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Una recensione di A Dance with Dragons


Cominciano le recensioni di A Dance with Dragons!

Tra le altre, una recensione del quinto libro della saga è comparsa sulla Fantasy Hotlist, realizzata dal suo curatore, Patrick.

Eccone di seguito la traduzione:


Sì, è stata un’attesa lunga. A dire il vero, è stata un’attesa molto lunga. Un’attesa che ha dato fiato a quelli che si lamentano sempre e che odiano, un’attesa che ha visto un sacco di fango gettato sulla strada dell’autore. Un’attesa che ha sollevato le aspettative ad un livello che è un po’ spaventoso. Se me lo chiedete. Un’attesa che è stata resa molto più difficile dato il fatto che l’ultimo volume, A Feast for Crows, non era stata accolto bene quanto i suoi predecessori.

Quindi, le domande sulle labbra di tutti sono: se A Dance with Dragons varrà l’attesa, e se potrà il libro sopravvivere alle enormi aspettative che questa interminabile attesa ha generato. Beh, è con grande piacere che io rispondo di sì ad entrambe le domande! Il quinto tassello della serie delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco si sviluppa fondamentalmente su tutti i fronti. È tutto ciò che i fans volevano che fosse e qualcosa in più! ADance with Dragons non è perfetto, fate attenzione. Ma dovrebbe ridurre al silenzio i più duri detrattori di George R. R. Martin e dimostrare una volta di più che, quando sta scrivendo al massimo delle sue capacità, ben pochi autori di fantasy o fantascienza, passati o presenti, possono far girare un racconto nel modo in cui può farlo GRRM!
 
Ecco la sinossi:

All’indomani di una colossale battaglia, il futuro dei Sette Regni è appeso ad un filo - messo in pericolo da minacce che emergono nuovamente da ogni direzione. A est, Daenerys Targaryen, l’ultima discendente della Casa Targaryen, governa con i suoi tre draghi come regina di una città costruita sulla polvere e sulla morte. Ma Daenerys ha migliaia di nemici, e molti programmano di trovarla. Mentre si raccolgono, un giovane uomo si imbarca nella sua personale ricerca della regina, con in mente un obiettivo molto diverso.

In fuga da Westeros con una taglia sulla testa, Tyrion Lannister, a sua volta, sta percorrendo la strada evrso Daenerys. Ma i suoi nuovissimi alleati in questa ricerca non sono la banda di pezzenti che sembrano, e nel loro cuore si trova qualcuno che potrebbe mettere per sempre in discussione la pretesa di Daenerys su Westeros.

 
Nel frattempo, a nord giace una gigantesca Barriera di ghiaccio e pietra - una struttura forte quanto coloro che le stanno a guardia. Lì, Jon Snow, il novecentonovantottesimo Lord Comandante dei Guardiani della Notte, affronterà la sua più grande sfida. Perché ha nemici potenti, non solo all’interno della confraternita ma anche oltre, nella terra delle creature di ghiaccio.

 Da tutti gli angoli, amari conflitti si rinfocolano, intimi tradimenti sono perpetrati, ed una grande massa di fuorilegge e di preti, di soldati e di metamorfi, di nobili e schiavi, affronterà ostacoli apparentemente insormontabili. Alcuni cadranno, altri cresceranno nella forza dell’oscurità. Ma in un’epoca di crescente irrequietezza, le maree del destino e della politica porteranno inevitabilmente ad una danza più grande di tutto.

