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Intervista a Martin - Wall Street Journal


Fonte blogs.wsj.com - Traduzione di Lord Beric




A DANCE WITH DRAGONS è al primo posto su Amazon. Quando A GAME OF THRONES, il primo libro della serie, uscì nel 1996, non era stato immediatamente un bestseller.

Non lo è stato per nulla, in effetti. Non arrivò in classifica, nemmeno delle posizioni più basse. L'unica volta, in pasasto, in cui raggiunsi il numero 1 fu con A FEAST FOR CROWS, il quarto libro della serie. Quindi la serie è cresciuta molto lentamente negli anni.


Perché ora la serie trova il suo pubblico?

Beh, penso che ci sia molto passaparolaa... la serie è diventata un argomento di attualità dopo FEAST e l'inizio dello show della HBO, e questo mi ha fornito nuovi lettori. SOno almeno raddoppiati, e forse triplicati o quadruplicati. I libri vanno bene, ma non c'è nulla come i numeri della televisione.


Spiega come questo romanzo si incastra con A FEAST FOR CROWS.

Beh, quando stavo scrivendo A FEAST FOR CROWS avevo raggiunto un certo punto in cui era chiaro che il lilbro stava diventando talmente grande che non potevo... sarebbe stato impubblicabile in quella forma. Quindi, quando ho deciso di dividere il libro in due, ho preso la decisione di non farlo cronologicamente. Invece ho detto, "dividerò il libro per personaggi, lo dividerò geograficamente..." A FEAST FOR CROWS w A DANCE WITH DRAGONS sono libri paralleli, coprono lo stesso arco temporale ma con personaggi differenti in differenti locazioni geografiche. DANCE va un po' oltre FEAST. Nella seconda metà di DANCE riprendo alcuni personaggi di FEAST in eventi successivi a quelli di FEAST. Quindi è una cosa un po' più complicata delle normali serie di libri.


Perché ti ci è voluto così tanto per finire questo libro?

Senza alcun dubbio questi ultimi due libri mi hanno richiesto più tempo di quelli precedenti. Non sono mai stato uno scrittore rapido. Se si guarda al primo libro, nessuno stava aspettando A GAME OF THRONES, ma l'ho iniziato nel 1991 e finito nel 1996. Questi libri sono veramente complicati e complessi e ci spendo molto tempo tentando di farli bene. Dal mio punto di vista, è più importante farli bene piuttosto che finirli in tempo.


Alcuni dei tuoi fan hanno espresso frustrazione on-line su quanto a lungo ti ci vuole per finire i tuoi libri. Come pensi avrebbe gestito J. R. R. Tolkien la scrittura di un libro nell'era dei blog con i lettori ad alitargli sul collo?

Sarebbe diventato matto con THE SILMARILLION. Ci ha lavorato per circa sessant'anni. Penso che lo abbia iniziato nelle trincee della Prima Guerra Mondiale ed era ancora incopmleto quando morì negli anni '70. Era un periodo differente, però. Un periodo differente ed una relazione differente tra autori e lettori. Detto questo, quelli così impazienti su questo sonouna piccola minoranza e questo deve essere esplicitato. Sono una minoranza rumorosa, hanno siti e mandano mail e posta qua e là, ma ho milioni di lettori a questo punto e ci saranno forse un centinaio di questi pazzi.


Hai scritto sul tuo blog che sei stato molto contrariato dalla consegna anticipata di A DANCE WITH DRAGONS da parte del sito tedesco di Amazon, che volevi prendere i colpevoli e vedere le loro teste su una picca. Che cosa di questo problema ti ha contrariato così tanto?

