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Il sogno dei draghi nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco


Ed ecco un altro dei saggi con cui Elio Garcia e Linda Antonsson ci allietano da qualche tempo.

E questa volta il tema sono i draghi!

Il sogno dei draghi nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

L’ascesa al potere dell’Impero di Valyria circa cinquemila anni fa, secondo la leggenda, ha coinvolto una serie di grandi guerre contro l’Antico Impero di Ghis. Questi scontri titanici - un’eco delle guerre puniche tra Roma e Cartagine per il controllo del Mediterraneo - finivano sempre con la vittoria di Valyria. Perché? I draghi. I Valyriani sono stati il primo (e, per quel che ne sappiamo, l’unico) popolo al mondo ad addomesticare i draghi. Le Quattordici Fiamme di Valyria, grandi vulcani, possono essere stati attraenti per i draghi; sembra che bramassero il caldo, e si dice che all’interno delle Quattordici Fiamme i wyrms, che erano legati ai draghi, si rintanassero nelle pietre solide. Gli stessi Valyriani avanzano pretese ad una leggendaria discendenza dai draghi, con il sangue dei draghi nelle loro vene.

Qualsiasi sia la realtà, i draghi cambiavano completamente la partita nel bilanciamento del potere in Essos. La quinta e ultima guerra con l’Antico Impero ha posto fine alle pretese Ghiscari, con i Valyriani che radevano al suolo Vecchia Ghis e cospargevano i suoi campi di sale, zolfo, e teschi (un’altra eco della distruzione romana di Cartagine e della semina delle sue terre con il sale). La potenza dei draghi era invincibile, e sembra che nessuna fosse in grado di affrontarli con successo. Quando i Valyriani hanno volto i loro occhi sull’antica e grande civiltà dei Rhoynar, il Principe Garin il Grande ha guidato un esercito di un quarto di millione di uomini contro Valyria... e sembra che la loro sconfitta sia stata disastrosa. Quando Nymeria è fuggita a Dorne, i cantastorie dicono che le sue diecimila navi fossero piene di donne e bambini, suggerendo che tutti gli uomini in età per combattere (o la maggior parte di essi) fossero morti nel conflitto con Valyria.

I draghi sembravano invincibili, e l’Impero pare aver stabilito la propria egemonia su gran parte di Essos, o almeno sulla sua parte occidentale. Con i loro draghi a mantenere le loro conquiste e a vincere le guerre nelle quali potevano guadagnare sempre più schiavi, ricavarono molta ricchezza dalle Quattordici Fiamme, e sembra che la ricchezza mineraria fosse ciò cui i Valyriani aspiravano maggiormente. Del perché, non siamo sicuri - forse per continuare a fondare nuove espansioni territoriali? O forse perché aveva un ruolo nella stregoneria? Chi lo sa. Curiosamente, quando si sono espansi a ovest... si sono fermati alla Roccia del Drago, sembra, e pare che non abbiano mai tentato di andare più a ovest, nonostante la favolosa ricchezza di Castel Granito e dei suoi sudditi, grazie agli enormi giacimenti di oro e di argento nell’area.

Dopo il Disastro, Valyria è stata distrutta, e l’Impero non ci fu più. Sembra che le varie Città Libere abbiano combattuto per il potere, con Braavos - la “città nascosta”, fondata da schiavi fuggitivi e rifugiati in un posto fuori mano che i Valyriani non hanno mai trovato - che sviluppò alla fine un grande potere sul mare. Gli ultimi draghi erano sulla Roccia del Drago, l’ultimo avamposto occidentale dell’Impero, ed il controllo su di loro era dei Targaryen. Sembra, dalla datazione di quando si dice che le armi Valyriane siano arrivate a Westeros, che i Targaryen abbiano barattato alcune riserve di quelle armi per mettere al sicuro la loro sede sulla Roccia del Drago durante il periodo caotico che è seguito al Disastro. Ma non si sono mescolati, per qualcosa come un secolo, fino a che i tre grandi draghi sono cresciuti veramente molto. Martin ha affermato all’ultima Worldcon che Aegon e le sue sorelle furono avvicinati per unirsi ad una sorta di alleanza per controllare le Città Libere, ma scelsero di andare ad ovest anziché ad est.