La costruzione del mondo è sempre stato uno dei miei aspetti preferiti della serie. Garantito, GRRM tiene le sue carte abbastanza coperte al petto a questo riguardo, e lo sta facendo fin dal primissimo volume. Da qui, le occhiate tantaliche che ci offre di tanto in tanto aggiungono nuova profondità ad un arco narrativo già complesso e agli stratificati intrecci che formano il dietro le quinte di tutta la serie. Questa volta, finalmente scopriamo di più a proposito del Disastro di Valyria. Più informazioni di sfondo sulle terre oltre la Barriera, sulle Città Libere, sulla Baia degli Schiavisti e sul passato di Westeros sono svelate dai vari punti di vista del libro. Io mi sono divertito particolarmente con la parte narrata dal punto di vista di ser Barristan Selmy. Avendo servito un certo numero di re come membro della Guardia Reale, il cavaliere ci offre una interessante prospettiva riguardo gli eventi che hanno portato agli attuali conflitti su entrambi i lati del Mare Stretto.
 
Molti pensano che il più grande difetto di A Feast for Crows è stato il fuoco ristretto della narrazione su un limitato numero di archi narrativi. Nel bene o nel male, Martin ed i suoi editori hanno scelto di concentrarsi sugli eventi che avvenivano ad Approdo del Re e dintorni, nella Isole di Ferro e a Dorne. Molti hanno pensato che questo fuoco ristretto ha impedito al romanzo di essere epico quanto i suoi predecessori. Cosa che, devo dire, è vera. D’altra parte, A Dance with Dragons è un libro mostruoso. L’azione si svolge in una panoplia di paesi, regioni, città, e località, ognuno col proprio sapore. Così, A Dance with Dragons è, per stile e tono, più simile ai primi tre volumi che ad A Feast for Crows.
 
La caratterizzazione è di una testa e di tutte le spalle fondamentalmente superiore a qualsiasi altra cosa sul mercato. Al suo meglio, Martin più fare cose con i suoi personaggi che altri autori possono solo sognare. E lasciatemi dire che GRRM è in forma smagliante in questo libro! Comprensibilmente, il nucleo principale del romanzo è ricompreso nei punti di vista di Jon, Tyrion e Daenerys. Questo dovrebbe far piacere ai fans cui questi personaggi sono mancati per un decennio. E tuttavia, le parti sui punti di vista secondari, almeno per me, sono ciò che dà al libro la maggior parte dei suoi momenti memorabili. Che non è come dire che i “Tre Grandi” non conquistano. Ma il cast di supporto è responsabile per almeno un po’ di sorprese lungo la strada.


Da un certo punto di vista, A Dance with Dragons è il libro di Jon. Diventare Lord Comandante dei Guardiani della Notte ha costretto il figlio bastardo di Ned Stark a maturare molto rapidamente. L’inverno forse sta arrivando su Westeros, ma sulla Barriera c’è già. Spetta a Jon preparare il Nord alla venuta degli Estranei, ed alcune delle sue decisioni non aggraderanno molto agli altri Guardiani della Notte o a chiunque altro. Il dovere pare essere il tema principale dell’arco narrativo di Jon e Daenerys, con entrambi i protagonisti che seguono strade diverse mano a mano che tentano di affrontare ciò che li aspetta. Jon, anche se è costretto a fare delle scelte che potrebbero costargli la sua posizione e anche di più, accetta la responsabilità che gli è stata affidata e mette in movimento vari schemi che aiuteranno il Nord ad affrontare la minaccia rappresentata dall’arrivo di un lungo inverno. In questo, è decisamente il figlio di Ned Stark, che mette l’onore e il dovere prima dei propri desideri. La crescita del personaggio è evidente, mostrando un giovane uomo ligio al dovere per proteggere coloro che servono sotto di lui e gli innocenti che ha giurato di proteggere. La Barriera può stare per sbriciolarsi, i vari forti sono sguarniti, Stannis e la sua Regina sono grandi spine nel fianco, tuttavia Jon si sforza di rimanere fedele a se stesso e al suo giuramento.
 
