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Intervista a Martin - Amazon


Fonte www.amazon.co.uk - Traduzione di Lord Beric



A SONG OF ICE AND DIRE doveva inizialmente essere una trilogia ma, con questo terzo volume, sei tutto fuorché vicino ad una conclusione.

La storia durerà sei volumi, credo che riuscirò a contenerla; il mio editore americano voleva dividere A STORM OF SWORDS in due, ma l'ho persuaso altrimenti. Con questo volume ho raggiunto infine la fine della parte introduttiva, anche se non è ancora l'inizio della fase risolutiva. Il quarto volume, tra un anno o due, avrà luogo cinque o sei anni dopo questo - il che significa che dovrà iniziare con una parte molto ampia su cosa è accaduto nel frattempo.


Questa è una delle più realistiche saghe fantasy in produzione.

Penso che sia possibile cogliere il sapore del medioevo nel fantasy. Quando ricerchi e tenti di catturare l'essenza delle cose, ci sono momenti in cui la storia è una distrazione; io cerco di imergermi in un periodo in cui uno sa già i dettagli della biancheria intima, o i nomi dei pezzi di un'armatura, o le regole di un torneo, quando ne ha bisogno. Se no uno non è fedele ai fatti; parte dell'utilità di scrivere fantasy è che non si è legati alla storia. Io avevo bisogno di scrivere di tornei in cui la mischia era una lotta tutti contro tutti in cui il vincitore è l'ultimo uomo in piedi, mentre di solito erano eventi a squadre.


Anche se ci atteniamo ai fatti storici, il tuo mondo è particolarmente pieno di tradimenti.

Dall'inizio sapevo che il tradimento sarebbe stato una parte importante di quello che avrei scritto, e avevo alcuni colpi di scna in mente. C'era una simile dicotomia nel mondo reale tra le credenze nella cavalleria e i fatti ben meno civili che avvenivano tra la gente per la maggior parte del tempo. Guardate Riccardo Primo, o il Principe Nero; il Principe Nero ha lussuosamente intrattenuto il Re Francese suo prigioniero dopo Poitiers, ma ha messo a ferro e fuoco diverse città in varie occasioni. Mi piace dipingere in tonalità di grigio.


Ed ecco perché nel nuovo libro alcuni personaggi sgraditi acquisiscono una coscienza.

Questo avviene anche perché, mentre procedo, mi piace espandere il numero dei protagonisti del cast centrale a cui vengono attribuiti i punti di vista: non abbiamo mai visto Jaime lo Sterminatore di Re dall'interno, prima...


Inoltre usi il vero Medio Evo per impostare qualche malvagia sorpresa per le persone che si divertono ad azzardare qualche previsione sull'andamento della trama.

Mi piacciono le sorprese, ma mi piace anche lasciare qualche indizio. Mischio le mie fonti storiche. Ovviamente ho pescato dalla Guerra delle Rose, ma Tywin Lannister non è Warwick il Creatore di Re e Tyrion non è Richard di Gloucester. Ho anche pescato dalla Guerra dei Cent'Anni, dalla Crociata degli Albigesi e da materiale vario fuori dall'Europa. È un errore da parte dei miei fan presupporre una corrispondenza uno-ad-uno. Il bello del fantasy è che puoi facilmente portare la tua trama in direzioni inaspettate - nel romanzo storico, sai già la maggior parte di quello che sta per accadere.


E questa è proprio fantasy... con i Draghi.