Il Campo di Fuoco ed Harrenhal sono stati i due principali eventi della conquista che hanno fatto sì che tutti gli altri venissero messi in riga, più o meno; ha vinto quattro dei Sette Regni con queste due vittorie, ed un quinto (il Nord) si è arreso per la forza di essi. Sembra che le terre della tempesta siano state conquistate militarmente e senza l’aiuto dei draghi, e non siamo sicuri di come i Re dela Montagna e della Valle siano giunti a perdere la corona... ma poi c’era Dorne. Dorne, significativamente, rimase non conquistata a dispetto dei draghi. La ragione? Guerriglia, per usare un termine moderno; impararono la lezione che nessun altro aveva notato, e precisamente che rinchiudersi in un castello o riunendosi in un grande esercito per una battaglia campale evidentemente non era il modo di affrontare i draghi. Fecero sanguinare il Conquistatore e le sue sorelle, fino a che in un modo o nell’altro essi si arresero; ci piace immaginare che Aegon in fin dei conti si dichiarò vincitore e se ne tornò a casa, sostenendo di governare Dorne senza effettivamente farlo, un po’ come i re inglesi ad un certo punto reclamarono la corona di Francia.

Il periodo dopo il Conquistatore non è stato necessariamente incruento – Maegot il Crudee ha ffatto in modo che non lo fosse- ma I draghi erano evidentemente dei potenti persuasori, anche se cominciavano a crescere un po' meno. Era un problema che sconcertava i maestri, che avanzarono la teoria che I draghi fossero destinati a volare in cielo piuttosto che chiusi in gabbie o nellle celle della Fossa dei Draghi, per quanto grandi. I tre grandi draghi morirono, uno per uno, in guerra (I draghi Valyriani, che erano stati cresciuti per la battaglia, tendevano a morire in guerra; in caso contrario, qualcuno sostiene che i draghi sarebbero vissuti in eterno) e i loro successori furono sempre più piccoli, fino all'ultimo drago, che era una creatura malata e storpia. Grazie alla Danza dei Draghi, nella quale il fratello combattè la sorella e i draghi combatterono i draghi, la grande maggioranza di loro fu tolta di mezzo. Quell'ultimo drago sarebbe morto nell regno di Aegon III Veleno di Drago, ed alcuni sostengono che egli lo abbia avvelenato perché aveva paura dei draghi fin da quando uno avveva mangiato sua madre Rhaenyra davanti ai suoi occhi.

E qui, dopo tutta questa ricostruzione storica, è dove le cose si fanno interessanti. Perché l’ultimo drago può anche essere morto, ma il sogno dei draghi è continuato, e quel sogno ha influenzato il corso della storia. Ci viene raccontato che un certo numero di re ha cercato di riportare in vita i draghi, in un modo o nell’altro. Aegon Veleno di Drago fece attraversare il Mare Stretto a nove maghi per usare la loro magia. Baelor il Benedetto pregò sulle uova. Aegon il Mediocre costruì draghi di ferro e legno (perché lo abbia fatto, non ne abbiamo idea, ma data la sua reputazione probabilmente non stava pensando a niente di buono). Aerino Fiamma Lucente bevve l’altofuoco nella speranza che questo lo avrebbe trasformato in un drago (in realtà lo tramutò in cenere). Tutto senza nessun risultato. I draghi non arrivano così facilmente.

