate alla conquista e alla sconfitta di una vversario dopo l'altro. Per i sentimenti d'amore e per augurare a qualcuno buona fortuna, per esprimere sentimenti così alti e benevoli, i nomadi guardano al cielo.

Tre frasi per scaldare il cuore:

Yer jalan atthirari anni – sei la luna della mia vita (usato quando ci si rivolge ad una donna amata, visto che la luna è vista come femmina)

Shekh ma shieraki anni – mio sole e stelle (riferito ad un uomo che si ama, poichè il sole è la controparte maschile della luna)

Shieraki gori ha yeraan! - le stelle vanno alla carica per te! (detto a qualcuno che sta per andare in battaglia. Peterson: ''I Dothraki credono che quando un guerriero muore diventi una stella del cielo, a cavallo di un destriero celeste.'')

Per quanto riguarda la pronuncia, non ci sono molti esempi audio in giro, a parte questa conferenza stampa

e un canale YouTube. Il modo migliore per imparare è ascoltare come viene parlato il linguaggio nel Gioco del Trono. Degli attori che interpretano i Dothraki, Peterson dice che quelli con la pronuncia migliore sono Elyes Gabel, che interprera il cavaliere di sangue Rakharo, e Amrita Acharia, che interpreta Irri, l'ancella che insegna a Daenerys (Emilia Clarke) la lingua e la cultura Dothraki.

Gli studenti del linguaggio Dothraki che vogliono proseguire la loro educazione troveranno guerrieri con la stessa mentalità online. ''Esiste una community già attiva'' dice Sai. ''Stanno facendo più o meno quello che è successo con i Na'vi nel film Avatar. Con nient'altro che quello a cui tutti hanno accesso, stanno compilando un dizionario, una grammatica, frasi per esercitarsi, cose così. Questo si chiama dare impulso a qualcosa. Abbiamo anche alcuni post sul blog di Making Game of Thrones che introducono alla grammatica Dothraki.''

Sebbene imparare a parlare Dothraki possa a prima vista intimidire, un po' di pratica, pizza e birra possono aiutare nel processo. E tenere amente queste parole incoraggianti: Shieraki gori ha hayeraan!


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