Danerys, d’altra parte, rifiuta di fare ciò che deve. Capisce quale sia il suo dovere, sa cosa c’è bisogno di fare, ma esita prima di dare l’ordine che spargerà sangue nelle strade di Meereen. Questo arriva come una sorpresa decisamente spiacevole per me. Dany viene da un lungo percorso da quando l’abbiamo vista per la prima volta come una adolescente bella e innocente in A Game of Thrones. Mi stavo aspettando una donna cresciuta in A Dance with Dragons, madre dei draghi e legittima regina di Westeros, pronta e convinta di fare ciò che sarebbe stato necessario per reclamare il suo diritto di nascita. Temperata dalla perdita e dalla guerra, mi sarei aspettato che Daenerys fosse maturata, fosse diventata una regina di fatto oltre che di nome. Sfortunatamente, le ordalie l’hanno lasciata una governante spaventata e ambivalente, che non vuole pagare il prezzo per ottenere ciò per cui ha girato mezzo mondo. Messa sotto scacco da complotti e minacce da ogni parte, il suo arco narrativo è riempito di una ragazza che affronta dilemmi morali e si rifiuta di agire come una regina dovrebbe. Deludente, come minimo. Agirà prima che sia troppo tardi?

L’arco di Tyrion offre il più alto numero di sorprese. Anche se il nostro nano preferito mantiene sempre la solita arguzia, tutto ciò che Tyrion ha affrontato negli ultimi mesi lo ha lasciato un po’ più riflessivo e umano. Ciò nonostante, il suo arco narrativo vi tirerà fuori un bel numero di risate e di sorrisi. Con una taglia sulla sua testa, Tyrion deve trovare la via per raggiungere Daenerys anonimamente, non un’impresa facile per il Folletto. Ma presto, si avvicina fin troppo ad un segreto mantenuto gelosamente, che potrebbe scuotere il mondo. È arrivato come un colpo per me che un arco narrativo così importante potesse fare la sua entrata in gioco così tardi. Scommetto che GRRM ha molti altri assi nella manica.
 
Dato che più di metà di A Dance with Dragons scorre parallelamente ad A Feast for Crows, le prime 500 pagine o qualcosa di simile mostrano qualche capitolo di Bran. Niente che offra qualche specie di soluzione, naturalmente, ma la sua linea narrativa va avanti, anche se non quanto molti fans vorrebbero. C’è un nuovo personaggio punto di vista che gioca un ruolo importante in questo romanzo. Comunque, dato che questa è una recensione spoiler-free diffusa prima della data di pubblicazione, mi tratterrò dal dire di più. È sufficiente dire che questo nuovo punto di vista offre una nuova prospettiva su certi eventi, passati e presenti, ed è legato con un certo numero di linee narrative. Proprio quando pensi che A Song of Ice and Fire non potrebbe diventare più complesso, A Dance with Dragons alza l’asticella ancora un po’. I punti di vista secondari includono Davos e Reek, entrambi intesi a preparare la strada a ciò che sta avvenendo al Nord. Lo stesso vale per il punto di vista di Asha Greyjoy.


Dato che A Dance with Dragons si muove oltre la cronologia del quarto volume, la narrazione ritorna sulla linea narrativa dorniana, che coglie l’attimo e sale ad un nuovo livello. Come se ancora non ci fosse abbastanza politica, ben presto realizziamo che il Principe Doran non è il debole governante che molti ritengono. I punti di vista di Victarion Greyjoy, Jaime, Cersei e Arya hanno tutti dei capitoli nella seconda parte del libro, ma questi capitoli più o meno preparano la strada a ciò che avverrà in The Winds of Winter. Come ho detto, il personaggio punto di vista più interessante nella seconda parte del libro è ser Barristan Selmy. In aggiunta, la misteriosa e scioccante linea narrativa inizialmente legata a Tyrion ottiene un proprio personaggio punto di vista subito prima della fine del libro, indicando che nulla sarà più come prima a Westeros da qui in avanti.