Non ho mai voluto creare Draghi parlanti - forse sono ancora troppo uno scrittore di fantascienza per essere felice di creature che siano troppo umane. Se i Draghi sono intellingenti, lo sono in un modi che non possono non essere riconoscibili come tali. Ho avuto qualche pensiero sul vietarmi qualsiasi esplicito elemento fantasy e fare qualcosa che sarebbe stato fantasy solo perché avrebbe avuto luogo in un posto immaginario e non ci sarebbeo stati fatti storici noti. Stando così le cose, ho attentamente razionato la magia. Sono tornato a THE LORD OF THE RINGS e ho guardato come ha fatto Tolkien. THE LORD OF THE RINGS ha luogo in un mondo magico, ma non c'è molta magia in scena. Per Tolkien la magia è conoscenza, non magie e incantesimi. Volevo mantenere sullo sfondo la magia nel mio libro e farla crescere, e una cosa cessa di essere magica se se ne vede troppa. In Tolkien la spada di Aragorn è magica perché è così, non perché noi vediamo che lo aiuta a vincere le battaglie. In questo genere di libri la magia è sempre pericolosa e complessa, ha un prezzo e dei rischi.
L'intero punto della scena, in A GAME OF THRONES, in cui Daenerys fa schiudere le uova di Drago è tutto un momento di magia; lei è un personaggio che potrebbe davvero fare di tutto. Volevo che la magia fosse appena sotto controllo e molto istintiva - non la versione di John W. Campbell in cui la magia è la scienza e la tecnologia di un altro mondo, che lavora con semplici e conoscibili regole. E nemmeno una serie di parole che dimentichi non appena pronunciate e che devi studiare nuovamente, come in DYING EARTH di Vance. Quando lo ha fatto Vance era una cosa originale - ho appena inserito la sezione Liane the Wayfarer per l'antologia FANTASY HALL OF FAME - ma io volevo fare qualcosa di differente. Ed è importante che i singoli libri parlino delle guerre civili, ma che il titolo della serie ricordi costantemente che il reale scontro si trova a Nord, oltre la Barriera. Stannis diventa uno dei pochi personaggi a comprenderlo pienamente, cosa che fa di lui, malgrado tutto, un uomo giusto, e non solo una versione di Henry VIII, Tiberio o Luis XI.


Ti cali bene nei panni dei bambini.

Non ho figli ma sono stato bambino, una volta. Quando ho concepito la serie, era solo di tre volume e non sapevo che molti dei personaggi principali sarebbero rimasti nel ruolo di bambini per così tanto tempo. I capitoli più difficili per me sono quelli di Bran, semplicemente perché è il personaaggio che ha più a che fare con la magia, il bambino più piccolo ed è inoltre seriamente mutilato - devo scrivere in quel senso della sua mancanza di controllo sul mondo e devo essere convincente. Sansa è la meno simpatica degli Stark nel primo libro; lo diventa di più in seguito, in parte perché arriva ad accettare la responsabilità della sua parte nella morte di suo padre. Jon Snow è il personaggio più realistico - mi piace il suo senso di realismo e il modo in cui accetta il suo essere un bastardo.


Mentre il personaggio più popolare sembra essere Tyrion.

Probabilmente è anche il mio preferito - di certo è il più semplice da scrivere. È una persona difficile da ingannare, ed ha un cinico senso dell'umorismo. Mi ritrovo a giocare molto con il fatto che non è un vero Richard di Gloucester - sebbene sia chiaro che da ora avrà una reputazione perlomeno più oscura.


Parliamo brevemente del mio preferito tra i tuoi primi lavori: FEVRE DREAM, il tuo romanzo sui vampiri e i battelli a vapore del Mississippi.

Sto lavorando per trarne una sceneggiatura, quindi è ancora un progetto in corso, per me. È anche il mio preferito, in parte perché amo il protagonista, Abner Marsh.


C'è la possibilità che le tue prime opere fantascientifiche - THE DYING OF THE LIGHT, WINDHAVEN - siano riprese? Sono sempre stato appassionato dell'universo di quei libri, così interessante, malinconico e poetico.

Non lavoro ad un'opera di fantascienza da molto tempo, ma a volte mi ricordo come ci si sente a scriverne. La gente ha detto che con FEVRE DREAM ho disertato la fantascienza per l'horror, ma il fatto è che mi piace provare cose differenti. Potrei tornare alla fantascienza, un giorno - questo è il genere di cose che fanno ammattire le case editrici, perché con l'attuale clima di pubblicazione di fantasy e fantascienza, il cambio di genere non è sempre visto con favore.


Dopo un'originale e premiata storia breve - SANDKINGS - non ti sei più cimentato con il genere.

Semplicemente non ne ho il tempo - la sola storia breve che ho scritto negli ultimi anni è uno spin-off del materiale sui Sette Regni. Anche quando ero a Hollywood avevo il tempo di editare le antologie di WILD CARDS e scrivere storie brevi, perché dovevo tenermi allenato e ricordare alla gente che esistevo ancora. Ho ripreso in mano troppi progetti e ho sempre avuto problemi di scadenze.


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