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Intervista a Iain Glen


Westeros.org continua con la sua serie di interviste agli attori che interpretano i personaggi della serie TV Game of Thrones. Questa volta é il turno dell'enigmatico Iain Glen, che recita Jorah Mormont (traduz.):

INTERVISTA CON IAIN GLEN

Per la terza della nostra serie di interviste (le due precedenti erano a Chalres Dance e Michelle Fairley), questa volta varcheremo il mare stretto, attraverseremo il mare Dothraki e ci addentreremo nella desolazione rossa, per parlare con Iain Glen, che recita Ser Jorah Mormont, guardiano, consigliere, e compagno di Daenerys… e forse anche più. Un attore scozzese dotato di charme e una voce che apparentemente fa aumentare il battito cardiaco, Glen ha fatto un po’ di tutto dal palco al grande schermo, incluso ruoli in blockbuster come Le Crociate e successoni come Downton Abbey, e, ovviamente, Game of Thrones.
Nell’intervista che segue, Glenn discute una vasta serie di argomenti: la relazione di Jorah con Daenerys, quello che possiamo aspettarci della stagione due, le riprese a Dubrovnik, e più.

Intervista
D: Come ci si sente ad essere consapevoli di quello che succederà al tuo personaggio?

La struttura è presa dai libri, ai quali la serie è molto fedele. Così, se vuoi puoi leggere i libri successivi e capire il senso di quello che stai facendo –

D: E tu lo hai fatto?

No. No. Potresti venirne a conoscenza, quando lavori alla serie, quando sei sotto contratto. Per esempio Sean Bean è stato messo sotto contratto solo per un anno (ndr. Iain emette il suono di una decapitazione), ma io sono stato messo sotto contratto per cinque o sei anni, così so che la mia è una storia a lunga percorrenza. Secondo me non è utile leggere troppo dei libri futuri, e poi si ci sono sempre un sacco di cose da fare. È il compito degli scrittori di prendere questi ampi romanzi e adattarli ad un formato utile per il formato televisivo, e credo che lo stiano facendo molto, molto bene. Appena ho iniziato la seconda stagione ho letto il libro, perché ha un sacco di retroscena utili. Ma oltre a quel punto c’era il bottone “vai e continua a leggere”, e io sono riuscito a non premerlo.

D: Sapevi dei libri prima?

No, per niente. Ed é delle cose interessanti, è un genere che molte persone pensano non sia adatto a loro. Per altri invece è il loro genere, ma io credo che abbiamo attratto persone che altrimenti non ne sarebbero state attirate. Credo che sia perché ha un gusto molto adulto, è il lato maturo del genere, e credo che il mondo riportato sia veramente plausibile, se guardi alla storia dell’umanità. Certo, ci sono paesaggi totalmente inventati, persona inventate, tutto è inventato, ma si ha la sensazione che sia plausibile, si ha la sensazione che queste persone possano davvero aver vissuto, che i politici fossero stati davvero in quel modo, i guerrieri, le strutture delle famiglie, il ruolo delle donne… Credo che tutti sembri bizzarramente vero. Questo da a tutto una buona base, e lo fa sembrare più sostanzioso che altre cose di questo genere.

D: Hai baciato Daenerys in questa stagione?

Non posso mica dirvelo! No, dovrete andare a vedervela.

D: Come sono andate le riprese a Dubrovnik?

Sono state grandiose! È ridicolo che le mie riprese sono tutte in un veramente grandioso, incantevole posto caldo con la tribù nomade. La grande maggioranza degli attori devono lavorare in posti orribili, veramente freddi – muri di ghiaccio e bagnati e così via – e io ho sempre avuto l’impressione che la squadra di riprese non vedesse l’ora di andare a Dubrovnik, e credo sia piaciuto molto ai produttori, perché offre una grande ricchezza di paesaggi, con tante risorse per la produzione di film, con un ambiente amichevole. Una città veramente bella.

D: Quanto ci avete messo per fare le riprese della seconda serie?

Tre mesi e mezzo, qualcosa del genere. Riprendevano con due squadre allo stesso tempo. Succedeva che l’unità uno poteva lavorare in Irlanda, mentre l’unità due faceva riprese in Croazia. Non credo che fossero state due unità per tutto il tempo, ma comunque per un sacco di tempo.

D: Quando avete iniziato a filmare, in rapporto alla fine delle riprese dell’ultima stagione?

È stato nello stesso periodo dell’anno scorso. Abbiamo iniziato a filmare a inizio giugno, luglio, e ci abbiamo messo tre mesi e mezzo circa. Non so bene quanto ci abbiano messo per registrare tutta la seconda stagione, perché io ero sul posto solo per quel piacevole periodo di tempo.