Per un romanzo così ampio, il ritmo è raramente una questione. GRRM tiene in aria un po’ di palle contemporaneamente, legando tra loro fili scompagnati qui e introducendo intrecci inaspettati lì. Così per la maggior parte, il ritmo è fluido ed il libro ti costringe a girare pagina continuamente. Solo le sezioni dal punto di vista di Daenerys si trascinano dopo un po’, inducendomi a chiedermi perché Martin si affatichi a scrivere così tanti capitoli dedicati a lei quando molti si limitano a mostrarla riflettere su cosa fare e rifiutare di fare ciò che deve. Ma a parte questo, questo è un libro che vi terrà svegli ben oltre l’ora di andare a dormire per un po’ di notti.


Ciò che molti potrebbero trovare scoraggiante è il fatto che fondamentalmente tutti i principali archi narrativi finiscono con dei cliffhanger. E sto parlando di grandi cliffhanger, qui, specialmente quello che conclude l'arco narrativo di Jon. In una serie che ha la sua buona dose di scene e momenti sorprendenti, A Dance with Dragons ne ha uno che sta proprio dalle parti delle Nozze Rosse! Ciò nonostante, l'assenza di soluzione di continuità può irritare alcuni lettori, dato il fatto che siamo consapevoli che il volume 6 non sarà pubblicato l'anno prossimo.
 
Alla fin fine, penso che A Dance wih Dragons sia tutto ciò che I fan di ASOIAF avrebbero potuto sperare. Mostra la scrittura di George R. R. Martin al suo massimo, porta avanti la storia come nessun altro tassello finora. Si è dimostrato ormai che quei lamentosi che proclamano che GRRM ha perso di vista l'obiettivo e la voglia di vedere il progetto nel suo complesso si stavano sbagliando. Non solo questo romanzo è tutto ciò che erano gli altri, ma GRRM anzi la staccionata ad un livello ancora maggiore di prima. La mancanza di un vero finale può indispettire alcuni lettori, sicuramente, ma A Dance with Dragons offre così tanto in termini di movimento di trama, rivelazioni, e momenti scioccanti che in effetti non importa poi molto. E prepara il terreno per un incredibile The Winds of Winter.


È vero, George R. R. Martin può essere uno scrittore lento. Gli piace andare alle conventions. Ama il football. Gli piace coordinare antologie e lavora sui libri delle Wild Cards. È vero, è impegnato a lavorare in tandem con la squadra HBO sulla serie TV. È vero, molto probabilmente non può dedicare tutto il tempo che gli piacerebbe a finire A Song of Ice and Fire. Ma sapete cosa? Se devo aspettare un po' di anni per avere un libro di questa qualità, io dico che ne vale la pena...

Come molti di voi sanno, ho vinto una scommessa sul football con George qualche tempo fa. Ho perso le nostre due prime scommesse, è vero, ma questo non c'entra niente! :P Comunque, la mia vittoria ha significato che avrebbe basato un personaggio su di me e poi lo avrebbe macellato in un modo violento e sanguinoso. Questa è stata la mia sola richiesta. Volevo una morte memorabile. Entra Ser Patrek della Montagna del Re (un riferimento a Montréal, dato che ci siamo incontrati alla Worldcon nel 2009). Potete notare che lo stemma della Casa di Ser Patrek è molto simile ai colori dei Dallas Cowboys. Non si tratta di una coincidenza. Io mi aspettavo che George avrebbe creato un personaggio molto minore basato su di me e poi lo avrebbe ucciso alla pagina seguente. Ma è stato molto carino da parte sua fare di me un cavaliere dell'entourage della Regina Selyse, per farmi apparire in un po' di capitoli in modo che io potessi ridicolizzarmi da solo, e poi uccidermi (sì, iin modo decisamente violento!) in quello che è probabilmente il capitolo più pieno di spoiler di tutto il romanzo! È l'ideale di qualsiasi fan, essere immortalato in un modo così. Vedrete. È una buona morte!

Impossibile da mettere giù.


Ed ora via con The Winds of Winter!
 
Il verdetto finale: 9/10


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