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Intervista a Martin - Deep Magic


Fonte www.phywriter.com - Traduzione di Lord Beric




Raccontaci la storia di come è stato pubblicato il tuo primo libro.

Il mio primo libro, un libro di cui sono stato editore, è stato NEW VOICES IN SCIENCE FICTION, un'antologia di storie originali tra i nominati ai John Campbell Award. Anche se non vinsi il premio, pensai che potesse essere interessante raccogliere le storie in un'antologia. MacMillan accettò l'idea nel 1975. Il mio primo romanzo è stato pubblicato nel 1976 dalla Avon, A SONG FOR LYA AND OTHER STORIES. Avevo anche vinto un Hugo Award l'anno precedente per alcune miei storie brevi.


In che modo internet ha influenzato la tua relazione con i lettori e/o gli editori?

Con gli editori ha certamente reso le cose più semplici. È molto più rapido condividere del materiale quando puoi inviare una mail otto volte al giorno piuttosto che scrivere una lettera. Le lettere di mettono giorni ad arrivare. Ha reso le cose molto più semplici sul tema della pubblicazione. Prima di internet, ricevevo alcune lettere dai fan all'anno. Ora ricevo tonnellate di mail dai fan. Al momento sono indietro di circa 2.000 lettere, e alcune resteranno senza risposta per anni. Internet ha reso più semplice per i fan trovare i loro autori preferiti.


Il tuo mondo e i tuoi regni sono molto ricchi dal punto di vista storico (quasi un ambiente paragonabile all'Inghilterra del XV secolo della Guerra delle Due Rose, Lancaster contro York). Quale è stata la tua ispirazione per l'ambientazione?

Mi sono ispirato molto alla storia e mi piace leggere romanzi storici. Quando ho deciso di scrivere la mia serie, volevo creare una serie fantasy che avesse il sapore del romanzo storico oltre che i tempi del fantasy epico. Mi piacevano la crudezza e il realismo dei romanzi storici. Hai ragione, la Guerra delle Due Rose mi ha influenzato, così come la Guerra dei Cent'Anni e le Crociate. Ma non voglio una comparazione uno-a-uno. Non è così semplice. Ho preso un po' di questo e un po' di quello, mischiato con un po' di immaginazione, e ottenuto qualcosa di unico e personale. Il problema dei romanzi storici è che se conosci la storia sai come va a finire. Sai cosa accadrà. Nel fantasy, no. Inventando personaggi originali, ottieni maggiore suspance. I lettori sono interessati a cosa accade e puoi fargli sentire meglio le cose.


Hai dei personaggi preferiti?

Tyrion è il personaggio più facile da scrivere. La sua arguzia e il suo humour me lo rendono interessante. Ho anche empatia con lui. È qualcosa che faccio, specialmente con tutti i POV. Quando scrivo da dentro la testa di qualcuno, tendo a vedere il mondo con i suoi occhi. Richiede un certo livello di empatia. Anche con i cattivi, entro nella loro psiche.


Quali influenze ti hanno aiutato a diventare lo scrittore che sei?

Le più profonde sono quelle sperimentate da giovane. Gli scrittori letti crescendo. Leggevo indistintamente fantasy, fantascienza e horror. Mio pare le chiamava genericamente "cose strane." L'influenza è che scrivo facilmente questi tre generi. HAVE SPACE SUIT-WILL TRAVEL di Heinlein è stato il mio primo approccio alla fantascienza. Ho letto Robert E. Howard come fantasy e poi Tolkien, che ha avuto un effetto profondo. E per l'horror, assolutamente Lovercraft.


Cosa hai letto di recente?

FLASHMAN ON THE MARCH, di George MacDonald Fraser. Sto anche leggendo qualcosa di Bernard Cornwell in questo periodo.


Quanto del tuo tempo dedichi alla scrittura?

A FEAST FOR CROWS è finito ed uscirà ad ottobre nel Regno Unito e a novembre negli USA. Questo significa che i tour inizieranno presto. Al momento passo molto tempo a fare copyediting, controllando gli errori di scrittura. Ma quando lavoro su materiale nuovo? In una buona giornata, che inizia con un buon caffé, inizio a scrivere alle 10 del mattino e poi quando alzo la testa è già sera. Ci passo tutto il giorno.


Quando ci sono momenti in cui non pensi di riuscire a scrivere anche una sola altra parola, cos'è che ti fa andare avanti?

A volte la riscrittura aiuta. La prima cosa che faccio ogni mattina quando lavoro su un nuovo libro è riprendere quanto fatto il giorno precedente. Poi inizio a modificarlo e limarlo.


C'è una fine pianificata per la tua saga, e ti ci stai avvicinando?

Sto cercando di avvicinarmici. Quando ho iniziato il mio obiettivo erano tre libri. Ora penso di farcela in sette. La storia è più complessa, ora, ma ho già pianificato la fine. Sì, so come andrà a finire.


Il tuo lavoro ha forti tematiche per adulti (incesto, ad esempio, linguaggio forte, abusi): qual è la reazione dei lettori al materiale esplicito dei tuoi libri?

Ci sono alcuni commenti negativi da parte di fan arrabbiati, specialmente per quanto riguarda il sesso. C'è una sorta di strano doppio standard. Nessuno sembra obiettare alla violenza. Posso descrivere un'ascia che entra nella testa di una persona e nessuno ha da obiettare. Ma obiettano per un pene che entra in una vagina. Rispondo semplicemente che ci sono molti altri autori che possono leggere. La maggior parte dei miei lettori ama questo angolo di fantasy adulto consapevole della sessualità umana. Sesso e amore sono alcune delle più potenti forze che ci guidano. In troppi fantasy sono trattati in modo giovanilistico o elisi del tutto. I personaggi, e molti dei miei personaggi, sono guidati da ossessioni sessuali, e credo che riflettendo su questoi libri riescano più veritieri.


Quali sono le differenze tra Hollywood e l'industria editoriale? Nella tua carriera hai incontrato entrambi i mondi.

Ho passato dieci anno a Hollywood. Ho scritto tredici episodi per la serie televisiva BEAUTY AND THE BEAST. Sono due mondi molto diversi, ma lo stanno diventando di meno via via che gli editori stanno venendo acquistati dalle multinazionali. Sta diventando più come l'industria di Hollywood che arte. Si fanno spettacoli televisivi che costano milioni o film che costano decine di milioni. Vengono coinvolte persone solo per gli aspetti finanziari. Vogliono fare film di sucesso, al posto di film di qualità. Usano focus group e sondaggi per interrogare i gusti del pubblico. Il concetto di arte è stato deteriorato. Anche con i libri le vendite sono importanti, ovviamente; siamo però ancora molto lontani da Hollywood. L'arte, come parte della nostra cultura, è molto importante. La prosa è stata il mio primo amore e sarà anche l'ultimo.


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