D: Quante giornate sei stato sul set?

Per questa stagione, dire venticinque giorni. Qualcosa del genere.

D: Per gran parte della stagione sembri essere coperto di sporcizia.

Sì. La maggior parte di noi lo è! È così il mondo nel quale veniamo riportati, normalmente non tornano indietro a farsi una bella doccia per ripulirsi. È una cosa che conseguenza naturale del territorio in cui si trovano.

D: Era sporco finto o vero?

Oh, era finto. Alcuno volte è stato tutto makeup e trucco, ma a volte ci siamo rotolati nella sabbia o usavamo quello che avevamo a disposizione per sporcarci i costumi. Ma la maggio parte è makeup.

D: Com’è stato lavorare con Emilia Clarke, e credi che sia una buona regina drago?

Credo che sia fantastica. Trattieni il fiato quando inizi una serie lunga come questa, perché speri che gli attori centrali con cui lavorerai siano in gamba, e tu vada d’accordo con loro, ed Emilia è stata totalmente carina, fin dal primo momento. Credo che sia un’attrice veramente, veramente brava. Nella prima stagione, è partita come un’innocente in un mondo veramente alieno e nella progressione della serie, è diventata una regina guerriera. Credo che abbia fatto questo molto bene e in modo plausibile. E riusciamo sempre a ridercela, cosa molto importante, quando si filma.

D: Qualche esempio?

No, no, semplicemente ci divertiamo. Avevamo Harry Lloyd con noi nella prima serie. Questa volta c’erano Peter Dinklage e Jerome Flynn, perché stavano filmando in Croazia insieme a noi. È stato bello avere qualcuno con cui uscire per un drink, e abbiamo trascorso dei bei momenti, uscendo in barca, facendo gite giornaliere e cose di questo genere. Ti senti veramente fortunato.

D: Hai avuto qualche grossa scena con un drago CGI?

Ce ne sono. Sono sempre presenti. Non appesantiscono la storia, gli scrittori sono stati molto attenti a dove inserirli. Qualche volta li vedi che vengono messi nelle loro gabbie all’inizio di una scena, in questo modo puoi continuare la scena senza di loro,(ndt. ma fare presente al pubblico che esistono.) Perché crea un sacco di lavoro impostare la CGI nelle scene. Ancora, la serie è molto brava a gestire Meta-Lupi e draghi, lo fanno veramente, veramente bene.

D: Credi che i sentimenti di Jorah per Daenerys possano essere comparati a una visione moderna
del sentimento che gli uomini hanno nei confronti delle donne?

Suppongo che ci sia qualcosa di vero in questo. Credo che una bellezza giovanile – una bellezza giovanile femminile – è molto attraente per la maggior parte degli uomini, e sessualmente attrattiva… non troppo giovane, ovviamente! C’è una verità in questo. Il motivo per il quale ho una grande barba è che sto recitando la parte dello zio Vanya, nell’opera teatrale di Chekov. Una dei temi centrali in questo teatro, è questo uomo che idolatra una bellissima, giovane donna, che ha sposato un uomo molto più vecchio di lei. E così c’è un misto di sentimenti – se solo potessi avere un po’ della sua giovinezza – e credo che questo possa essere un elemento di una relazione tra uomini vecchi e donne giovani. Ma è anche qualcosa legato a un tipo di tristezza, perché sei nella seconda metà della tua vita e ti incontri con una che è nella prima metà della sua.
È solo leggermente diverso – no, veramente non è per niente diverso, perché nel caso di zio Vanya non riesco mai ad averla, e questa è una cosa realistica, come anche in Game of Thrones. Devo stare molto attento, perché quando mi viene chiesto se bacio Dany o no, più tempo lo diniego e più interessante diventa la mia storia. Nel momento che permetti che accada qualcosa di troppo, qualcuno muore, penso. È qualcosa che vuoi mantenere incerto. Sei coinvolto nella storia che lui vuole amarla e possederla, e farne sua moglie, ma per adesso questo sentimento non è stato contraccambiato, il che fa avere alla situazione un forte stato di suspence.

D: Cosa pensa Jorah dei strani poteri di Daenerys?

Inizialmente è molto sospettoso, come lo erano tutti, ma alla fine della prima serie viene a
conoscenza dei suoi poteri straordinari, quando lei sopravvive alla pira e da vita ai draghi, così lui è completamente persuaso dai suoi poteri.

