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Nuova recensione per "Il Battello del Delirio"


Su Italia Oggi è apparsa una breve recensione, a cura di Diego Gabutti, dedicata a IL BATTELLO DEL DELIRIO. Il file .pdf della pagina della rivista è disponibile sul sito della casa editrice, la Gargoyle Books.


UN FIUME DI SANGUE PER I VAMPIRI DI MARTIN

Vampiri! A differenza del lupo, che secondo una vecchia canzonetta "el va no", i vampiri sono tornati di moda, come ai tempi di Lord Byron e del romanzo gotico, poi di Bela Lugosi e di Christopher Lee. Mentre le altre icone invecchiano, per esempio gli angeli, che fino a qualche anno fa erano gettonatissimi e oggi non se li ricorda più nessuno, oppure Ernesto Che Guevara, il cui poster polveroso compare ormai soltanto sulla parete di qualche ufficio fuori mano della procura capitolina, il vampiro sfonda in libreria, al cinema, nei fumetti, in televisione. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, come Figaro qui Figaro là. Ma attenzione: il vampiro che oggi spopola non è il vampiro tradizionale (un bell'uomo, distinto ma d'una certa età, le basette color argento, palliduccio, l'aria regale, sempre in ghingheri, il mantello a ruota, l'occhio ipnotico, le scarpe di vernice). No, il vampiro cool è un teenager bello, palestrato, tenebroso, ma soprattutto ballerino.
È un vampiro vecchio di secoli (perché, se chi beve birra campa cent'anni, chi beve sangue vive millenni) eppure adolescente e per cosiddire brufoloso nell'anima. Oggi un vampiro à la page deve piacere alle ragazzine e ai ragazzini, come l'hip hop e il McBurger. Per metà Henry Winkler nella parte di Arthur Fonzarelli detto Fonzie e per metà Giovane Holden.
C'è un'intera stirpe di vampiri, e tutta una gran storia naturale del vampirismo, anche in questo bel romanzo di George R. R. Martin, IL BATTELLO DEL DELIRIO, Gargoyle, pp. 400, 18 euro. Scena: un battello a pale in viaggio sul Mississippi nel 1857. A bordo del battello, il Fevre Dream, vampiri matricolati e lupi di fiume, sul modello di quelli celebrati, nei suoi scritti autobiografici, dall'ex battelliere Mark Twain. Quelli di George R. R. Martin, bravo ma discontinuo scrittore di fantascienza e fantasy, non sono vampiri adolescenti, con l'aria dei liceali che bigiano regolarmente la scuola. Sono vampiri classici, vale a dire byroniani e un po' filosofi, che dormono di giorno, detestando la luce del sole, e la notte vanno in giro a fare danni. Non sono, tuttavia, tradizionali al punto di presentarsi, al pari di Dracula, come "nosferatu", o "non morti". Sono gli ultimi esemplari, invece, d'una specie preumana, che da epoche immemorabili considera tutti noi "bestiame" (da farci bistecche, naturalmente al sangue, e spezzatini). Non sono esseri sovrannaturali. Possono tranquillamente sopportare l'odore dell'aglio e, quanto al crocifisso e all'acqua benedetta, non gli fanno né caldo né freddo, così come la bandiera italiana non riduce in polvere i leghisti. Anche la luce del sole, stringendo i denti, possono sopportarla, almeno per qualche ora. Dovete spiccargli, minimo, la testa dal busto, come quando s'abbattono i re, se volete ottenere un risultato apprezzabile. Gli umani, nei millenni, li hanno eliminati quasi tutti, ma quelli sfuggiti alla caccia sono i più abili e tosti esemplari di questa brutta razza e non hanno nessuna intenzione di schiattare col cuore infilzato da un paletto di legno di frassino.
Brutta razza, ma non bruttissima, perché i vampiri, che un tempo erano tutti malvagi, elegantoni magari, però sadici e assassini, ora si dividono in due, come i politici: là il partito dell'odio, qua il partito dell'amore. Nel primo partito militano vampiri crudelissimi e capaci di tutto, mentre i militanti del secondo partito sono vampiri dediti a fottere e chiagnere, nel senso che sono soliti pentirsi (e tenere un discorso) ogni volta che gli capita, specie nelle notti di luna piena, di scannare un innocente. IL BATTELLO DEL DELIRIO, tradotto in edizione semiclandestina una trentina d'anni fa, è un romanzo del 1982, ma già allora George R. R. Martin aveva immaginato, in viaggio sul grande fiume, una gang di vampiri per bene opposta a una banda di vampiri per male. Uno dei buoni, Joshua York, ha trovato il modo d'affrancare i colleghi dalla Sete Rossa: la dipendenza da sangue umano. Mischiando questo con quello, non si capisce bene che cosa con che cosa ma insomma sospendiamo l'incredulità e fidiamoci, York ha inventato uno speciale cocktail che estingue, nei vampiri, la sete di bumba umana. Gira il mondo portando questa specie d'ostia ai vampiri malvagi per convertirli alla sua visione del mondo: dieta vegetariana e pacifica convivenza con gli umani. Se la vedrà brutta nel Bayou, dove incontrerà Julian Damon, il decano dei vampiri malvagi. Guerre tra battelli fluviali sul grande fiume, e fiumi di sangue.


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