La Barriera 3.0 - Sito Italiano non Ufficiale su George R.R. Martin

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Intervista a Martin - Book Help


Fonte book.consumerhelpweb.com - Traduzione di Lord Beric




Qual è stata la reazione più memorabile o strana che hai avuto dai lettori dei tuoi libri?

Ho ricevuto lettere da persone che hanno detto di essersi messe assieme per via dei miei libri. Dicono di aver visto qualcuno leggere uno dei miei libri e di aver iniziato a parlargli. Più tardi si sono fidanzati o sposati. Quelle sono sempre lettere interessanti da ricevere.
Ho ricevuto una lettera da un tipo in Iraq a cui è stato ucciso un amico. Hanno trovato un mio libro tra gli effetti di quella persona. Il tipo ha iniziato a leggerlo e ora ogni volta che legge i miei libri pensa sempre al suo amico.
C'è una crescente tendenza di chiamare i bambini sulla base dei miei personaggi. Alcuni sono evidentemente ispirati dai personaggi stessi. Ad altri semplicemente piace il suono del nome. Molta gente oggi sceglie il noem per i bambini in base a questo. È un po' strano per me. Sono di una generazione più vecchia, cresciuto nella tradizione di chiamare la gente da altra gente... persone che si ammirano. Oggi si scelgono i nomi dai libri dei nomi per bambini sulla base del suono.


Come hai scelto i nomi per A SONG OF ICE AND FIRE?

Li ho presi da un libro di nomi per bambini.
A dire il vero, i nomi di A SONG OF ICE AND FIRE sono stati qualcosa a cui ho dedicato un discreto tempo. Ho violato parecchie regole di quelle che ti insegnano quando sei un giovane scrittore. Quando ero più giovane, cercavo di non violarle: mai avere due personaggi nella storia il cui nome inizia con la stessa lettera; la gente si confonde. Sicuramente mai avere due personaggi con lo stesso nome perché la gente si confonde parecchio.
Sapevo che la prima regola non poteva funzionare perché dopo il primo capitolo avevo più di ventisei personaggi, e non è desiderabile avere troppe Q o X in giro. Ho letto molta storia medievale per prepararmi a questa serie. Mi sono imbattuto nella storia inglese e i nomi sono tutti Henry e Edward. Nella storia francese sono Louis e Philippe. Anche le famiglie secondarie sono solite avere gli stessi nomi a ripetizione. Ci sono particolari nomi associati a particolari casate. Ho deciso di farlo... e all'inferno le regole. I lettori possono prestare attenzione. Persino alcuni personaggi a volte si confondono su quale Brandon sia oggetto della conversazione.
Credo che questo abbia dato al mondo maggiore verosimiglianza. Il nostro mondo - anche moderno - è pieno di David, Steven e Brian. Come si fa a non confondersi? Si possono usare le medesime tecniche in un libro.


Hai ricevuto numerosi premi, Nebula, Hugo, Locus... Quale ha avuto il maggiore significato o impatto per te?

Non penso che un qualsiasi premio abbia un impatto sulla scrittura. Non dovrebbe, almeno. Non puoi scrivere per vincere un Hugo o un Nebula. Si scirve la miglior storia possibile. Se qualcuno poi vuole darti un premio per questo, è fantastico. Ma che vinca un premio non la rende migliore. Se non riesce a vincerlo, non è peggiore. Non impatta sul processo creativo.
Commercialmente, i premi sono utili, specialmente per un giovane scrittore. Sono stato nominato per il Campbell Award nel 1973, il primo anno in cui venne indetto. Persi, ma il fatto che fossi nominato, che fossi indicato come uno dei cinque esordienti degli ultimi due anni, mi incoraggiò ed emozionò fortemente.
Dicono sia un onore essere anche solo nominati per un premio, ed è vero. Ho avuto molto incoraggiamento dai premi in quei primi tempi, e la sensazione che la gente apprezzasse quello che facevo.
Invecchiando, i premi continuano ad essere gratificanti ma non fanno più la differenza, commercialmente, sulla carriera.


Se potessi scegliere solo uno dei tuoi libri per essere celebrato come capolavoro tra tutti, quale sceglieresti?

Questa è una domanda difficile. A SONG OF ICE AND FIRE è una sola, lunga, storia. Prendere uno dei libri e dire che è grandioso è come dire che i capitoli dal 17 al 32 sono fantastici e quelli dal 32 al 35 non lo sono.
Spero che per quando l'avrò finita, la storia sarà bella, ma non ho ancora finito. Non posso dirlo ora perché posso ancora interromperla. Oppure può venirmi un colpo e posso lasciarla incompiuta. Non si può dire che una storia è bella se non è completa. Una grande storia necessita di un inizio, di un mezzo e di una fine.
È la più grande e ambiziosa storia con cui mi sia mai cimentato. È davvero una canzone del ghiaccio e del fuoco.