Quando Daemon Blackfyre si ribellò, quasi abbattendo il regno del suo fratellastro (o cugino, a seconda di chi ascoltate) Daeron il Buono, mandò un uomo di nome Quickfinger a cercare di rubare a Targaryen alcune uova, forse perché servissero da simbolo… o forse per cercare di risvegliarli lui stesso, per provare una volta per tutte che egli era il vero re. Dopo di lui, suo figlio Daemon II provò ad ottenere un uovo e a farlo sviluppare, credendo che i suoi sogni profetizzassero che un drago sarebbe nato se lo avesse fatto; il suo complotto si incartò, ma un drago nacque, in un certo senso, nella forma di un più maturo e sottile Principino Aegon Targaryen, che un giorno sarebbe diventato re. Come succede, quel particolare uovo di drago sparì da Whitewalls, probabilmente cadendo nelle mani del supposto stregone chiamato Bloodraven, un discendente di Aegon il Mediocre e a quel tempo Primo Cavaliere del Re. Cosa accadde di quell’uovo? La sua descrizione combacia quasi del tutto con una delle tre uova presentate ad una certa giovane sposa Targaryen, nel giorno del suo matrimonio con un certo signore della guerra Dothraki…

Forse il più importante di questi passati sforzi per risvegliare un drago, nei termini del suo impatto sulla presente linea narrative, fu Sala dell’Estate. La residenza estiva dei Targaryen, costruita da Daeron il Buono al confine tra l’Altopiano, le terre della tempesta e Dorne come segno della pace che egli aveva portato, è oggi una rovina bruciata. “Sala dell’Estate” è un nome pieno di connotazioni tragiche nei Sette Regni, tutto grazie al sogno dei draghi. Sembra che Aegon V l’Improbabile, quel giovane Principe Aegon degli anni precedenti, tentò di risvegliare uno o più draghi solo per ottenerne una catastrofe. Morirono Aegon, suo figlio Duncan il Piccolo, e forse anche il Lord Comandante della sua Guardia Reale, Ser Duncan l’Alto. Jenny di Vecchie Pietre, l’amante o moglie del Principe Duncan il Piccolo, divenne protagonista di una canzone triste, in cui danza per i suoi fantasmi… e quando arrivò la rovina, una specie di drago era nato, l’ultimo dei draghi secondo alcuni: il Principe Rhaegar.

Sala dell’Estate segnò la sua nascita e segnò tutti i suoi giorni dopo di allora, portandolo sulla strada a cui credeva di essere destinato. “Il drago ha tre teste”, vediamo in uno strano sogno-visione, e questo sembra certamente aver spinto Rhaegar a chiamare i suoi figli Aegon e Rhaenys, come due dei tre fratelli Targaryen che conquistarono Westeros. Naturalmente, noi sappiamo come è andata a finire (beh, sappiamo in gran parte; una parte rimane in discussione, ma lasciateci dire che ci sono una teoria o due a proposito di questo). Fuoco e sangue visitarono la Casa Targaryen, e tutto ciò che ne rimase furono Viserys e Daenerys, fuggitivi. Viserys coltivò i suoi piani, Daenerys sposò il suo khal, e alla fine di quei tre nuovi draghi che ci sono nel mondo. Ma come vediamo, avere i draghi non significa da solo che tu possa dettare il destino del mondo: tutti li vogliono, e quando sono giovani, non sono così pericolosi. Mano a mano che diventano più grandi, naturalmente, diventano sempre più una minaccia… ma come possono essere controllati? C’è un suggerimento che abbiano un’affinità con quelli con sangue Valyriano, così quello senza dubbio aiuta. Laggiù sulle Isole di Ferro, veniamo introdotti ad un corno infernale che si suppone possa controllare i draghi (a noi ricorda abbastanza i corni usati dai Melniboniani per risvegliare i loro draghi dormienti), ma a qualche costo. Era così che facevano i Valyriani? E se è così, Daenerys si troverà tra le mani un corno di questo genere? Ne avrà anche solo bisogno?

Così tante domande. Ciò che sappiamo è che il suo ultimo romanzo, A Dance with Dragons, probabilmente sarà abbastanza preoccupato da domande come queste. Sarà interessante vedere quali risposte (e quali nuove domande, naturalmente; non sarebbe un romanzo de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” senza qualche nuova domanda nel mezzo) il romanzo potrà dare. Il sogno dei draghi ha formato un pezzo così grande dell’ambientazione storica che sembra inevitabile che formi allo stesso modo il presente ed il futuro, ma sembra che fuoco e sangue viaggino sempre al loro risveglio.


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