La parte sulla picca era una specie di scherzo. Sono sempre divertito da come alcune di queste cose vengono prese alla lettera. Forse dovrei fare altro invece che scherzare in giro. Non voglio richiedere davvero la pena di morte per chiunque abbia combinato questo pasticcio. I miei editori sono in effetti più contrariati di me. Avevano tutti i loro piani per un gigantesco rilascio coordinato il 12 luglio e improvvisamente abbiamo avuto notozia che della gente stava avendo il libro con due settimane di anticipo. Sfortunatamente c'è anche la questione degli spoiler. Perché anche se 180 persone effettivamente avevano avuto il libro, dal buco creatosi in Germania, abbiamo scoperto che uno di questi era un giapponese, e alcune di queste 180 persone hanno immediatamente iniziato a postare spoiler in rete. E quello non è stato divertente.


Come riesci a gestire così tanti personaggi? Scrivi tutti i capitoli di un personaggio alla volta, oppure ti muovi avanti e indietro tra i personaggi?

È una combinazione delle due cose. Non scrivo i capitoli nell'ordine in cui li leggete. Tendo a scrivere un personaggio alla volta. Ma non scrivo del tutto in questo modo. Non scrivo tutti i capitoli di Tyrion del libro in un colpo solo. Scrivo tre o quattro capitoli di Tyrion e a quel punto sono talmente avanti cronologicamente con lui che mi devo fermare e riprendere qualche altro personaggio e portarlo più o meno allo stesso livello. Questo è necessario perché se vai troppo avanti con un personaggio e poi torni indietro con gli altri questi non si coordinano più tanto bene. Ci sono contraddizioni o errori in cui si incappa. Quindi a volte scrivo e basta, scrivo di Jon Snow e per una ragione o per l'altra mi stufo di Jon Snow e lo metto a parte e scrivo un capitolo di Daenerys o che altro prima di passare ad un altro ancora. Mi isolo e sento la voce di quel personaggio nella mia testa. Ogni volta che passo da un personaggio all'altro ci sono sempre alcuni giorni in cui mi trovo ralmente in difficoltà per il cambiamento di voce e di vedere il mondo. Non è come schiacciare un interruttore, è un processo più complesso.


Dove sei arrivato con il prossimo libro della serie? Si chiamerà sempre THE WINDS OF WINTER?

THE WINDS OF WINTER, sì, questa è la mia idea. Non ci sto lavorando al momento perché ho un mucchio di altre cose da fare. Ho il mio tour per il libro e partirà tra pochi giorni. E ho alcune convention a cui partecipare. E poi c'è quella gigantesca concordance, THE WORLD OF ICE AND FIRE, che si presume io finisca entro l'anno. Ma ho circa un centinaio di pagine di THE WINDS OF WINTER, non so di preciso.


Hai sempre in mente di finire la serie con un settimo libro chiamato A DREAM OF SPRING?

Questo è il piano. Ma non scrivo nulla col sangue su questo, i piani sono sempre soggetti al cambiamento. Quando ho iniziato questa doveva essere trilogia, e ora è una serie di sette libri. Quindi questa è la mia proiezioni, il mio obiettivo, ma lo scopriremo quando avrò veramente scritto i libri.


Una volta hai detto che il fantasy deve riflettere la realtà. Puoi spiegare cosa intendi?

Beh, io penso che tutta la fiction debba riflettere la realtà. La fiction è menzogna, scriviamom di persone che non sono mai esistite ed eventi che non hanno mai avuto luogo quando facciamo fiction, che sia fantascienza o fantasy o western, mistery o che altro. Tutte queste cose sono semplicemente false. Ma devono avere un fondo di verità. Si sta in fondo scrivendo di persone, si scrive della condizione umana. Io spesso cito Faulkner, che ha detto nel suo discorso dopo aver vinto il Premio Nobel per la letteratura che "il cuore umano in conflitto con sé stesso" è l'unica cosa di cui valga la pena scrivere. E io sono sempre stato d'accordo. È vero non importa che genere si stia scrivendo, anche se ci sono i draghi o c'è un detective privato o un pistolero western, o è il cuore umano in conflitto con sé stesso, o non vale la pena leggere.


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