Hai detto che "l'arte non è la democrazia. La gente non vota per come va a finire." Così facendo hai zittito tutte le storie scritte dai fan, le mail, le richieste che un certo personaggio sia salvato o che una trama viri in una direzione piuttosto che un'altra? E cosa dici riguardo alle critiche... qualcosa di quello che ti scrivono influenza il tuo lavoro futuro?

Ricevo lettere dai fan su come sto procedendo con la storia. Alcuni di loro smettono di leggere i miei libri perché colpiti dalla morte del loro personaggio preferito. Per ciascuna di quelle lettere, tuttavia, ne ricevo cento che dicono "Grazie per aver ucciso quei personaggi," perché rende l'opera più reale.
C'è una certa quantità di persone che mi scrive di lasciar vivere una certa persona. Io rispondo, "Grazie per il suggerimento," e dico loro di continuare a leggere.
All'inizio della mia carriera, filtravo attivamente le critiche. Vivevo a Chicago e avevo fondato il Windy City Writers Group. Era un gruppo di scrittori di fantascienza professionisti che si riunivano per scambiarsi storie e giudicarle. È utile avere questo tipo di critiche, specialmente quando la storia non è pubblicata perché puoi ancora modificarla. Si tratta di qualcosa di cui si ha meno bisogno via via che si accumula esperienza come scrittore. Si diventa più confidenti - forse troppo. Si diventa più consapevoli di quello che si fa e si trova la propria voce.
Per un giovane scrittore, partecipare a qualcosa come Clarion o Clarion West è un sistema fantastico per lanciare la propria carriera.


Qualche personaggio o trama ha avuto sviluppo che non ti aspettavi, oppure tutto è rimasto in linea con i tuoi piani originali?

Alcuni dei personaggi si muovono assolutamente per conto loro. Scrivi un capitolo e pensi che dovrà arrivare ad un certo punto ed un personaggio si mette a fare o a dire qualcosa che ti porta in una direzione completamente differente. Quindi ti tocca seguirlo. A volte non funziona. A volte scrivi per tre giorni e poi ti rendi conto che non funziona nulla, torni indietro e ripeti, rimetti al suo posto il personaggio e riparti.
A volte, invece, il giro si rivela essere più bello. Ti devi fidare del tuo istinto in queste cose.
In effetti, in questo periodo non butto via nulla. Metto tutto da parte. Lavoro al computer, e se taglio qualcosa, lo metto in un file di frammenti. Mi salvo tutte le vecchie versioni. Se ad un certo punto del processo penso che la versione originaria sia migliore di dove mi sono ritrovato dopo aver riscritto quattro volte, ci ritorno. Se mi sembra meravigliosa come la ricordavo, la riprendo.


Quanti background hai creato? Hai realizzato la fisica del mondo, la geografia, la storia, l'astronomia, eccetera?

Ho un certo numero di genealogie nelle appendici. Le appendici crescono con ogni libro. Ho anche un certo numero di background nella mia mente. Nella genealogia di una casata, segno i tre figli di un certo lord e lady. Mentre la scrivo, ho qualcosa nella mia testa o nei miei appunti. Ho alcuni segreti che riguardano loro o la loro personalità o il loro destino. C'è un background... ma è soggetto a cambiamenti. Nulla è in effetti definitov fino a che non compare nei romanzi.
Ho segnalato questa cosa con alcuni dei prodotti di spin-off. Alcuni dei produttori per i giochi volevano usare i miei appunti o altro materiale in mio possesso. Ho dato il permesso, ma li ho avvisati che la storia è ancora in corso. Se la cambio, la versione ufficiale è quella dei libri. I prodotti di spin-off sono divertenti, ma non costituiscono un canone.
È una distinzione strana, artificiosa, in cui mi sono imbattuto. Mi ricorda di quando ero un ragazzino e leggevo i fumetti di Superman. Di tanto in tanto c'era una "storia immaginaria". Cosa sarebbe successo se Superman e Lois Lane si fossero sposati? Anche da ragazzo, pensavo, "Se queste sono storie immaginarie, quali sono le altre?"
Ho tolto apposta la scala dalla mappa perché non volevo persone con il righello in mano a scrivermi lettere ossessive-compulsive tipo, "Hai detto che ci volevano cinque giorni, ma ho misurato e bastano tre giorni." Ricevo di queste lettere malgrado i miei sforzi per restare vago. Forse avrei dovuto essere più specifico. Tolkien era molto metodico. Ha indicato ogni distanza e sapeva dove si trovava ogni personaggio in ciascun giorno. Ci ha messo quindici anni a scrivere i libri e ancora di più per THE SILMARILLION, che è rimasto incompiuto alla sia morte. I miei fan non sono stati contenti per i cinque anni che ci sono voluti per l'ultimo libro. Non volevo impantanarmi in questo tipo di dettagli.


