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Fantasy Magazine recensisce "Il Dominio della Regina"


Ecco la recensione fatta da Daniele Urso pubblicata nel sito di Fantasy Magazine riguardo Il Dominio della Regina, prima parte di AFFC.


"Tutto sembra andare per il meglio. La Guerra dei Cinque Re ha finalmente raggiunto una conclusione. La Casa Lannister e i suoi alleati appaiono vincitori. Eppure, nei Sette Regni, qualcosa ancora si agita...
Dopo la morte dell'infame re Joffrey, sua madre Cersei domina su Approdo del Re come reggente. La fine di Robb Stark ha spezzato le reni ai ribelli del Nord. Quanto ai suoi fratelli e sorelle, sono dispersi nel reame come semi gettati su una terra desolata. Poche, sia pure legittime pretese al Trono di Spade, un tempo feroce oggetto delle brame di molti, si ostinano a resistere, però coloro i quali le accampano sono troppo deboli o troppo lontani perché i loro diritti vengano riconosciuti.
Ma, come sempre accade nella scia di ogni scontro feroce, non trascorre molto tempo perché i superstiti, i fuorilegge, i rinnegati e gli sciacalli comincino a radunarsi, spolpando le ossa dei morti e azzannandosi gli uni con gli altri per la carne dei morenti. Ora, nei Sette Regni, mentre corvi in forma umana si raccolgono per un festino di ceneri, nuovi, temerari complotti vengono orditi e nuove, pericolose alleanze prendono forma.
In tutto questo, volti sorprendenti, alcuni noti, altri imprevedibili, emergono dalla sinistra penombra delle lotte e del caos appena conclusi per affrontare le sfide a venire.
È un'epoca in cui i saggi e gli ambiziosi, i traditori e i forti acquisiscono l'abilità, il potere e la magia per sopravvivere ai tempi feroci e terribili che li aspettano. È un'epoca in cui nobili e comunardi, soldati e stregoni, assassini e profeti si alleano per mettere in gioco il loro fato... e la loro vita. Al banchetto dei corvi molti sono gli invitati, ma pochi sono gli eletti."

Un uomo allo stremo delle forze arranca tra le dune di sabbia di un deserto cocente, sognando a ogni piè sospinto fiumi di cristallina acqua montana, laghi incontaminati e fresche cascate. Dopo molto tempo, prossimo al crollo, l'uomo supera l'ennesima duna e trova una piccola pozza surgiva ombreggiata. Non è quello che sognava, ma l'acqua è sempre acqua ed è sufficiente per andare avanti.

Ora sostituite all'uomo un fan di George R.R. Martin e alla piccola pozza IL DOMINIO DELLA REGINA. Dovreste avere un'immagine abbastanza precisa dello stato d'animo dei tanti appassionati corsi in libreria per ottenere una copia del nuovo romanzo del loro scrittore fantasy preferito. Non è quello che avremmo voluto, non è abbastanza, ma è sempre Martin. Non potrebbe essere altrimenti, perché IL DOMINIO DELLA REGINA è un mezzo libro di una mezzo libro. A FEAST FOR CROWS è una parte dell'originale progetto narrativo che lo scrittore di Bayonne aveva pianificato. Come molti sapranno, il quarto libro è cresciuto a dismisura durante la prima stesura e ha dato origine a due differenti scritti: A FEAST FOR CROWS, del quale IL DOMINIO DELLA REGINA è la prima parte, e A DANCE WITH DRAGONS, che Martin sta ancora finendo.

I due volumi coprono lo stesso lasso di tempo, ma si differenziano per i personaggi contenuti e i luoghi dove si svolge la saga.
In Italia, come da prassi Mondadori, A FEAST FOR CROWS è stato spezzato per "motivi editoriali". A questo punto sarebbe giusto chiedersi se abbia senso recensire un quarto di libro (metà di una metà), ma essendo come l'uomo assetato, mi accontenterò di una sorsata di acqua, pur sognando laghi.

IL DOMINIO DELLA REGINA è un romanzo di transizione. La struttura è la stessa dei volumi precedenti: capitoli legati ad alcuni personaggi e trama che si sviluppa parallelamente, ma in luoghi differenti. Dopo l'ecatombe de IL PORTALE DELLE TENEBRE, Martin riposiziona i pezzi sulla scacchiera e ci mette a parte delle strategie e dei piani di alcuni dei protagonisti. Prima nota dolente. Sansa, la vergine di Tarth, Ditocorto e Sam non sono tra gli eroi più interessanti e maggiormente importanti di questa fase della trama e i loro capitoli ne risentono.
Sapere ciò che accade nella Valle di Arryn, o a Vecchia Città è propedeutico alla trama, ma non particolarmente accattivante. Differente discorso per Cersei Lannister e di riflesso il suo gemello Jaime: i complotti di palazzo sono sempre stati uno dei punti di forza dell'intreccio della saga e questo romanzo non fa differenza. Capire come si spostino gli equilibri di potere tra Lannister e Tyrell e all'interno dello stesso Castel Granito ha sempre il suo fascino. Il rapporto tra i due gemelli inoltre si evolve e continua l'opera di purificazione dello Sterminatore di Re, che Martin aveva cominciato tagliandogli una mano.

L'ambientazione in odore di medioevo si arricchisce di due ulteriori scenari, le Isole del Ferro e Dorne. È proprio in queste terre che IL DOMINIO DELLA REGINA esprime il meglio. Le isole dove governano i Greyjoy avevano già aperto le proprie porte ai lettori nel racconto introduttivo THE ARMS OF THE KRAKEN. L'ambientazione ricorda le saghe nordiche e gli uomini del ferro sono i Vichinghi delle Cronache. La lotta per la successione tra le Piovre è sicuramente la parte migliore dell'intero romanzo. Euron, Victarion e Asha infondono linfa nuova e vitale alla fauna martiniana.

Dorne rimane solo un abbozzo. Scopriamo qualcosa delle terre dei Martell, ma non abbastanza da soddisfare appieno la nostra curiosità; facciamo la conoscenza di nuove pedine e attori di questa grande saga, ma il disegno rimane ancora fumoso. Questo non è ovviamente imputabile a Martin, visto che non abbiamo tra le mani il romanzo completo. Riserviamoci un giudizio definitivo dopo aver letto il seguito.

Tecnica e lessico restano i punti di forza dello scrittore americano. In questo momento nessun autore fantasy possiede il suo ritmo e il suo linguaggio. La traduzione è adeguata, sebbene Sergio Altieri e Michela Benuzzi si prendano talvolta qualche libertà di troppo (i puristi che storceranno il naso dovrebbero leggere Jordan nella traduzione della Ciocci).

IL DOMINIO DELLA REGINA resta un libro "necessario", ben scritto e piacevole. Meno interessante dei suoi predecessori, ma da valutare solo nella sua interezza.


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