D: Stagione uno è stato più che una mera introduzione ai personaggi e al setting. Ti sembra che la seconda stagione parta con l’asticella più alta?

Quando cerchi di costruire una storia che contiene una tale varietà di personaggi, alcuni non possono essere altro che introduttivi, e devi comunque costruirli e cercare di gestire le relazioni tra questi personaggi. Non fa differenza se è un film di un’ora e mezza, o addirittura lo scrivere di un libro, ti rendi conto che raramente puoi iniziare dal mezzo di una storia. C’è stata una gradazione nella costruzione della prima stagione, e io spero che questo non sia stato fatto con troppa esposizione. Adesso, questo costrutto viene continuamente rinfrescato, e nuovi personaggi entreranno – e gli scrittori sono parecchi brutali per quanto riguarda la rimozione di personaggi – ma tutti si fidano del materiale e possiamo raccontare le nostre storie senza pensare troppo alle linee della trama.

D: Possiamo aspettarci più scene di guerra?

Si, si. Credo di si.

D: Come hai trovato le frasi Dothraki?

Sono un incubo. C’è questa linguaggio incomprensibile, che è veramente, veramente difficile da imparare, ma ne vale la pena, perché quando ci provi da te, sembra sempre molto sciocco. Questo brillante linguista (David J. Peterson) ha sviluppato l’intero linguaggio, e cosí, ogni volte che c’è bisogno di una frase, lui è la persona di riferimento. Lui te la produce, ed è sempre molto consistente. Ma è veramente difficile. Una riga va anche bene, ma se hai un intero discorso… ragazzi, è dura, è veramente dura.

D: Quanta pratichi le frasi, per darci la giusta empatia ed emozione?

Lo impari in modo meccanico. È questa serie di nonsense in sillabe. David pronuncia la frase per te, così tu impari la struttura, ma lui non ti da l’intonazione, inoltre lui è americano, e alla fine ha un suono diverso. Ma comunque ti da il suono giusto. Cosi tu pensi alla frase in inglese, e come ti immagini come la diresti utilizzando la frase Dothraki. Quindi se c’è una frase in Dothraki nella quale sei arrabbiato, ti tocca impararla ancora e ancora per impararla bene.

D: Quindi Peterson è qui?

No, no, è a Los Angeles. Ma è sempre reperibile, se hanno bisogno di qualcosa lo chiamano.

D: Jora si pente dei suoi segreti?

Uhm… si. Sei disperato di sapere cosa succederà in questa stagione, vero? Dovrai andare a vedertela! Ma si, c’è un po’ di questo nella stagione.

D: Sei riuscito a gestire due tra i più grandi fenomeni TV degli ultimi due anni, con Game of Thrones e Downton Abbey. Come sei riuscito ad avere tempo per entrambe, e quali sono le differenze tra le due?

Come attore, sei alla mercé del lavoro che ti viene presentato. Con Downton Abbey, è stato differente, perché sono entrato dalla seconda stagione, quando la serie era già popolare, mentre a Game of Thrones, ho partecipato dal principio. Devi metterci entusiasmo quando sei in questa situazione, perché dio solo lo sa, lavori così tanto per TV e film che non raggiungono mai il pubblico. È una vera sfida, e me ne accorgo quando noto che ho fatto la spesa in Sansbury’s piú volte che negli ultimi anni. In più le persone vogliono sempre sapere cosa accadrà. “Veramente finisci insieme a Lady Mary?” Mentre per la verità non lo vogliono sapere.

D: È un buon periodo per accenti inglesi, no?

Si, un periodo veramente buono. È divertente che quando vai a ritroso nella storia per un certo periodo, la gente pensa che ci debba essere l’accento inglese, il che è un bene per quelli come me. In qualche modo un accento americano troppo marcato, giusto o sbagliato, mi stonerebbe, e particolarmente in Game of Thrones. Ma questo è solo un concetto al quale ci hanno abituati i film. Il fatto è che nessuno sa come le persone suonavano allora. Ho fatto Shaekspeare, esiste un gran dibattito al proposito di come le persone suonavano allora. È solo una nozione pre-concettuale, nessuno si meraviglia o ti questiona, se usi un accento inglese neutrale.
Ma sai, in termini di serie TV, tutte e due sono amabili. Una è terribilmente inglese, molto basata su un singolo luogo, tutto riguarda gli abitanti, i costumi sono ricreati molto bene, e sono delicati, una bella trama con cose che vengono minimizzate o non dette. E l’altra è incredibilmente viscerale ed esterna, e piena di colori e esotica. Tutto viene detto, i sentimenti vengono rivelati apertamente.

 


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