Come hai deciso quali personaggi sarebbero finiti in A FEAST FOR CROWS e quali sarebbero stati spostati in A DANCE WITH DRAGONS?

È stata principalmente una questione di geografia. La prima che ho fatto è togliere i capitoli dei personaggi che erano su altri continenti. Principalmente Dany, che è stata lontana dagli altri per tutti e quattro i libri. Ho anche tolto altri personaggi che si sono spostati di continente.
Poi, ho tolto i personaggi che hanno maggiormente a che fare con il Nord, anche perché il Nord è geograficamente separato da Approdo del Re. Quando ho fatto questa divisione, il libro non era ancora pronto. Era troppo lungo per essere pubblicato e avevo ancora centinaia di pagine da scrivere. Ho tolto le parti non finite in modo da avere un libri finito.
La cesura è buona per quanto riguarda la geografia. Avrei potuto togliere Arya. Ho esitato perché è su un altro continente, ma ha solo tre capitoli. Avrei spostato Jon Snow, Tyrion e Dany - tre dei quattro personaggi più popolari - nell'altro libro. Se avessi spostato anche Arya, non sarebbe stata una buona idea. In effetti lei appare in entrambi i libri.


Perché la Barriera è così alta?

Per tenere lontane le cose cattive.
Una fonte di ispirazione è stato il Vallo di Adriano. Nel fantasy, tutto è più grande. Una mia amica, Lisa Tuttle (abbiamo scritto WINDHAVEN insieme), si era appena spostata in Scozia e mi stava portando in giro. Ci stavamo spostando sulla sua macchina e siamo arrivati al tramonto al Vallo di Adriano. I bus se ne stavano andando. Abbiamo camminato sulla cima della muraglia fino a che il sole non è tramontato. Era autunno. Stavo lassù e guardavo le colline scozzesi e pensavo come sarebbe stato essere un centurione romano dall'Italia, dalla Grecia o persino dall'Africa, coperto di pelliccia e non sapendo cosa sarebbe arrivato dal nord. Volevo catturare quell'emozione.
Il Vallo di Adriano è imponente, ma non è davvero alto. Una scala robusta permetterebbe di scalarlo. Quando si fa del fantasy, tutto deve essere più grande rispetto alla realtà. I castelli sono più grossi. Il fantasy è pensato su una scala più grande e con colori più vividi.


Hai scritto numerose sceneggiature e sei stato direttamente coinvolto nella produzione di THE TWILIGHT ZONE e BEAUTY AND THE BEAST. Hai detto una volta che sarebbero serviti diciotto film per raccontare la tua storia, ma che ne pensi di adattare THE SONG OF ICE AND FIRE in una serie TV a più stagioni? Se fosse una serie TV, saresti altrettanto rapido nell'uccidere i personaggi più amati?

I miei agenti hanno ricevuto offerte, ma per il momento non c'è niente. È una cosa molto grande e complessa. Non è un tipo di storia da pop-corn. I personaggi sono molto complessi. Attori e direttori li apprezzerebbero, ma non so se piaceranno ai produttori. C'è molto sesso, incesto, violenza, massacri, e tradimenti. Ad alcuni piacciono queste cose, ma non può essere un normale show televisivo. Deve essere qualcosa della Showtime, HBO, BBC... qualcuno che si occupa di materiale più adulto.
Ho lavorato ad Hollywood abbastanza a lunco da sapere che una simile storia deve cambiare, perché il mezzo di comunicazione è differente. Quelli sono cambiamenti sensati: uno show televisivo non è un libro. La storia deve adattarsi al mezzo. Tuttavia, il 90% delle modifiche non è necessario. Non sono fatte per adattarsi al mezzo; sono fatte perché c'è qualche direttore o sceneggiatore idiota che pensa di migliorare il tutto e la maggior parte delle volte non ci riesce.
Prendiamo quell'atrocità di EARTHSEA. Non c'era bisogno di buttare via la storia e riscriverla mantenendo gli stessi nomi dei personaggi. È tiro di dado: non sai cosa verrà fuori.
Roger Zelazny era un mio caro amico. Quando la gente parlava di DAMNATION ALLEY - una sua storia trasformata in un pessimo film - lui citava James M. Cain, "Hollywood non ha fatto nulla ai miei libri. Sono sugli scaffali, e sono gli stessi di quando li ho scritti."


Tu giochi di ruolo. Giochi nel mondo di A SONG OF ICE AND FIIRE oppure la cosa sarebbe troppo simile ad un lavoro?

No, sarebbe un disagio. Sono felice se altri ci giocano, ma io sono troppo coinvolto.


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