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La penna é potente quanto la spada - Articolo sul New York Post


Questo simpatico articolo, che parla del fandom vecchio e nuovo delle Cronache é di recente apparso sul New York Post (traduz):

La penna é potente quanto la spada
 
La prossima volta che siete in metropolitana, guardatevi attorno. È possibile che qualcuno intorno a voi sia immerso in una versione economica di George R. R. Martin. “Odi questi libri, e ora non posso smettere di leggerli”, dice la disegnatrice di fumetti newyorkese Emily Flake. “Praticamente sono popcorn ricoperti di caldo e fastidioso sangue, invece di burro finto”.
La storia si svolge in un continente mitico, chiamato Westeros, casa di parecchie fazioni in combattimento per il potere, e incorniciati da nordici territori selvaggi, minacciati da creature simil-zombie. È stato descritto dal suo autore come, parzialmente, un allegoria della Guerra delle Rose dell’Inghilterra medievale (solo con draghi e i non morti). La serie TV, che vede la partecipazione dell’attore del “Signore degli Anelli” Sean Bean, e la nuova star emergente Peter Diklage è stata un successo fuori dai canoni: 4,2 milioni di persone l’hanno seguita. E tanti di questi si sono dedicati ai libri poco dopo.
 
Nessuna serie, a partire dalla trilogia Millennium di Stieg Larsson – meglio conosciuta come “la ragazza con il tatuaggio del drago” – che regnava la rete metropolitana l’anno passato - ha preso in pugno la città in questo modo.
“Il giorno dopo aver visto il primo episodio ho ordinato i primi quattro libri”, dice l’avvocato 36enne Edward McKenna.
“Mi ha adescato con direwolves [lupi giganti] e incesto, ed è finito con un bambino buttato fuori dalla finestra. ‘Wow’, ho pensato, ‘questo è fantastico.’”
“I libri piacciono naturalmente agli amanti della serie di J. R. R. Tolkien”, dice McKenna, “ma questo è più adulto, con più sangue, battaglie e tette. E i banchetti, così tanti banchetti!”
Il ventiseienne Dominik March, che lavora in comunicazioni senza profitto, dice di non essere un grande lettore fantasy, ma uno sguardo alla serie lo ha ispirato a provare i libri. E poi, “appena ho iniziato i libri ero preso”, dice. Maggiormente per i shockanti destini dei personaggi principali. “Martin come se niente fosse inizia a uccidere personaggi”, dice March. “Nessuno è al sicuro!”
Giudicando dalla frequenza, con la quale avvistiamo il romanzo di Martin per la città, un sacco di lettori di New York sono in accordo. Quattro dei cinque libri possono essere comprati in piccole e portatili edizioni economiche (l’ultimo “A Dance With Dragons”, è per adesso acquistabile solo in versione rilegata).
La serie è il nostro attuale romanzo fantasy/fantascienza best seller, dice Patricia Bostelman, vice presidente del marketing a Barnes & Noble. E sul Kindle – ancora meglio per leggere questi strani libri, che per trascinarli in giro ti potrebbero creare imbarazzo – “A Dance With Dragons” è stato top seller a New York in luglio, quando è uscito.
I duri e devoti fan di Martin hanno visto con sorpresa il mondo abbracciare una serie che loro hanno evangelizzato per anni. “Ho iniziato a leggere la serie nel 2005”, dice Matt Walters, rappresentante commerciale per United Scenic Artists Local 829.
“Ho letto tutto i quattro libri esistenti in tre mesi e ho disperatamente cercato un amico da convincere a leggere la serie, così avremmo potuto discuterne”, dice Walters.
Martha Habinson, una esperta editrice a Popular Sciene Magazine, che appartiene al gruppo dei fan Brotherhood Without Banners, dice che conosce l’autore e che lui è sorpreso come tutti del successo dei libri. “È tutto un po’ troppo – di colpo non ci sono più 20 persone a una convention, o neanche poche centinaia”, dice Harbinson. “Invece ci sono state 1.800 persone alla sessione di autografi per ‘Dance with Dragon’s’ a New York [in luglio].”
È qui che una sensazione di “ci piaceva già prima che fosse cool” aleggia intorno ai fan della prima ora?
Harbinson dice di no. “Credo che sia una grande cosa. Anche se io e alcuni altri fan di vecchia data possono diventare protettivi .- insomma, non è bello che tutti si preoccupano solo di George, anche perché i libri ci mettono tempo per essere scritti. È tipo, dai ragazzi, ci sono migliaia di altri libri che potete leggere!”
Sstewart@nypost.com

 


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